indie italia

New Indie Italia Music Week

Il web impazza di video amatoriali su come, ormai, la nostra cosa sia diventata il nostro micro cosmo. Non “l’albergo” atto solo al vitto e all’alloggio ma sede, adesso, delle più svariate attività: cucine stellate, centri di ascolto, palcoscenici, sale di registrazione, sale da ballo, centri ricreativi, sale riunioni.

La nostra confort zone divano-cucina-bagno-letto è stata stravolta. E forse meglio così!

Ognuno di noi sta scoprendo quella parte di sè che la routine teneva in letargo: l’aria di questa primavera un po’ fresca, un po’ insolita ha risvegliato la nostra essenza.

Carpe diem! Cogliamo ciò che di buono si può trovare nel marasma di dolore, morte e paura che stiamo vivendo.

I nostri editor Alessandra, Aurora, Chiara, Nicolò e Salvatore delizieranno la vostra giornata con le loro chicche e riflessioni sulle nuove uscite musicali di questa settimana: la musica non si ferma, e neanche le loro penne!


 

ETERNANTENA

Musica dal futuro per un presente di piombo. Una traccia che nasce da una reale necessità di comunicazione in questi giorni di isolamento che sembrano essersi tramutati in una ETERNANTENA, senza una fine certa. Scritto e prodotto in una manciata di giorni, ma dall’eco dirompente. Un brano futuristico, accompagnato da un artwork dai tratti distopici e dal design proprio del videogaming.

Vorremmo vivere come gli dei a Pompei, essere ricordati nei musei pur di non soccombere a una realtà tutt’altro che divina.

Ma una cosa è certa, finchè ci sarà arte, ci sarà vita. Mahmood, ancora una volta, non si è sottratto alla sua missione.

Mahmood – Eternantena (Prod. Muut): 8

 

Buona stella

“Lo so…cerchiamo tutti una buona stella” recita la copertina del nuovo singolo di Ghemon e, riflettendoci, tanto torto non ha. Ognuno di noi, davanti ad una nuova sfida con se stesso o con gli altri, si augura sempre un pizzico di sorte propizia al momento giusto. È azzeccare quest’attimo tanto anelato che non risulta affatto facile. Però, come ci ricorda questa voce nello stereo, senza difficoltà in fondo che gusto c’è? Se nessuna giornata ci mettesse alla prova, non potremmo mai sorprenderci per tutte quelle volte che la vita pare essersi fermata e invece non è così. Proprio come accade per questa canzone che sembra esaurirsi in un ipnotico coro per poi tornare a sprigionare tutta la sua energia funk. 

Ghemon: 9-

 

Pepita

Se le pepite vengono classificate in base alla loro purezza, Dola e Ugo Borghetti non potevano scegliere titolo migliore per il loro nuovo pezzo. Pepita è una fotografia senza filtri di una storia di dipendenza, di un vissuto  crudo e maledettamente intenso che viene graffiato dal dolore. Di una pepita, però, questo brano non ha solo l’essere puro, ma anche il fascino e il pericolo indissolubilmente legati ai pezzi d’oro. Quell’oro concentrato lungo tortuosi corsi d’acqua o incastonato in profonde miniere che a volte ti viene voglia di cercare, nonostante tu sappia che potresti anche perdere la vita nell’impresa. 

Dola feat Ugo Borghetti: 8

 

Alle Tre di Notte

L’itpop è una scienza e i LARA, seppur al terzo singolo, la conoscono benissimo. Mia sorella dice che sono già grande che dovrei pensare a una famiglia e fermare le voglie. Ma non me ne frega niente. E così alle 3 di notte ci ritroviamo a cantare squarciagola musicando i sogni della gente. Una storia popolare che si dispiega nel cielo delle notti, quando perdersi nelle tenebre della città erano un lusso, non un rischio. Siamo noi, quelli che stanno sul sedile posteriore guardando le luci del viale che scorrono mentre qualcuno ci riporta a casa dopo una serata di catartici eccessi.

LARA: 8,5

 

Mai X Sempre

 

A volte servono poche e impercettibili passaggi all’interno di un brano affinchè questo attiri l’attenzione, ma soprattutto la voglia di riascoltarlo. Mai X Sempre di Inigo, abile e autentico modellatore di parole in musica,  è un canto per persone sole che sono state insieme, di dimenticare il passato che alla fine è tutto ciò che abbiamo.

Inigo: 7,5

 

Isolamento

Stiamo proprio vivendo tutti indistintamente un periodo di Isolamento. Soli. Chiusi tra le quattro mure domestiche, diventate ormai compagne di risate, di giochi, di pianti. Ma siamo davvero così soli, anche in condizioni normali? Oppure il sentirsi soli è una costruzione mentale dell’uomo che si isola dalla realtà, dal proprio stesso corpo? Cerco un profumo che mi sembra di ricordare. Questo è il momento di cambiare intenzione. 

