Chi è Gabriele Del Grande, il reporter italiano censurato dal Regime di Erdogan?

Libertà e verità.

La vita del reporter non è affatto semplice, pensare di andare a intervistare le persone in un Paese o in un territorio complicato dal punto di vista politico, non è da tutti. Gabriele non è “tutti”. Stiamo parlando di un semplice ragazzo, nato a Lucca nel 1982, che nel 2006 ha fondato Fortress Europe e messo online il blog ad esso correlato. Esso elenca tutti i singoli eventi di morti o naufragi censiti dai mezzi di informazione in Europa e nel Maghreb a partire dal 1988. Nella sua carriera ha collaborato con tantissime testate, tra cui, “L’Unità” e Peace Reporter, inoltre ha realizzato un reportage sulla Guerra Civile in Siria, pubblicato da Internazionale. Insomma un reporter e giornalista che, seppur non iscritto all’albo, ha sempre voluto raccontare la verità, in piena libertà.

Del Grande è in isolamento da nove giorni”. L’avvocato turco: detenzione del tutto illegale (La Stampa 21-04-2017)

CHI E’ GABRIELE DEL GRANDE?

Gabriele è nato a Lucca nel 1982, nel 2006 ha fondato Fortress Europe e messo online il blog ad esso correlato. Esso elenca tutti i singoli eventi di morti o naufragi censiti dai mezzi di informazione in Europa e nel Maghreb a partire dal 1988.

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Nella sua carriera ha collaborato con diverse testate, tra cui, “L’Unità” e Peace Reporter, inoltre ha realizzato un reportage sulla Guerra Civile in Siria, pubblicato da Internazionale. Insomma un reporter e giornalista che, seppur non iscritto all’albo, ha sempre voluto raccontare la verità, in piena libertà.

IL VIAGGIO IN TURCHIA

Gabriele, è in Turchia dal 7 aprile per realizzare delle interviste a dei profughi siriani per il suo ultimo libro “Un partigiano mi disse”, un’opera sulla guerra in Siria e sulla nascita dell’ISIS. Quella Turca, per chi non la conoscesse è una situazione critica: una democrazia inesistente, torture, libertà di stampa pari a zero, una riforma costituzionale che trasformerà  questa nazione in un sistema semidittatoriale e grazie a questo Erdogan potrà governare fino al 2029.

Il 10 Aprile Gabriele viene arrestato dopo un controllo da parte della Polizia  ad Hatay, provincia sud-orientale al confine con la SiriaIl fermo era stato disposto dalle autorità turche perché non era in possesso dei documenti necessari per fare ricerche giornalistiche al confine con la Siria. Le regole per esercitare la professione di giornalista si sono inasprite in Turchia dopo il fallito golpe del luglio 2016.  La Farnesina chiede con insistenza, fin dal primo giorno di questa vicenda, che egli possa ricevere regolare assistenza legale e consolare.

«Non ci è stata data alcuna informazione su eventuali capi di imputazione nei confronti di Gabriele. La sua detenzione è del tutto illegale. Non c’è nessun impedimento giuridico al rimpatrio, è un provvedimento punitivo».

A dirlo all’ANSA è l’avvocato turco di Gabriele Del Grande, Taner Kilic, dopo averlo incontrato stamani con la delegazione consolare nel centro di detenzione di Mugla.

L’ULTIMO MESSAGGIO DI GRABRIELE ALLA MOGLIE

Anche grazie all’azione di sensibilizzazione condotta dall’Italia fin dall’inizio della vicenda, il 18 Aprile Gabriele riesce a chiamare e la conversazione viene pubblicata dalla pagina Facebook “Io sto con la sposa”, queste le parole:

 “Sto parlando con quattro poliziotti che mi guardano e ascoltano. Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento. I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo. Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio telefono e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato. La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito ripetuti interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta. Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me. Da stasera entrerò in sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti”.

Parole forti, che fanno capire la situazione drammatica di un ragazzo che viene ogni giorno interrogato come se fosse un terrorista, senza aver un avvocato accanto. Voleva delle notizie, perché il suo lavoro è questo: scendere in strada , ascoltare e raccontare chi vive in questa tragedia ogni giorno. Ci vuole coraggio per ricercare la verità,  Gabriele ne ha da vendere.

L’ITALIA E’ CON TE

Intanto in tutta Italia stanno cominciando diverse mobilitazioni, proprio come lui aveva richiesto durante la telefonata. Speriamo tutti noi di riaverti presto, il mondo del giornalismo ha bisogno di persone come te, tutti abbiamo bisogno di verità.  

LE PAROLE DEL PRIMO MINISTRO GENTILONI

Spero che il problema venga risolto rapidamente. È l’esempio del fatto che c’è bisogno di un impegno per un processo inclusivo della popolazione turca, per il rispetto dei diritti fondamentali.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in occasione della sua recente visita istituzionale negli States.

Di Fausto Terrana

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