New Indie Italia Music Week #82

<<Era l’autunno e il cameriere Antonio
Servendo a un tavolo di grandi industriali
Sentì decidere che per l’estate prossima
Sarebbe andata di moda l’acqua blu
Loro dicevano che bastava fare
Una campagna di pubblicità
Mettere in ogni bar un po’ di bottigliette
Ed il successo non poteva mancare
Antonio tra sé rideva
Ahahah ahahah
Diceva: “Me ne infischio della moda
Io bevo solo quello che mi va”>> (La ballata della moda – Luigi Tenco, 1972)

Abbiamo accettato di salire su una giostra che sembra non voglia più farci scendere,  ingabbiati in un circuito fatto di luci abbaglianti, jingle incantatori e proposte alle quali non riusciamo più a rifiutare nell’inerzia delle scelte guidate e controllate.

Ci riteniamo unici in una moltitudine di unici. Pretenziosi? Illusi? In attesa della prossima gran pubblicità che ci spingerà ad acquistare il nostro prodotto unico, fatto a posta per noi … e per altri 7 Miliardi di persone che come noi si divertono ad ornare l’anima con orpelli di materialismo.

Ostentare unicità per sentirsi parte di un qualcosa non è forse omologazione?

Non sarebbe il caso di iniziare a ritagliarci dei momenti di autenticità non condivisa, chiusa a chiave e al riparo dagli scroll altrui?

Sì, è giunto il momento di essere egoisti e di tenere strette a noi le leve di ispirazione che ci spingono ad andare avanti, che ci permettono di sfidare la realtà e di progredire nella nostra personale evoluzione: affetti, arte, fotografia, un film, una mostra, la tua musica.

Scopri le nuove uscite della settimana appositamente selezionate per te dai nostri “gusti unici” nella speranza che anche tu posso ritrovarti in uno di questi brani come è successo a: Nicolò, Alessandra, Ilaria C., Salvatore, Margherita, Ilaria R. Benedetta, Filippo e Pantaleo.

 

Atto III (Ep) 

Con la musica “Sotto la pelle”, Joan Thiele si dà la possibilità di commettere “Errori”. 

La natura umana è bella proprio perché è imperfetta, ed è una cosa tanto difficile quanto liberatoria da accettare. A nulla serve calcolare meticolosamente tutto, soprattutto se parliamo di esseri composti da sentimenti. 

A volte dobbiamo solo concederci la possibilità di sbagliare e imparare dagli errori che facciamo. È quello che ci fa crescere, le ferite sono utili ed inevitabili. Dobbiamo darci tempo, capire come portarcele addosso con fierezza, come fossero un bel gioiello. 

E se la verità è tutta relativa, per Joan l’unico Dio onnisciente sono le sette note che sente dentro di sé. Anche perché, pensateci, cosa c’è di più imperfetto della musica? Quante forme sa prendere? Quanto incredibilmente noi ci rende? 

Forse è l’unica cosa che non ci fa sentire i soli a sbagliare, che rende i nostri errori così universali da insegnarci a viverli. 

(Benedetta Fedel)

Joan Thiele: 9 

 

Mostri

Non guardarmi come fossi un miracolo, voglio essere il tuo incubo, il tuo lunedì”.  

Quando si diventa ben consapevoli del proprio spazio nel mondo, nel bene e nel male che siamo in grado di fare e di farci, vogliamo – anzi, pretendiamo – di essere visti esattamente per quello che siamo. Non c’è trucco e non c’è inganno. Perché noi siamo anche la nostra parte peggiore. Noi siamo anche i nostri mostri.

Togliersi le maschere, paradossalmente, non cancella la paura di sentirsi vicini, vulnerabili, ma la aumenta. Perché quando due esseri umani non si completano, ma si sfidano nel grande gioco dei sentimenti, tutto diventa un complesso cubo di Rubik.