Diamine: 8

 

La distanza_07

La mancanza di qualcosa e sopratutto qualcuno non conosce distanza spazio-temporale: è un macigno sullo stomaco che difficilmente si riesce a buttar giù. Ho chiamato un cane come te almeno se, almeno se lo chiamo con il tuo nome. Allontanarsi fisicamente non è direttamente proporzionale ad allontanare o schiacciare il pensiero fisso. Anzi, al contrario La distanza implica il nascere di domande cieche, che risposta non avranno mai.

VV: 8

 

Mostro

Mostro è il manifesto che Andrea Orsini scrive per raccontare la sua idea di musica. Oggi, purtroppo, contano di più il numero di views su social o i vari stream della qualità in se. Essere bravi non vuol dire automaticamente avere successo.

L’importante quindi è “spaccare” e proporre cose che vanno di moda o coltivare e far crescere una propria identità artistica e umana? Andrea Orsini  ha optato per la seconda opzione e anche noi non possiamo far altro che essere d’accordo.

Andrea Orsini: 7,5

 

Paolo e Francesca

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.”

 Questa terzina del V canto dell’Inferno è una delle più conosciute della Divina Commedia, letta e riletta nelle scuole, interpretata in ogni sua sfumatura e possibile accezione. Ciò che non si riesce mai a rendere a parole, in una lezione puramente accademica, è l’intensità del legame che univa Paolo e Francesca, forse anche perché un sentimento del genere risulta un po’ anacronistico se paragonato ai giorni nostri, soprattutto se si pensa allo svolgimento di tutta la vicenda. Murubutu e Claver Gold ricostruiscono passo passo la tragica parabola dei due amanti, accompagnati dalla dolce voce di Giuliano Palma, non lasciando nulla al caso e prendendo in esame tutti i dettagli, tra cui figura uno dei più importanti: Ginevra, personaggio del ciclo bretone, sposa di Re Artù e amante di Lancillotto, il più fidato cavaliere della Tavola Rotonda. La storia racconta che Paolo e Francesca si innamorarono e commisero adulterio proprio mentre erano intenti a leggere di questo grande amore (galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse), quindi risulta evidente che una dinamica del genere è difficile che si ripeta in un mondo che ormai è passato dal piano fisico a quello virtuale.

Tuttavia, la musica è uno strumento capace di fare anche questo: attualizzare e rendere universale un amore tanto profondo da toccare le fiamme dell’inferno, riuscendo anche a rendere giustizia alla magnificenza di questo canto.

Claver Gold e Murubutu ft. Giuliano Palma: 8,5

 

Galleggiare

Chi di noi non vorrebbe trovarsi al mare nella posizione “del morto” ? Abbandonarsi al moto delle onde, al vento caldo d’estate che ci accarezza il volto. Con i miei suoni e le mie fantasie farei una danza per rinfrescare il cuore. Ascoltare il proprio respiro, perdere il controllo del proprio copro, sentirsi veramente liberi.

Adriano: 7,5

 

Reboot

Il rinnovato sodalizio tra i Funk Shui Project, attivi in Italia, e Davide Shorty, palermitano a Londra, rimanda a due concetti da tenere a mente durante questa quarantena: le distanze non impediscono di coltivare i veri rapporti e uniti si può fare la differenza. È affrontandolo insieme, infatti, che questo reboot ci può rendere più forti. Magari dopo aver preso consapevolezza delle capacità di ognuno di noi tra quelle quattro pareti che chiamiamo casa. Pareti che possono essere abbattute dalle vibrazioni positive di un neo soul, che fa riflettere su quanto un periodo vissuto negativamente non passi prima, ma solo peggio. Non restano allora più scuse: la soluzione è farsi prendere bene da questa musica senza tempo

Funk Shui Project & Davide Shorty: 9-

 

Dobermann

Quando arriva questo benedetto amore? Forse ha già bussato alla porta del nostro cuore, ma eravamo troppo distratti, troppo presi da qualcosa ritenuto più importante. L’amore ci rincorre come un Dobermann, non puoi scappare. Sì, si può essere ciechi anche davanti al sentimento più sublime che l’uomo possa provare.

Leo Pari: 8

 

Giorni di plastica

La monotonia, la solita routine appiattiscono la nostra vita rendendola poco interessante e passiva ad ogni forma di novità. Una giornata di plastica, però, può essere stravolta. Come? Prenderò il meglio da tuto quello che succederà. Cerchiamo di sostituire ansie e timori con proattività e ingegno, proprio come quando si sostituisce un pezzo di ricambio in un qualsiasi oggetto.

Clacs: 7,5

 

Tanto non esco

Vi siete sicuramente chiesti come trascorrere il tempo durante questa quarantena. Mox ha dei piccoli suggerimenti: non lamentarsi, nonostante fuori c’è un sole stupendo che neanche fa freddo; non pensare a quel piccolo particolare che manca. È vero stare insieme ci manca, ma dobbiamo solo avere pazienza ed aspettare: vederci, abbracciarci di nuovo sarà una grande festa!

