Ferrari SF70H: scopriamo le caratteristiche della nuova Rossa

A cura di Giuseppe Leone

Le prime sei tappe del Campionato mondiale di Formula 1 sono filate via lisce come l’olio, liquido tra l’altro essenziale per la lubrificazione dei componenti mobili delle singole monoposto delle 10 scuderie iscritte regolarmente alla Competizione.

FORMULA 1 2017: sarà l’anno della Ferrari SF70H?

Nonostante lo scetticismo generale che ormai aleggia da anni tra gli appassionati della competizione ed in particolare i sostenitori dell’italianissima Ferrari, questa prima parte della stagione ha sorpreso un po’ tutti con una Rossa che sembra aver colmato gran parte del gap che la rendeva distante anni luce dalle rivali Mercedes e che finalmente ci permetterà di vedere quel tricolore, vessillo nazionale di una Repubblica sempre criticata ma primeggiante in molteplici settori, nel gradino più alto del podio con l’Inno d’Italia risuonante in tutte le tv del mondo per la gioia celestiale di G. Mameli e M. Novaro.

Il predominio Mercedes visto in questi ultimi anni aveva tolto interesse per la competizione, il cui finale risultava essere sin troppo scontato ed ovvio. L’unica incertezza riguardava la scelta tra chi dei due piloti Mercedes avrebbe vinto il titolo.

Vi presentiamo la nuova Ferrai SF70H

Con le modifiche del Regolamento Tecnico 2017, riguardanti principalmente gli aspetti aereodinamici delle monoposto, si è potuto ridurre il gap esistente tra le varie scuderie e, grazie al lavoro condiviso e coordinato dell’intero team Ferrari, si è arrivati alla SF70H, sigla che omaggia i 70 anni di vita del Cavallino, vettura caratterizzata da modifiche sostanziali rispetto alle precedenti versioni e che sembra aver soddisfatto pienamente Vettel e Raikkonen, anche quest’anno sono compagni e “uomini immagine” di un team che lavora soprattutto da “dietro le quinte”.

Le modifiche della nuova Ferrari SH70H

Vediamo più nel dettaglio tutte quelle modifiche e variazioni che la nuova monoposto Ferrari presenta rispetto alle precedenti versioni, partendo dal presupposto che alla base delle modifiche effettuate, bisogna tenere in conto della nuova versione del Regolamento Tecnico che ha imposto determinate caratteristiche aereodinamiche alle nuove vetture iscritte al Gran Premio di Formula 1 2017.

ferrari sf70 h

La larghezza

Ciò che maggiormente risalta all’occhio dei telespettatori, sono le dimensioni delle nuove monoposto che per regolamento dovranno passare da una larghezza di 1800 mm ad una complessiva di 2000 mm con conseguenti modifiche in ogni singola parte della vettura.

Il muso

Partendo dal muso, il team Ferrari ha preferito mantenere il muso corto con protuberanza simile a quello visto sulla SF16H, senza stravolgere più di tanto il concetto aereodinamico dell’avantreno, parte fondamentale di una vettura di Formula 1 poiché è la prima parte che il flusso d’aria incontra e che presenta la principale funzione di convogliare quanta più aria possibile nella parte inferiore del telaio.

L’ala anteriore

Per quanto riguarda l’ala anteriore, viene rivisto il design che per regolamento dovrà presentare una forma a freccia, anche se il concetto aerodinamico generale resterà lo stesso dello scorso anno con la parte esterna che espelle l’aria ai lati e al di sopra degli pneumatici anteriori. Una piccola novità la si trova sugli endplate (zona verde dell’immagine), in quello che può essere considerato uno scalino che condizionerà il flusso d’aria nella zona esterna degli pneumatici anteriori.

L’ S-Duct: lo scalino magico

La novità più importante della parte anteriore della monoposto, riguarda l’introduzione del sistema S-Duct, una sorta di scalino (freccia gialla in figura) con la funzione di incanalare l’aria turbolenta da sotto il naso espellendola sotto forma di flusso laminare, cioè un flusso più regolare, al di sopra della vettura, migliorandone le prestazioni. Interessante risulta essere anche l’introduzione di due piccole ali nella zona dell’uscita del sistema S-Duct che permettono di deviare il flusso d’aria diretto verso la zona centrale della monoposto.

Il telaio

Nell’area sottostante del telaio ci sono dei turning vanes davvero innovativi che hanno anch’essi un ruolo fondamentale nella gestione dei flussi d’aria che interessano la vettura durante il suo moto.

La parte centrale della vettura è quella che ha subito un totale stravolgimento con soluzioni aerodinamiche inedite e innovative.

ferrari sf70 h

Nella parte bassa è presente un elemento a freccia svirgolato in due profili su cui poggia un semplice deviatore di flusso, che si raccorda al fondo ed al resto della struttura fissata alle pance. Il fondo presenta un ulteriore profilo, in carbonio, davanti al bordo d’ingresso, quest’ultimo inclinato verso l’alto per raccogliere aria da indirizzare nella parte inferiore della vettura.

Per quanto riguarda la zona delle prese d’aria dei radiatori, sono visibili cambiamenti radicali nella forma e nelle dimensioni. Sono infatti presenti due grandi deviatori di flusso che raddrizzano l’aria sia all’interno delle bocche di raffreddamento, nascoste al loro interno, sia sopra, dove è presente un’ulteriore apertura che canalizza aria fresca altrove, sia al di sotto di esse.

Infine non ci resta che vedere le modifiche del posteriore della monoposto.

ferrari sf70h

La differenza sostanziale in questa zona della vettura, che risalta subito all’occhio, è la presenza di una grossa pinna alla cui estremità è stata collocata una piccola aletta utile per energizzare il flusso d’aria diretto verso l’ala posteriore con un conseguente miglioramento nell’efficienza di generazione del carico aerodinamico.

Una soluzione interessante scelta dalla Ferrari risulta essere quella riguardante il supporto dell’ala posteriore: i piloni sono due (numeri 1 e 2 dell’immagine sopra), lo scarico principale transita in mezzo, mentre quelli della valvola westgate passano lateralmente. Essi sorreggono l’ala dalla parte superiore, così da liberare il dorso del profilo principale e migliorarne l’efficienza.

Da segnalare infine la presenza del monkey seat (riquadro verde in figura) completamente rivisto rispetto alla versione della SF16H.

Il Power Unit

Concludiamo la descrizione con un breve cenno della Power Unit. In questo settore il regolamento ha subito poche variazioni se non per ciò che riguarda la quantità di benzina utilizzabile da ciascuna vettura prevedendo una maggiore percentuale di tempo sul giro a pieno regime, passata da 100 a 105 kg totali, mantenendo comunque inalterata la portata massima di carburante (100 kg/h).

Il motore Ferrari rappresenta quindi un deciso passo avanti rispetto alle versioni precedenti e risulta essere di gran lunga migliore in termini di prestazioni e quindi di potenza. La disposizione di alcuni componenti meccaniche dell’ibrido è stata rivista, mentre altre soluzioni conservano uno schema simile al passato.

SF70H

Questa vuole essere una descrizione base di ciò che è la nuova monoposto Ferrari. La speranza comune di tutti gli appassionati della competizione, sostenitori o no del cavallino rampante made in Italy, è quella di poter godere di una stagione entusiasmante e incerta fino alla fine in cui i sorpassi non siano più una rarità ma la normalità.

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