musica italiana

New Indie Italia Music Week #61

Ogni ricordo è inevitabilmente legato ad suono: un tuffo nel passato, una proiezione al futuro. Siamo strettamente connessi al suono delle nostre note.

Sentite la musica della vostra vita, quella che pulsa dentro e vi fa cantare, anche stonando? Dobbiamo solo avere pazienza e trovare il nostro LA.

Le nuove uscite della settimana selezionate dai nostri editor Alessandra, Nicolò, Salvatore, Ilaria, Vernante, Sara, Elena, Benedetta, Aurora  e Federica potrebbero suonare il vostro tempo!

 

Nostralgia (Album)

Penso che una delle qualità nobili di un progetto musicale sia essere all’interno del proprio tempo, dando in maniera originale allo zeitgeist. Aiutare gli individui sparsi nelle proprie case a partecipare per un momento al destino di tutti. Un inizio troppo pomposo per il nuovo album dei Coma_Cose?

Forse sì, forse no, sta di fatto che il duo di Milano è riuscito a restituirci un brivido del presente. Non serve premere play per sapere di cosa parla “Discoteche abbandonate”. Tutti noi abbiamo visto la fila di “Zombie al Carrefour”, abbiamo sperato che qualcuno arrivasse a proteggerci dal tempo che passa. 

Sette tracce inaspettate, che si permettono di uscire dal tracciato rap, urban e fondato sui giochi semantici del primo disco. Elementi che possiamo ritrovare incastonati in un’atmosfera nuova, che vira dal mood apocalittico di “Mille Tempeste” a pezzi acustici e dolci come una ninnananna, fino ai momenti rock di “Novantasei”.

“Nostalgia” è un sentimento abbozzato, non fornisce risposte, ma crea dubbi, come è comprensibile che accada oggi. L’outro del disco è un messaggio vocale che ci fa incontrare la quotidianità di Francesca e Fausto e ci parla del loro essere una coppia nella vita oltre che nell’arte, motivando quel nostr- del titolo. “Nostralgia” è dei Coma_Cose, ma è anche nostra.

(Vernante Pallotti)

Coma_Cose: 8+

 

Oro

Quando leggiamo “feat Mecna” in un pezzo una cosa è quasi certa: davanti ai nostri occhi sta per essere proiettata una storia d’amore di cui non faticheremo a sentirci protagonisti un po’ anche noi. 

La narrazione romantica di cui tanto è intrisa la carriera del rapper foggiano stavolta ha abbracciato la penna del giovane Tredici Pietro e, allora, ecco questi due abili narratori a tessere la trama di un amore tanto tormentato quanto travolgente. 

Un amore così intenso a cui basterebbe anche solo un quarto d’ora per bruciare come sigarette al vento. 

(Aurora Aprile)

Tredici Pietro feat. Mecna: 8,5

 

NON CAMBI MAI

Non cambi mai nasce dall’unione creativa di tre artisti e dalla fusione dei loro universi musicali.

Un brano che suggerisce una continua lotta interiore: da un lato la voglia di scoprire, dall’altro la paura di perdersi. 

Tre stili diversi che ci accompagnano in una montagna russa di sensazioni, fatte di corse in metropolitana, cene al McDrive e poké sui comodini. La semplicità di tutti i giorni in contrapposizione a chi invece vorrebbe sempre puntare alle stelle.

(Sara Pederzoli)

Mameli feat. Blind & Nashley: 8-

 

Too late

Vi sfido a non muovervi ascoltando Too Late.

Tatum Rush ci investe di buonumore con questo ultimo singolo pop tendente alla disco. E, anche se non siamo in un locale sulla playa a St. Tropez, ci fa ballare su sax e bassi micidiali.
Il cantante – insieme a uno dei producer del momento Ceri – porta un po’ d’estate in anticipo, stile sapore di sale, anche se sappiamo che quello rosa d’Himalaya è meglio.

Tatum Rush, con fare sicuro e un po’ sarcastico – correndo, ballando, saltando e facendo pugilato per le spiagge nel nuovo video musicale – sembra dire ad un’amata che pare aver voltato pagina: “lo sai che tanto lui non fa per te, non conosce nemmeno i tuoi gusti strani, prendi e parti con me”.

E a noi viene già voglia di fare le valigie.

(Benedetta Fedel)

Tatum Rush: 9

 

Carovane

Helle ritorna, ancora più elettronica, con Carovane. L’artista, creando un’atmosfera quasi mistica, ci porta a fare un viaggio su una strada dalle mille vie, che è quella, complessa, della vita.

