Trump batte cassa in Arabia Saudita vendendo armi: un accordo da 110 miliardi di $

Qualche giorno fa vi parlammo del licenziamento del capo dell’FBI, James Comey, ad opera del Presidente degli Stati Uniti Donald J.Trump. Comey stava indagando su molto più che presunti legami tra Putin e la vittoria di Trump alle ultime elezioni a discapito della candidata democratica Hillary Clinton. L’epopea del biondo magnate deve ancora iniziare ma sono già diversi gli spunti che ci permettono di capire quale sia la direzione della politica di Trump.

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Trump va in Arabia Saudita a vendere armi: un bottino di 110 miliardi di $

 

Notizia del 21 Maggio: Trump in visita in Arabia Saudita per firmare degli accordi commerciali con il principe Mohammad Bin Salman che prevedono vendite di armi per circa 110 miliardi di dollari.

Ok, cosa c’è di strano? La guerra è guerra, va combattuta, no?

Senza essere naif, è vero. Se c’è una guerra in atto, questa va combattuta. Se il nemico è l’Isis che avanza a bandiere spianate verso le tua patria, in questo caso l’Arabia Saudita, hai mille ragioni per rifornire il suo arsenale… Ma la ragione è un’altra e non ha nulla a che fare con l’Isis.

Queste armi serviranno al governo saudita per fronteggiare il crescente attivismo internazionale dell’Iran sciita. Attivismo che si concretizza, questo sì, in uno sforzo continuo a combattere i peggiori gruppi radicali, che sono, fino a prova contraria, di matrice sunnita e di ideologia molto vicina a quella wahhabita, dominante nella penisola araba. Se infatti non è provato il coinvolgimento dell’Arabia Saudita all’Isis (che gode di altri sponsor, a loro volta legati a Riad), è fuori discussione il supporto logistico, politico e militare che questo Paese fornisce a formazioni che fanno capo ad Al Qaeda.

Trump balla con gli arabi esauditi

2+2

Ancora una volta, il governo americano si spaccia come difensore della democrazia nel mondo al motto di “costi quel che costi”, in realtà siamo difronte all’ennesimo do ut des degli americani volto a completare le trame intricate di un mosaico ancora poco chiaro che però lascia intravedere uno scenario molto plausibile, che prima o poi diverrà verità storica dei nostri tempi e saremo costretti a prenderne atto.

Ricordiamo che l’Arabia Saudita è uno dei quei paesi islamici in cui l’integralismo regna, letteralmente, sovrano.

 

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