Tarantola: “La nostra musica è un invito a diventare parte integrante di una comunità globale” | Intervista

La loro base è Londra, ma vengono da parti del mondo diverse e distanti tra loro. Brasile, Italia (o meglio, Puglia), Grecia e Inghilterra uniti dalla passione per il rock, dal sound della Taranta (da cui il nome) e dai valori di unione e uguaglianza tra ogni essere umano.

Tarantola come il ballo tipico del tacco d’Italia dunque, che a sua volta prende il nome dal ragno che con un morso fa entrare in uno stato di trans facendoti ballare ininterrottamente per ore. È questo il mood dietro al progetto Tarantola e che vige in ogni live della band: perfetti sconosciuti che si scatenano insieme dimenticando barriere di genere, etnia e cultura. Il loro nuovo singolo “Calypso in Love”, edito il 14 febbraio è anch’esso a tema viaggio, ma parla anche di amore: un’infatuazione estiva dal sapore di sale, irresistibile bellezza e riti magici.

Una vera novità per il panorama musicale europeo e non, sperimentazioni continue e good vibes only.

Intervistando Tarantola

Chi sono i Tarantola e come si sono conosciuti?

Siamo un gruppo Gypsy Dub-Rock che vive a Londra, città in cui ci siamo formati nel 2017. Mauro e Paolo, rispettivamente cantante e chitarrista della band si sono conosciuti a Bologna diversi anni prima mentre studiavano alla Music Academy. Successivamente, una volta trasferitisi a Londra hanno conosciuto Edoardo (batterista) e Bruno (bassista), oltre ad altri musicisti provenienti da tutto il mondo che negli anni seguenti si sono avvicendati tra le fila della band. Nel 2020 i Tarantola sono una band che sta sviluppando il proprio sound con elementi più moderni, elettronici e reggae-dub e preparando un live show da portare nei palchi di tutta Europa.

Da dove nasce l’idea del viaggio di Ulisse come tema del nuovo singolo Calypso in Love, edito dal 14 febbraio? 

L’idea è nata da una recente storia d’amore con una ragazza greca durante un party sulla spiaggia. Dopodiché l’idea è stata immaginata come una versione moderna ed inedita di Odisseo che si innamora perdutamente dell’incantevole ninfa Calipso, che lo ammalia con la sua bellezza e con riti magici.

Venite da paesi molto diversi tra loro. Quali sono le influenze musicali che ognuno di voi porta nel progetto?

L’idea originale dietro Tarantola era portare la musica tradizionale salentina, la taranta, nella scena britannica e quindi mescolarla con atmosfere folk-rock. Successivamente il sound si è evoluto ed il Rogue Rouge Circus vanta influenze più variegate, con elementi latini, ska e sempre un pizzico di rock. Tutti noi membri della band, infatti, condividiamo affetto per la musica rock ma ciascuno di noi porta qualcosa di diverso negli arrangiamenti come reggae, dub e rock ’n’ roll. Mauro inoltre, il nostro songwriter principale, è costantemente affascinato da strumenti etnici e sound particolari di culture differenti fra loro e questo si evince in quasi tutte le nostre canzoni: ad esempio in “Calypso In Love” si può ascoltare il “Cavaquinho”, uno strumento tipico brasiliano.

Il vostro Rouge Circus, EP uscito nel 2019, descrive il circo come metafora di vita. Ci spiegate bene questo concetto?

Nel Rogue Rouge Circus l’ambientazione principale è appunto il circo, che è dunque usato come metafora della routine quotidiana, delle barriere che noi stessi costruiamo intorno a noi e dell’errata convinzione di non poter cambiare nulla nelle nostre vite. Le canzoni che costituiscono l’EP, però, vogliono trasmettere un messaggio positivo: il protagonista del “Rogue Rouge Circus” in realtà sei Tu. Sei proprio tu quello chiamato a decidere del tuo stesso futuro e a ricordarti di essere sempre in grado di cambiare in meglio la tua vita.

Camp Bestival, Koko, Hootananny e London Remixed Festival sono solo alcuni dei palchi che avete calcato. Qual è il live che vi ha entusiasmati di più?

Ogni concerto ha degli aspetti emozionanti. Di sicuro, avere la possibilità di suonare su grandi palchi di fronte a centinaia di persone è emozionante e stimolante. Quello che ci entusiasma molto in ogni situazione live è essere in grado di connetterci con la nostra audience, interagire con le persone di fronte al palco. Abbiamo parecchi momenti durante il nostro spettacolo in cui interagiamo con il nostro pubblico ed è sempre piacevole perché ci fa sentire un tutt’uno con loro e c’è sempre un notevole scambio di energia positiva.

Se dovessimo scegliere, probabilmente il Koko è il palco che ha più storia alle spalle, avendo ospitato artisti che hanno scritto pagine di storia della musica contemporanea. Il Camp Bestival è stato invece un festival memorabile in cui abbiamo avuto la possibilità di esibirci due volte in due giorni su palchi diversi.

C’è una frase o un motto che rappresenti bene l’anima del vostro gruppo?

Vogliamo far in modo che perfetti sconosciuti diventino migliori amici duranti i nostri concerti. Noi Tarantola ci battiamo per l’uguaglianza e l’unione: crediamo che ognuno di noi sia unico e differente, ma allo stesso tempo siamo tutti un’unica forza ed un unico amore. La nostra musica è un invito a diventare parte integrante di una comunità globale, dove persone di ogni razza, sesso e cultura vengano celebrate in maniera equa.

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