Riprendendo il tema della cacciata dall’Eden, la cantautrice ci racconta di come i cieli aperti ci abbiano fatti cadere sulla terra. Come gente nomade, come biglie in strade diverse, siamo costretti a vagare in cerca della nostra strada, percorso che condividiamo con tutti gli altri. Perché non siamo soli, ma tutti vagano come noi, diventando visivamente carovane.

In un clima rarefatto, visionario, che riesce a creare sia con le parole che con la melodia, Helle parla dell’umana (e difficile) condizione del continuare a cercare il proprio posto nel mondo.

(Benedetta Fedel)

Helle: 7

 

Benvenuti (Album)

La primavera porta con sé, oltre alla voglia di spensieratezza, anche il ritorno di una delle band d’importazione più amate d’Italia: i Selton. La formazione brasiliana ha scelto aprile per pubblicare il nuovo album, il sesto della loro carriera: e non potevano scegliere momento migliore, perché profuma di cose belle e di freschezza. E su questo non avevamo dubbi. 

Benvenuti è il frutto di due anni di viaggi, di storie e non a caso è composto da brani caratterizzati da atmosfere lievi e impreziosite da variegate influenze tipiche del gruppo, ma soprattutto da testi (in italiano, portoghese e inglese) interpretabili su vari livelli. 

Del resto, quando di base c’è di un’idea si fa di tutto per realizzarla; i Selton infatti sono volati fino in Brasile per lavorare insieme al produttore Kastrup, invitando a seguirli Willie Peyote e Priestess, con cui hanno collaborato alla cover dell’intramontabile Estate di Bruno Martino. Ma non solo: il trio ha coinvolto anche Dente, Rodrigo D’Erasmo e strumentisti brasiliani.

Infine, per costruire l’ambiente sonoro, hanno colto spunti diversi da artisti del calibro di Beck e Surfjan Stevens, alzando così l’asticella dei loro obiettivi che hanno preso forma di un album all’altezza dei loro desideri. Perché Benvenuti non è una cartolina esotica o una parola che può essere cosa innocua da leggere sullo zerbino dell’ingresso di un’abitazione, ma un album politico con un forte invito all’incontro, per provare a rompere le barriere, staccarsi di dosso le etichette e sentirsi liberi. Perché essere vivi è politico.

“Che la sensibilità superi la chiusura, che la tolleranza vinca il pregiudizio e l’empatia l’indifferenza”. E che la forza della musica sia di buon auspicio.

(Federica Vinciguerra)

Selton: 8+

 

Jeans

Jeans è scritta nel linguaggio diretto delle nuove generazioni, di cui entrambi gli artisti sono illustri esponenti. Non servono grandi paroloni per esprimere concetti che rimangono in testa e che colpiscono proprio per la loro semplicità.

Le sonorità a cavallo tra pop e trap accompagnano un testo radicato nel quotidiano ma mai banale, inno di chi vuole aggrapparsi ai ricordi della vita che avevamo prima. Jeans ci fa rivivere serate indimenticabili, ed è quello sprazzo di normalità che tutti vorremmo tornare a vestire. 

(Sara Pederzoli)

Tauro Boys, PSICOLOGI: 7,5

 

Michelle

Michelle, ma belle. Sono parole che stanno bene insieme, come dicevano i Beatles. Nel ritornello della sua “Michelle” Esseho mette in pratica il consiglio dei Fab Four per un pezzo che vuole suonare bene e compiacere l’orecchio. 

Michelle, ma belle, zucchero filato. Una spensieratezza estranea alla nostra epoca, quasi da boy band anni 2000, mood rievocato anche dalla chitarra brillante che dà ritmo al brano. Aggiungete un timbro dolce, reso inconfondibile dall’accento romano, e una base che rivela l’anima da produttore del cantante e otterrete il nuovo singolo di Matteo Montalesi, nome al secolo dell’artista di Bomba Dischi.

L’ennesimo passo in direzione dell’album che a questo punto aspettiamo tutti brindando con il vino “Non mordere” sulla copertina del singolo, realizzata dal mitico Valerio Bulla.

(Vernante Pallotti)

ESSEHO: 7,5

 

HO SPENTO IL CIELO

Quante volte abbiamo sognato di trovare un amore in grado di catapultarci in un’altra dimensione?