E nell’eterno andirivieni di una gara in cui si sa già che non ci sarà un vincitore, l’unica cosa che riusciamo a chiederci, nascondendoci dietro ad un muro, è: “Come fai quello che mi fai?

(Benedetta Fedel)

Giorgieness: 7,5 

 

Coltelli

“Facendo finta di capire vorrei dirti che ci proverò”

Non che ci aspettassimo altro, visto il titolo del brano, ma “Coltelli” dei The Heron Temple è proprio un inno alla cruda realtà in chiave elettro rock.

Il duo siciliano ha fatto tanta strada dalla partecipazione ad X-Factor, ma non ha mai perso l’integrità e la voglia di utilizzare basi elettroniche per ottenere un suono duro, che ci provoca non pochi turbamenti nell’anima, se poi ci accostiamo un testo basato sul dolore come crescita personale, otteniamo un mix perfetto per caricarci ed affrontare ogni difficoltà con le nostre forze, dopotutto “non siamo certo eroi, ma è questo che ci rende simili”.

(Margherita Ciandrini)

The Heron Temple: 8

 

Un mazzo di chiavi, un ombrello, lì in mezzo

“Perdiamo persone come occhiali da sole”,  la cosa più grave e che non ci facciamo neanche più caso.

Con la pandemia abbiamo creato ancheun lockdown emotivo nel quale ci sentiamo amici di tutti solo perché seguiamo qualcuno sui social network, ma poi appena spegniamo il computer o il telefono, abbiamo paura di dare un abbraccio o di chiedere un ciao come stai, hai bisogno di qualcosa… quando magari incrociamo il nostro vicino di casa.

Quando lo capiremo sarà troppo tardi per smetterla di fidarci degli algoritmi e non della condivisione.

(Nicolò Granone)

Emma Nolde + Generic Animal: 7,5

 

Rondine

Il progetto animalesco super coinvolgente del cantautore e produttore Paul Giorgi, non si smentisce in questo nuovo singolo, pieno di pensieri e di riflessioni, nate in un momento in cui era difficile essere felici, in cui spesso abbiamo provato solitudine e tristezza emotiva.

Paul sogna di “cadere come cera” e si lascia cullare dal pensiero di una schiena ed un petto che non sono più accanto a lui, mentre una rondine fuori dalla finestra, libera di volare ovunque nel cielo, sembra quasi sbeffeggiare il cantante ostentando tutta la sua libertà.

La fine del brano è un enorme trionfo musicale, che sfocia nei suoni vintage di riavvolgimento del nastro delle musicassette, e non ci resta che far partire il brano un’altra volta per perderci nel mondo di Paul.

(Margherita Ciandrini)

Paul Giorgi: 8,5

 

Lentamente (Album)

La delicatezza della voce di Nuvolari, nome d’arte di Matteo Pisotti, incontra un arrangiamento a tratti soul che rende il disco d’esordio del cantautore piacentino un ascolto consigliato. L’album mostra l’influenza del cantautorato italiano degli anni 70 ed il sound conserva il calore d’altri tempi.

“Lentamente” è un disco che parla d’amore e di esperienze di vita vissuta, il racconto avviene tuttavia attraverso il filtro dell’autore che seleziona per noi le immagini della storia. Una prima prova da solista che dimostra il talento di questo giovane artista prodotto da Bomba dischi. 

Tra i pezzi più interessanti dell’album c’è sicuramente Emilia. Una canzone dedicata al distacco dalla propria casa, un distacco che ci da la forza di andare avanti anche se resiste quel sentimento di nostalgia. L’arrangiamento del brano parte morbido, con pianoforte e chitarra ad accompagnare. Procedendo nell’ascolto il brano si accresce seguendo l’andamento del testo e si fa leggero e sognante.

