Calcetto

I Calcetto ci raccontano la magia di Bologna e Lucio Dalla

Cinque singoli all’attivo, un disco praticamente pronto da fare uscire e sopratutto, personalità da vendere.

La band Calcetto, torna con un nuovo singolo, “Jazz&Roll”, che conferma quanto di buono proposto fin ora da Mark Zonda & soci. Il brano, pubblicato il 3 di aprile con tanto di video-clip, anticipa il primo EP della band previsto per il 24 aprile prossimo ed intitolato “Punk vs Mod”.

jazz&roll

Questa nuova canzone, così come dichiarano gli stessi ragazzi della band Calcetto, è un brano dedicato a Lucio Dalla e alla sua città natale, Bologna.

Bologna è infatti una città che ha un fascino forse unico. Uno dei centri culturali più importanti per i giovani del nostro paese. Dove ogni vicolo, ogni palazzo può raccontare qualcosa e Lucio Dalla è probabilmente l’artista che meglio ha saputo restituire lo spirito di questa magica città. Con “Jazz&Roll” i Calcetto ci raccontano tramite le loro esperienze personali e tramite il loro personalissimo punto di vista di come Lucio Dalla sia un punto di riferimento sin  dall’adolescenza, e di come le sue canzoni e le sue storie continuino ad essere assolutamente attuali e forse per questo, immortali.

La canzone è accompagnata da un video che come ci rivela lo stesso fondatore dei Calcetto, “è stato un po’ un ripiego“.

Di “Jazz&Roll” infatti era già pronta la sceneggiatura per un video da girare per le strade di Bologna. L’emergenza sanitaria legata al corona-virus che va avanti ormai da oltre un mese ha però modificato i piani della band che ha alla fine optato per un video-clip “home-made” con tutta una serie di immagini e riferimenti a Bologna e a Lucio Dalla che si susseguono in rapida successione.

In attesa dell’uscita del primo EP dei Calcetto, “Punk vs Mod”, abbiamo contattato direttamente Mark Zonda per fare due chiacchiere, parlare del nuovo singolo e sapere qualcosa dei progetti futuri una volta finita l’emergenza.

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INTERVISTANDO I CALCETTO

Ciao Ragazzi! Ormai siete nell’ambiente da qualche anno. Vi sentite maturati e cambiati in qualcosa rispetto agli esordi?

Si migliora sempre, anche inconsapevolmente. Ciascuno cerca di progredire a suo modo a seconda del modo con cui si approccia alla musica, che può essere prevalentemente tecnico o artistico. Ad esempio Robert Schneider degli Apples in Stereo non voleva prendere più lezioni di chitarra in quanto riteneva che essere troppo vincolato a degli schemi potesse limitare la sua capacità di esplorare autonomamente nuovi suoni.

Simona e Danilo si allenano costantemente per migliorare la loro abilità esecutiva di basso e chitarra. Manuel cerca sempre di stare aggiornato su ogni novità legata al mondo dei synth e delle registrazioni dei suoni. Io ho fatto un po’ il percorso inverso. Mi sono un po’ arreso all’idea che non diventerò mai un virtuoso di un qualche strumento, sebbene sia un poli-strumentista. Ho studiato canto per diversi anni. Ora mi sto concentrando di più sulla scrittura, che si è molto evoluta nel tempo, sperimentando anche modalità diverse di approccio ai testi e alla musica.

Penso che la maturazione più evidente traspaia nella composizione delle canzoni, che hanno raggiunto un equilibrio tra ricercatezza e spontaneità. Almeno spero. Nico ha un approccio più spontaneo alla batteria, ma è sempre stato molto bravo.

Avete pubblicato da qualche giorno “Jazz&Roll”, un brano che definite “uno spassionato tributo a Lucio Dalla e Bologna”. Volete raccontarci della genesi di questo nuovo singolo?

Tutti i brani sono stati scritti diversi anni fa e presto confluiranno nell’EP chiamato “Punk Vs Mod”, in uscita il 24 Aprile. Ho raccolto il mood delle sensazioni di cui era permeata la casa nuova che ho iniziato ad abitare, filtrando ogni avvenimento con cui venivo in contatto attraverso le sue pareti “giallo Van Gogh”, i mobili di legno, la visuale sul viale verdeggiante che si gode dal salotto. Queste vibrazioni non hanno influito solo a definire le mie esperienze personali, ma ad arricchire e connotare anche gli eventi esterni.

Tra questi la ricorrenza della morte di Lucio Dalla, che da sempre è stato il mio cantautore preferito e probabilmente quello che ha maggiormente influenzato i miei lavori in Italiano. Seguendo un flusso di coscienza puramente soggettivo,“Jazz & Roll” parla di come Lucio abbia contribuito ad arricchire attimi importanti della mia vita a partire dall’adolescenza e come nonostante ci abbia lasciato le sue canzoni continuino ad accompagnare le  nostre giornate come la migliore delle colonne sonore. O, ancora meglio, come il sostegno consolatorio di un amico invisibile.