Mox: 8

 

Manifesto

Non bisogna essere “capiti” quando si ama perdutamente qualcuno. Non sono necessarie spiegazioni o giustificazioni: ognuno è libero di amare chi vuole, quando vuole e come vuole. Vedrai, sarà uno scandalo internazionale. Vedrai, vedrai, vedrai le notre facce sopra un manifesto in centro. Forse è vero che in amore non esistono regole. Amiamoci più che possiamo, finchè saremo in grado di farlo.

Calabi: 8

 

La moka da single

È bello organizzare le proprie giornate senza aver orari o pressioni da rispettare. Si può accettare senza rimpianti di vivere in un tal disordine con calzini sparsi e i piatti in attesa di lavarsi da soli. Poi, all’improvviso, nessuno parla in Tv e si sente forte lo squillo di un messaggino sul cellulare.

“Ciao sono io, ti va se passo da te?”

Oddio, questo non me l’aspettavo penso tra me e me. Non penso neanche a mettere apposto, forse meglio uscire a far due passi e inventarsi una scusa.

“Guarda t’inviterei a prendere un caffè, ma ho la moka da single. Ci vediamo tra un oretta nel bar in piazza.”

Leo Like: 7

 

Marionette

Sta tornando l’estate anche se nessuno se n’è accorto a causa del brutto tempo, che in questi giorni non dà tregua. Per fortuna ci sono Random e Carl Brave a ricordarci cosa significa stare ad occhi chiusi con il braccio fuori dal finestrino mentre si sfreccia sul lungomare. In questo caso sono loro i burattinai che muovono i fili di questo ritmo incalzante mentre noi, da brave marionette, balliamo come fossimo già sotto cassa in discoteca.

 Random feat Carl Brave: 7,5

 

Scale

 

Fare le scale un po’ mi annoia, mi distrugge maledetto me che ho bevuto troppo, non dovevo uscire.

Mi immagino di vivere in una villetta in campagna e tornare a casa ubriaco. Rischio di inciampare e di farmi male, ma non m’importa perché tanto non sono così lucido da ricordarmi.

Oggi, seduto qui su queste scale mi accorgo che sono diventate una barriera che mi separano dal mondo esterno facendo riaffiorare allegri ricordi e volti sorridenti.  Rido guardandomi la cicatrice sul gomito, segno di quella caduta di qualche anno fa.

Lingue: 8,5

 

Ragazzino

Sad Vibes, Consciuous Rap all’italiana e sindrome di Peter Pan. Tre aggettivi per descrivere il debutto solista di Vipra (Ex Sorrowland). Un brano intimo che parla di una generazione che spesso vuole crescere senza sapere bene come si fa.

Non fare il ragazzino-Ma tu non hai capito mai-Perché faccio il ragazzino

Vipra:9

 

Dagli occhi oceani

Come si fa a restare in piedi si chiedono i Safari. Io non lo so, ma vi posso dire che questa canzone può esservi utile se volete fare colpo su qualcuno con gli occhi azzurri. Essere originali senza usare i soliti paragoni tra  la bellezza del mare o del cielo, si è possibile.

Safari: 7,5

 

Quechua

C’è un età per fare certe cose? Le grigliate, le sbronze, dormire nei prati tra un alba e un tramonto. Ma anche giocare con i fili in una Quechua montata in giardino. Passerà il tempo e io non saprò mai chiudere la tenda al primo tentativo.

Maru: 8 –

 

30

Gli artisti hanno la fortuna o la sfiga, dipende dai punti di vista , di elaborare le proprie esperienze e buttarle fuori come valvola di sfogo. Le incertezze, le paranoie, gli amori finiti male rinascono in brani che provano a guarire chi canta, diventando sonorità alla quale gli altri possono prestare oltre le orecchie anche un pizzico di cuore.

E chissà quali erano i problemi di Renga, quando aveva trent’anni.

Young Decade feat Feelit: 7,5

 

Ciao amica!

Ciao amica è una lettera scritta a qualcuna per cercare di alleviare sofferenze. In realtà la vera vittima è chi sta inviando il messaggio. Cercare di rilassare gli altri, senza preoccuparsi dei nostri problemi perché non abbiamo i mezzi per sconfiggerli. Ci sembra più facile quindi spostare il nostro orizzonte, con la speranza che qualcun altro faccia lo stesso con noi. Dentro questa canzone si sente un anima punk ferita che ha bisogno di urlare la sua voglia di felicità.

CRU: 7

 

Timidezza

Masamasa è pronto ad affrontare la sua timidezza, barriera che potrebbe esser un ostacolo per la sua vita d’artista.

Però questo “difetto”può essere anche un diritto da rivendicare, un modo per non lasciarsi mangiare dal mondo esterno. Uno scudo utile a proteggere il talento, senza evitare contaminazioni di un mainstream obbligato.

Masamasa: 7+

 

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