(Pantaleo Romano)

Nuvolari: 8

 

Antiproiettile

“Antiproiettile nel cuore, sei il piacere e sei il dolore”

Il ritornello del nuovo brano del rapper Anima con la produzione di Pi Greco ed il featuring di Uale racchiude l’enorme dilemma delle storie d’amore: cosa fare quando la persona che ci dà la felicità più grande è la stessa che riesce a farci stare peggio?

Non c’è una soluzione, se non fidarsi l’uno dell’altro, cercare di lasciarsi andare, chiudendo gli occhi e cadendo all’indietro, sperando che l’altra persona ci prenda al volo. I due artisti hanno una serie infinita di paranoie e riescono a trasmetterci tutto il dolore di una storia dolceamara e della difficoltà di esprimere i propri sentimenti con “il cuore fermo allo stop”, coperto da un giubbotto antiproiettile, impossibile da scalfire.

(Margherita Ciandrini)

Anima, Pi Greco, Uale: 9

 

Magari poi ti passa

Innumerevoli volte ci siamo ripetuti frasi del tipo “il tempo rimargina tutte le ferite” e senza alcun preavviso accade sempre qualcosa che ci conduce verso quella direzione.

Con il suo stile urban funky all’italiana, il giovane Giuse The Liza ci accompagna tra le lancette del nostro orologio interiore dove ogni minuto è diverso così come la nostra esistenza: “una serie di sfighe che alterano al tram”.

Non ci resta altra soluzione che assecondare il ritmo serrato dei secondi, oppure accomodarci al passare dell’ora!

“Prenditi del tempo per ritornarci dentro, magari poi ti passa, ti sveglie che sei un’altra”

(Alessandra Ferrara)

Giuse The Lizia: 8,5

 

La prima volta che ti ho incontrato

Tinder dovrebbe usare questa canzone come colonna sonora per una pubblicità. Lo slogan poi è gia pronto: ” Passerei tutta la vita con te,  ma non ci conosciamo per questo già ci amiamo”

Super like quindi per i Riva che ancora una volta raccontano l’amore con un malinconico romanticismo al quale è impossibile rimanere indifferenti e non sognare una passeggiata sotto la luna.

Emma noi volevamo piangere anche a i live di Xfactor, e tu ci hai spezzato il cuore non scegliendoli in squadra, ma pazienza sicuramente questo è solo l’inizio e loro sono pronti a conquistare con la loro musica migliaia di fan che gli hanno scoperti proprio grazie alla Tv.

(Nicolò Granone)

Riva: 8

 

Illinois

Le note leggermente distorte che introducono il singolo della new entry Novelo, di casa Maciste Dischi, riflettono il senso di smarrimento mescolato all’impulso di libertà che un qualsiasi ragazzo di 20 anni può provare.

È l’età delle scelte immediate, dove non si ha paura di cambiare amici, contesto sociale o di allontanarsi dal nido familiare: “ma si va bene andarcene, tanto l’inglese lo mastico so dire faccio, ragazzo del bar!”

Percorrere una strada secondaria spesso si rivela poi quella corretta, quella della piena realizzazione.

Allacciate le cinture Andiamo in “Illinos” con Novelo?

(Alessandra Ferrara)

Novelo: 8

 

Cicale d’inverno

Credere nei propri sogni è il reato più bello che ognuno di può permettersi di commettere: non c’è tempesta, stagione che possa fermare il raggiungimento di ciò che si desidera.

I Canarie evocando la perseveranza e l’instancabilità del suono delle cicale ne creano una metafora perfetta: noi siamo “Cicale d’inverno” incuranti del caldo o del freddo lottiamo, a volte anche cadendo, per prenderci ciò che vogliamo.

“Canteremo fino alla follia prima che verranno a portarci via”

(Alessandra Ferrara)

Canarie: 8-

 

Pink Cadillac

“Pink Cadillac” è l’ultimo singolo della cantautrice Gioia. Una grandissima voce nostrana che canta però in Inglese. Il brano è un mix di soul e r&b di stampo pop dalla grande energia e dal reparto bassi molto pompato. Il sound ricorda molto quello di Billie Eilish anche nella voce di Gioia, sempre precisa e bilanciata. La musica elettronica predomina e scandisce il tempo del road trip sulla cadillac rosa.