Un amore passionale che nel bel mezzo di una giornata frenetica, tra il clacson e il borbottio dei motori, ti immobilizza, poiché nel vento ti è parso di sentire il profumo della sua pelle.

Il nuovo singolo di Rkomi è un inno d’amore, la descrizione, quasi stilnovista, di una donna, in grado di far provare delle emozioni intese e, allo stesso tempo, contrastanti.

Ho spento il cielo per ritrovare l’unica luce dove adesso sei tu, l’amata è la luce da inseguire, l’unica uscita di sicurezza.

Il singolo, con la partecipazione di Tommaso Paradiso, anticipa l’uscita dell’album “Taxi Driver” e dalle prime indiscrezioni sappiamo che viaggerà tra i sound più disparati, dall’indie al rock, dal trap al cantautorato.

Non ci resta che aspettare il 30 aprile e, nel frattempo, goderci questo pezzo.

(Elena Caggia)

 Rkomi feat Tommaso Paradiso: 8

 

Peggio di Niente

“Andrà tutto bene” ma ne siamo davvero sicuri?

“Peggio di niente” è una doccia fredda, la sintesi perfetta per descrivere questo periodo storico: lavoratori in standby perché ritenuti non essenziali, abbracci negati, affetti distanti, persone precipitate improvvisamente in una bolla fatta di diffidenza e sfiducia verso il prossimo.

La rock band milanese racconta, senza peli sulla lingua, una situazione che qualche anno fa avremmo associato ad un episodio di Black Mirror o ad un film distopico.

Dimenticate gli arcobaleni, le false promesse, il sogno di diventare migliori, la verità è che questo virus ha peggiorato la nostra esistenza e, ad oggi, la normalità ci sembra quasi paradossale.

Ho visto gente normale calpestare altra gente ed era peggio di niente.

Non era facile mettere nero su bianco questi pensieri, eppure i Ministri ci sono riusciti egregiamente.

(Elena Caggia)

Ministri: 8,5

 

Le Endrigo (Album)

Un album che annuncia un grande cambiamento: da Gli Endrigo a Le Endrigo.

Potrebbe sembrare una scelta bizzarra, ma l’intento è di dimostrare come l’universo della musica sia ancora legato a vocaboli sessisti e stereotipi di genere.

La carriera delle donne è ancora ostacolata da pregiudizi inconsci che ne sabotano l’avanzamento, i tre artisti, infatti, hanno dichiarato che “In un mondo in cui un articolo determinativo fa ancora la differenza e comporta dei privilegi, noi scegliamo di liberarcene”.

Tra i nuovi dieci brani, “Cose più grandi di te” dove vengono descritti quegli uomini che gonfiano il petto e che seguono il copione del gender, “Standard Rock”, il pezzo indirizzato ai fan persi e a coloro che, invece, si sono ricreduti e “Korale” il pezzo più suggestivo, che chiude l’album e vede la partecipazione di ragazzi africani, i quali hanno deciso di prestare la loro voce, per far emergere la sofferenza di coloro che sono costretti ad abbandonare la propria terra e ad avventurarsi nel Mediterraneo, in un viaggio lungo e pericoloso.

(Elena Caggia)

Le Endrigo: 7,5

 

Yoga

C’è chi si rilassa facendo yoga, e chi chiede “qualcosa di più alcolico” per dare tregua alla Seconda Guerra Mondiale che si ha nella testa.

Mancanze di un amore passato, di una lei che era anche un po’ stronza, e che ora costringerà Kaufman a chiamare il gatto col suo nome per sentirsi meno solo. “Yoga” dunque sembra essere la conferma che si può provare a cercare rifugio nella meditazione, nel trascendentale, ma fin quando nella nostra testa ci saranno ancora troppe mine da disinnescare, forse è meglio rifugiarsi in qualcosa di più alcolico!

(Ilaria Rapa)

Kaufman: 7+

 

Supercinema  (Album)

Un superalbum quello di Supernino, costellato di featuring fantastici (vedi Willie Peyote e Auroro Borealo) e di clip che somigliano a quelli di un film interstellare. La caratteristica che accomuna i nove brani sembra proprio essere la bellezza dell’ordinario che si trasforma in straordinario.

Lo abbiamo già conosciuto con “Scrollo”, singolo con cui Supernino ci ha fatto sapere della sua passione per l’eclettismo musicale (basti pensare alla commistione tra rap, elettropop e cantautorato che ritroviamo anche qui) e per tutto ciò che è tecnologico.  E allora mettetevi comodi, popcorn e “Supercinema” e vi sembrerà di essere in una puntata di Black Mirror, con meno distopie ma con più musica!