Bologna non è così lontano da Cesena, Milano, Firenze, Venezia, è un po’ il centro nevralgico di miliardi di incontri, soprattutto per i giovani. Penso che sia normale per ragazzi e ragazze identificare l’energia e gli impulsi di questa città con le canzoni di Lucio, che ha vissuto a fondo ogni suo più piccolo segreto interpretandone il mood in canzoni indimenticabili.

Dal mio punto di vista Bologna è una città magica e surreale, un’avanguardia per il mondo della provincia nonostante la sua aria antica e la ricchezza delle sue tradizioni. La canzone di Lucio “Dark Bologna” ne è un buon compendio.

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Come mai avete scelto di pubblicarlo proprio durante questa quarantena?

Per “Jazz & Roll” avevamo in cantiere un video più elaborato, che ci avrebbe portato a rimandare la canzone a lungo. Mettendoci nei panni di milioni di persone costrette a casa abbiamo pensato che anche una piccola novità discografica avrebbe potuto contribuire a fare sentire le persone meno sole, intrattenendole o facendogli vivere anche una piccola emozione.

C’è inoltre una certa affinità tra questa canzone e la quarantena, che parla di un ragazzo che si ritrova una notte in soffitta a riscoprire vecchi ricordi, legati alle canzoni di Lucio, con il tempo che rallenta a tal punto da fermare ogni orologio, in attesa che sia nuovamente giorno per poter rinascere e tornare a vivere la città.

Il video di “Jazz&Roll” è una sequenza di immagini e riferimenti appunto a Bologna e a Lucio Dalla. Chi ha curato la scelta delle immagini e il montaggio?

Mi sono occupato personalmente del video. E’ stato un po’ un ripiego. Avevamo già pronta la sceneggiatura per un video vero e proprio girato a Bologna, dove un Angelo decideva di diventare una bambina per andare a esplorare la città, vendendo ali e aureola per piccoli compromessi innocenti, come l’acquisto di una piantina stradale o una pizza da Altero.

Contiamo sull’aiuto del bravissimo regista Matteo Bevilacqua per il prossimo video! Con “La Girandola del Sud” ha fatto un ottimo lavoro e siamo molto soddisfatti.

Siete al quinto singolo pubblicato. A quando il disco?

Il disco uscirà il 24 Aprile. Si chiamerà “Punk Vs Mod”, titolo che incarna l’attitudine che ha dettato la composizione dei brani dell’album. Anche se visto l’andazzo alla fine si sarebbe dovuto intitolare “ItPop Vs Newave”! Come per tutte le copertine, le fantastiche illustrazioni sono affidate alle sapienti mani di Lorenzo Magalotti, illustratore di Editoriale Cosmo e Tuné, fresco della scuola internazionale di Comics di Roma.

Negli ultimi anni il mercato musicale nostrano ha proposto un numero altissimo di artisti emergenti. Quale credete possa essere il punto di forza della vostra musica per non perdersi nella miriade di proposte che attualmente ci sono?

Ho sempre amato il pop, quindi mi sento molto felice di vivere una scena musicale italiana che bene o male trova corrispondenza con un genere di musica che ho sempre affrontato. Chiaramente sono perennemente incuriosito dal nostro panorama musicale e attento a ogni nuova proposta e mi entusiasma scoprire ogni giorno così tante proposte, che trovo significativo di entusiasmo e voglia di mettersi in gioco. Il venerdì mattina è ormai diventato un appuntamento irrinunciabile per la scoperta di nuove canzoni, ed è un po’ come se fosse Natale ogni fine settimana.

Molte canzoni oggi si assomigliano e ci sono una manciata di coordinate musicali che sono diventate un vero punto di riferimento. Noi non facciamo musica per competere, ma per lasciare il segno e farci ricordare. Non è voluto, ma trovo rispetto alla media delle proposte uscite le canzoni più intime, astratte e meno legate al cosmopolitismo sintetico che fa affidamento a un copia e incolla di cliché alla moda. Forse agiamo un po’ al contrario. Partiamo da un simbolo o una sensazione specifica per poi costruirci mondo attorno.

Anche a livello musicale le nostre canzoni nascono in cameretta ma sono cresciute molto lentamente dopo numerose prove in studio, rimescolamenti di arrangiamenti e un insieme di musicisti che ha maturato un’esperienza non indifferente legata al proprio strumento. Che è un po’ anacronistico pensando che oggi molte produzioni sono dettate da una comprensibilissima urgenza artistica più improntata su beat e basi assemblate al computer. Che è comunque un modo di procedere, semplicemente rappresenta per Calcetto un motivo di unicità in questo panorama.

Nel prossimo futuro, quarantena permettendo, che altri progetti ci sono?

Certo! E contrariamente a quanto dichiarato poco fa probabilmente andremo nella direzione opposta, probabilmente addentrandoci in un territorio più synthpop e alternativo. Sono già state realizzate alcune demo e Manu sta già giocherellando con un paio di brani per rimaneggiarli con un po’ di synth ed effetti.

I primi giorni di quarantena ho scritto d’impulso un brano dettato dalle suggestioni di questa terribile circostanza e un ragazzo si è offerto di incidere le parti di chitarra a distanza. I piccoli miracoli della rete ai tempi del Corona-Virus.

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