Traveler CS

Traveler CS | Recensione dell’ ultimo album “Adam”

Il disco – Adam

Adam di  Traveler CS, al secolo Cameron Fitzpatrick, è un album sull’umanità. Si concentra sulla nascita e la morte, ma riguarda anche il tempo intermedio, i momenti di felicità e depressione, l’isolamento, la pace e l’ignoto. L’album parla di esperienze universali, cose che rendono speciali l’essere vivi. Adam può essere considerato quindi un vero e proprio concept album che attinge dalla storia di Adamo, il primo essere umano, per comunicare quell’idea di universalità.

L’album Adam è stato pubblicato da Blue Spiral Records nel 2021 e consta di 9 tracce interamente strumentali. Tutte le composizioni sono state scritte, eseguite, registrate e mixate da Traveler CS.

Adam

L’artista – Traveler CS

Cameron Fitzpatrick – Traveler CS – è attivo sulla scena musicale americana sin dalla giovane età. Le sue radici sono classiche, avendo studiato pianoforte e violino fin da ragazzo. Ha iniziato a scrivere pezzi per diversi gruppi di rock progressivo, esibendosi lungo tutta la costa orientale degli Stati Uniti. Col progetto Traveler, sta tornando alle sue influenze classiche pur mantenendo il suo crescente desiderio di sperimentazione incorporando sintetizzatori vintage e moderni, percussioni e paesaggi sonori di matrice ambient. Ha pubblicato il suo album di debutto “Janus” con l’etichetta Sonder House Records, e ha pubblicato indipendentemente un EP intitolato “Halcyon” nel febbraio 2020. Il suo secondo album “Adam” è stato  pubblicato da Blue Spiral Records nel 2021.

Adam

Adam – La recensione

Con la premessa che “Adam” è un album che nasce dal bisogno di rappresentare la vita e la morte, gli spazi ed i tempi intermedi ma soprattutto i punti cruciali dell’esistenza, Traveler CS non poteva che aprire il suo disco con “The Tree of Life”, l’albero della vita appunto. L’inizio di qualcosa, la nascita di foglie e ramificazioni che prendono sempre più spazio verso punti infiniti. “A sudden burst of life” fa da eco a questo processo di crescita, di sviluppo, alla ricerca di un punto verso cui dirigere forze e sguardo. Si ha la vera e propria impressione che i rami vadano verso questa esplosione di luce, mentre con con “Moonlight” le radici cominciano a crescere piantandosi salde nel terreno, lontane da occhi indiscreti, illuminate solo da un fascio di Selene.

“Sleep” parla di un sonno apparente. Il sonno rigenerante della pianta, che di notte rilascia l’anidride carbonica, ma proprio con questo processo si rigenera. Con “Thoughts from the Bottom of the Well” succede qualcosa: non è più il seme, non è più l’albero, non è più la pianta, ma è il frutto, è l’uomo. Un’esplosione di sentimenti inaspettati, di pensieri prima impossibili, di movimenti verso nuovi orizzonti da esplorare.

A Day Above Ground – Alla scoperta di un nuovo mondo

“A Day Above Ground” rivela proprio la scoperta, la curiosa paura propria dell’uomo, che dell’esperienza fa conoscenza. Il ritmo incalzante del pianoforte da proprio quella sensazione di movimento convulso nello spazio, in cui ogni esperienza è nuova. L’esperimento riesce ancora di più quando synth ed archi fanno da contraltare alla ricerca, aprendo gli occhi su orizzonti nuovi adesso ben visibili.

“Memento Mori” e “Memento Vivere” sono due classici della cultura classica, locuzioni nate dalla Controriforma e strettamente legate all’uomo Adamo, al personaggio Adamo ma soprattutto al concetto Adamo.

Non sembra un caso quindi che Traveler CS abbia deciso di inserirle prima del brano conclusivo dell’album, “The Garden”. Il giardino, quello dell’Eden, dove non esistono vita e morte, dove l’Albero della Vita cresce rigoglioso e da cui prende nutrimento. Un ritorno all’inizio, oppure un nuovo inizio partendo dalla fine, che come concetto è quasi impossibile da immaginare in “Adam”, se non con la circolarità dello spirito stesso.

“Adam” di Traveler CS è davvero un bell’album strumentale, che vive di sussulti e ti porta per mano per circa 35 minuti, in un viaggio lungo tutta una vita e ritorno.