(Ilaria Rapa)

Supernino: 8+

 

Emilia

“Ora che ha tutto lo stesso sapore, nelle vie, nelle piazze, sui tram”: quale fuorisede in città non si ritrova in queste parole scritte da Nuvolari? Che sia Bologna, Milano o Londra, tutti abbiamo bisogno di sentirci a casa in qualsiasi posto nel mondo ci troviamo, abbiamo bisogno di vedere il nostro “rettangolo di cielo” quando usciamo dalla metro, o di sentire gli odori che facciano scattare epifanie in grado di cullarci tra i ricordi della nostra infanzia.

I luoghi sono importanti, non solo perché ci ospitano ma perché ci facciano sognare “case d’argilla nei campi dell’Emilia”, anziché farci consumare lacrime in una grande città.

(Ilaria Rapa)

Nuvolari: 8

 

Vuoi fai

Quanti di voi ascoltano i consigli degli altri?  Forse è facile dire cosa si dovrebbe fare quando le cose capitano a qualcun altro e i problemi, alla fine non sono i nostri.  Probabilmente anche  nel mondo della musica ci sono tante persone che pensano di modellare e valutare un artista a seconda di cosa è più funzionale al panorama nel quale è inserito, agli algoritmi su Spotify o simili e al suo essere visto come personaggio.

Celestopoly, potrebbe dare l’impressione di seguire uno stile che evoca Motta/Gazzelle, ma tira fuori il proprio istinto dimostrando di aver coraggio scrivendo un pezzo sincero e sentito. La canzone stessa è la  prova tangibile del concetto che se “Vuoi Fai.”

Mi hanno messo link in bio, verso un 404. Mi hanno dato una maniglia che non ha nessuna porta, mi hanno detto che fa male soltanto la prima volta.

(Nicolò Granone)

Celestopoly: 9

 

tu mi fai

Una sola pallottola, un colpo dritto al cuore: premi quel grilletto, come hai fatto d’estate. Ecco che l’amore è metafora di un colpo di arma fuoco da cui si può rimanere uccisi, innamorandosi, o illesi, ma sopraffatti dalla paura.

Morirei sepolto dentro un letto di rose: vittima e carnefice, di un sentimento da cui siamo vinti e vincitori almeno una volta nella nostra monotona vita, dormono insieme!

Siamo pronti a prendere la giusta mira? Siamo pronti a subirne il colpo?

(Alessandra Ferrara)

Lamette: 7,5

 

Ep Arancione (Ep)

Ascoltando questo “Ep Arancione” mi viene l’idea che potrebbe essere nato sotto la doccia, dopo una lunga giornata faticosa e l’ispirazione sia nata dai pensieri che frullano in testa lavati via da uno shampoo che ormai sta finendo in contenitore colorato.

Sono geloso dei cani che pisciano senza rimpianti esprime con un certo sarcasmo l’ansia e l’agitazione di una persona che è pieno d’idee nella mente e che ha paura di non riuscire mai a realizzare, anche se probabilmente non l’ammetterà mai perché a me della paura non m’importa.

Questo flusso emotivo trova un altro momento di confronto dentro “Polsi” e poi la musica è sempre la stessa, si sente di merda come una cassa sfondata dal calcio di chi non apprezza, arrivando a paragonare il nostro io immaginario che in ogni momento combatte con il nostro essere apparenza.

Come si fa a immaginare con l’accappatoio addosso quella sensazione di “Don’t Panic”  o “Cosa ‘e niente” quando dobbiamo capire come rimettere apposto i “Pezzi?”

(Nicolò Granone)

Zibba: 7,5

 

Kintsugi (Album)

Kitsugi è l’arte giapponese di riparare ciò che si è rotto con una colatura d’oro, riempire dunque le crepe con un materiale prezioso come a voler comunicare che ad ogni rottura coincide un’esperienza che, come tale, può essere positiva come negativa. La filosofia giapponese sembra aver affascinato anche Manfredi che nel suo omonimo disco racconta il viaggio di crescita di un ragazzo diventato ormai uomo, e che per diventare tale ha dovuto affrontare le delusioni dei primi amori, le fragilità che ci portiamo dentro sin da piccoli, la paura di non farcela. “Kitsugi” diventa dunque la dimostrazione del fatto che Manfredi, nel suo viaggio, ha saputo cogliere le lezioni che la vita gli impartiva, concentrandole tutte nelle dieci tracce che compongono il disco.

