“Viaggiare significa arricchirsi senza avere una vera meta da esplorare” | Indie Talks (Spinelli)

In questo periodo di ripresa dopo il lockdown, abbiamo finalmente ricominciato a viaggiare, vivendo di nuovo tutte le emozioni di prendere un treno, un aereo e fare un check in.

Ogni viaggio è diverso e ci regala piccoli tasselli da aggiungere al puzzle complesso della nostra personalità. Non importa il dove, il come o per quanto tempo si sta lontano da casa, l’importante è riuscire a imprimerci nella mente qualsiasi attimo prezioso passato in una realtà più o meno diversa dalla nostra. 

Viaggi e musica hanno una relazione molto stretta. Non sarò sicuramente l’unica ad avere su Spotify la fantomatica playlist viaggio, piena di canzoni da sentire in macchina, in treno mentre si guarda fuori dal finestrino o in aereo, credendosi ovviamente in un video-clip musicale. 

Ogni persona poi vive il concetto di viaggio a suo modo, c’è chi si organizza mesi prima e prepara un itinerario punto per punto e super dettagliatissimo e c’è gente che preferisce girare lasciandosi trasportare dalla frenesia della città o dai paesaggi che vedono sul momento. C’è chi predilige le città d’arte e chi i posti immersi nella natura, chi sta via settimane intere e chi è per una toccata e fuga. In ogni caso viaggiare è sicuramente un’esperienza in grado di cambiare profondamente ognuno di noi.

Questa settimana ho parlato con Marco Spinelli, in arte semplicemente Spinelli, videomaker, fotografo, cantautore e abbiamo chiacchierato di viaggi, culture ed esperienze diverse. 

INDIE TALKS | SPINELLI 

In che modo pensi che un viaggio possa cambiare una persona?

Secondo me viaggiare è una pratica di vita. Credo che sia un modo per avvicinarsi al mondo, ai suoi personaggi, i luoghi, le tradizioni.
Viaggiare significa arricchirsi senza avere una vera meta da esplorare. Riscoprire se stessi attraverso il nuovo, affrontare gli imprevisti, risolverli e continuare a viaggiare! È una crescita.

Con che mezzo di trasporto preferisci viaggiare?

La modalità di viaggio che preferisco è un bel “on the road” preferibilmente in camper. Ti permette di vivere al cento per cento ogni singola emozione, percepire la sensazione reale di “viaggio” in costante movimento.

Situazione più strana che ti è capitata in viaggio?

Ho rischiato la vita dopo aver fatto un’immersione nelle Filippine. Eravamo ormeggiati con l’imbarcazione locale del diving accanto un’isola chiama Gato Island, completamente in mezzo all’oceano. Dovevamo rientrare nell’isola principale “Malapascua” ma sfortunatamente il mare ha cominciato ad agitarsi tantissimo. Durante la navigazione un albero della barca si è spezzato. Li ho immaginato il peggio ma per fortuna siamo rientrati sani e salvi.

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Come ti relazioni alla scoperta del diverso e alle nuove culture?

È qualcosa che mi ha sempre incuriosito. Siamo abituati a vivere seguendo una determinata routine quando in realtà lì fuori c’è un mondo costituito da culture completamente diverse, modi di vivere e pensare lontani anni luce da quello che percepiamo noi. Credo che la scoperta del “nuovo” porti ad una grande crescita personale.

Quando visiti una città preferisci vedere il più possibile ma più in fretta o meno cose ma con più calma?

Dipende dal posto in cui mi trovo. Spesso cerco di vedere più cose possibili e se non riesco a vederle tutte ritorno successivamente, solo se il posto mi ha colpito particolarmente.

Di solito quando visiti un posto ti prepari prima l’itinerario in modo preciso o improvvisi giorno per giorno?

Cerco sempre di preparare un piccolo itinerario mettendo in evidenza i punti principali da visitare. Amo la natura quindi la maggior parte delle volte gli spostamenti sono parecchio lunghi poiché non amo visitare le “metropoli” ma preferisco tutto ciò che è lì, fermo nel tempo, immutato.

Viaggio migliore della tua vita? E quello con la migliore compagnia?

Senza dubbio il viaggio nelle Filippine con mio fratello. 10 giorni di immersioni in una delle barriere coralline più belle del pianeta. Lontani dalla monotonia, a  contatto con la natura selvaggia.

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Lo squalo grigio Carcharhinus plumbeus a fine giugno, dopo la stagione dei parti e della riproduzione, si aggrega in banchi e secche del Canale di Sicilia, tra questi l'isolotto di Lampione, attualmente una Zona C di riserva generale nell'area marina protetta delle Isole Pelagie, a circa 9 miglia da Lampedusa. Lo squalo grigio del Mediterraneo è una specie a rischio di estinzione. Ho avuto la possibilità di documentare il lavoro che viene svolto dal gruppo di ricerca di Ecologia Marina e Conservazione dell'Università di Palermo che studia da un paio d’anni questa aggregazione con un progetto finanziato da fondazioni francesi (MedPAN e French Facility for Global Environment) e monegasche {fondazione Principe Alberto II di Monaco}. Tutto questo diventerà un piccolo documentario, una testimonianza del mondo sommerso e dei suoi esseri viventi più affascinanti: gli squali 🦈

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