(Ilaria Rapa)

Manfredi: 7,5

 

Eclissi

L’amore è stato immaginato e sognato sempre sotto diverse sfaccettature, ma forse mai come due corpi che si sovrappongono quasi a simulare un eclissi solare. La mascolinità dell’uomo che mostra tutte le sue crepe e paure davanti alla luce femminile che arriva all’improvviso quando incontra una ragazza misteriosa e piena di vita.

È come se il sole, quando incontra la Luna, deve abbassare la testa e sentirsi quasi in colpa per oscurare tanta bellezza.

L’immagine in copertina che è stata scelta per illustrare il brano è anche molto tenera perché vuole rappresentare la coppia come un entità composta da due persone che solo trovando il proprio equilibrio possono trascorrere tutta la vita insieme, ovviamente tra un tramonto e un alba, seduti a guardare il cielo, respirando il profumo della felicità.

(Nicolò Granone)

Uruguai: 8-

 

Come un’aspirina

Che senso ha fare i salti mortali se poi il nostro cuore brucia come benzina per chi ci usa come un’aspirina? Il pianto non si frena come un fiume in piena, lentamente mi avvelena.

L’amore è un placebo: il suo effetto ci fa stare bene, arriva dritto in vena, ma allo stesso tempo un dolore latente si insidia nel nostro cuore. Mi divoro dentro.

Nessuno deve elemosinare un sentimento: dare ed avere come nella partita doppia!

(Alessandra Ferrara)

Frammenti: 7,5

 

Clichè

Sonorità pop dal sapore internazionale e liriche decise, schiette, che mirano dritte al cuore senza mezzi termini. “Clichè” di Alessandra Abbondanza è un pezzo fresco dalle sfumature vintage che ci farà ballare in un turbinio di emozioni contrastanti: tra la malinconia di una storia che non si è tramutata nel verbo presente e la felicità di chi sa di essere stato ferito ma non per questo sconfitto per sempre.

Le atmosfere evocate da “Clichè” ci portano direttamente tra i tavoli del post serata di un club di New York a cavallo tra gli ’80 e i ’90, in un limbo che fluttua tra il nuovo millennio che verrà e la festa infinita degli anni ottanta.

Alessandra Abbondanza è indubbiamente un’artista da tenere d’occhio per la nuova stagione musicale che ci apprestiamo a vivere.

(Salvatore Giannavola)

Alessandra Abbondanza: 7,5

 

Real Love

Quella tua voce magnetica mi sussurra di notte parole perché i pensieri sono più veri: I love you so much. Cercarti negli occhi di un passante, sentirti nel traffico assordante, immaginare di averti accanto sulla cima di una montagna. Trovarti è il viaggio della mia vita, che ho chiuso in una 24h. 

È questo il real love? Quanto siamo disposti a rischiare? Quanto ad annullarci? Quanto a sentirci liberi, apprezzati, amati?

Vorrei sfidare l’oceano ma non ne vale la pena, vorrei sfidare l’oceano per te.

(Alessandra Ferrara)

Francesco Pio De Simone feat Don Vito: 7,5

 

Luna Calante (EP)

 

Fragilità, sogni, speranza, insomma la vita di una ragazza nata negli anni 2000 che si racconta attraverso le sue canzoni.

Si respira la malinconia di una relazione finita, mischiata con la paura di non essere all’altezza del futuro che appare talvolta in certo. C’è anche però una forte presa di coscienza dentro al brano “Anna” che serve a ricordare ai più giovani di quanto a volte sia importante accontentarsi di quello che possono vivere senza dover pensare al cosa manca.

“Luna Calante” è formato da 5 racconti diversi che diventano un filtro per osservare  la realtà del quotidiano attraverso i quali è possibile maturare e crescere.

(Nicolò Granone)

Livrea  – Nubula: 7

 

Siamo Rotti Dentro

Capita a tutti di avere dei momenti no in cui si rischia di sentirsi a pezzi. Forse ci sentiamo capiti da chi ci circonda oppure siamo reduci da una delusione sentimentale. Abbiamo bisogno di star un attimo da parte e magari anche piangere, per poi asciugare le lacrime e provare a ricostruire il nostro essere.

Citando una frase di “5 giorni fuori”, film che tratta in maniera non superficiale il tema della depressione:  Chi non è impegnato a vivere è impegnato a morire.

(Nicolò Granone)

Il Cartello: 7+

 

 

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