Il testo è appunto un specie di viaggio a bordo di questa macchinona appariscente vissuto come una sorta di sogno vivido dalla notte alle prime luci dell’alba. 

Un sound potente e che sa coinvolgere unito alla scelta dell’inglese, forse la lingua più indicata per le sinuosità dello stile di Gioia, sono le colonne portanti di un brano che fa ben sperare per il futuro dell’artista.

(Pantaleo Romano)

Gioia: 8

 

Scighera

Un pianoforte, la nebbia, Milano e Angelo Trabace. Una composizione del genere non può che avere come risultato il brano “Scighera”: brano che ci fa pensare, ci fa stare sospesi, come quando si vaga senza meta per la strada, come quando, in preda a troppi pensieri, cerchiamo un po’ di sollievo nella mancanza di sistematicità e razionalità.

“Shighera”, termine milanese per indicare la nebbia, non può che essere un inno a quell’aria lattiginosa e opaca che ci avvolge durante l’inverno.

(Ilaria Rapa)

Angelo Trabace: 8

 

Atomi

Giorgio Parisi ha vinto il nobel per la fisica studiando i pensieri complessi e chissà se quest’evento ha ispirato la penna di Barry per la nascita di Atomi, brano che racconta l’amore da un diverso punto di vista.

Due persone si avvicinano e si allontanano come se fossero comadanti da complicate leggi universali che nessuno scienziato è riuscito a intrapretare da un punto di vista razionale. Questo succede principalmente perchè “Siamo un gran casino e due casini fanno un gran casino.”

(Nicolò Granone)

Barry Mad: 7,5

Fuoco e fiamme

A volte la vittima può prendere la parte del carnefice e il risultato finale sarebbe lo stesso.

In una guerra di nervi con i nostri sentimenti può capitare di avere la situazione sotto controllo o farci comandare dai filtri che utilizzano cuore e cervello per convincerci che loro hanno ragione e che non possiamo agire in nessun’altro modo.

Forse però è meglio combattere anche contro il nostro io per riprendere in mano la nostra vita piuttosto che rimanere fermi nella nostra stanza rischiando di annegare dentro pensieri complicati.

(Nicolò Granone)

Leyla El Abiri : 7,5

 

EP #1 (Album)

Scopriamo con “Goodbye” che Davide Amati ci stava riservando una bella sorpresa in questa settimana di uscite: con questo nuovo singolo, in cui possiamo ascoltare anche la voce di Cimini, si inaugura il primo EP di Amati, che dal titolo, ci fa intuire che sia il primo (si spera) di una lunga serie.

“Goodbye”, la nuova arrivata, sa di sperimentazione, di compenetrazione, tra voci e stili diversi, sa di quell’addio, o di quell’arrivederci, che è rimasto impigliato nei ricordi dell’artista e che adesso viene fuori sotto forma di nuovo colore, di una nuova canzone.

(Ilaria Rapa)

Davide Amati: 8

 

Perdonami

Il ritornello rimbomba già nelle tempie e sono certa che sarà lo stesso anche per le orecchie, molto presto. Sto parlando della nuova di Frambo, stavolta in compagnia di LOOMY, dal titolo “Perdonami”.

Un singolo che sa già di hit, un brano che sa anche di ricordi e naftalina. Un grido scongiurato dopo un errore a cui sembra non esserci rimedio. Il flow del giovane Frambo si mescola al beat di LOOMY in una combo esplosiva che non può che alimentare il loop di premere play ogni volta tanto da “toglierci la fame e la sete”.

(Ilaria Rapa)

Frambo, LOOMY: 7,5

 

Millemila

L’amore è un sentimento che non si può misurare in nessun modo e così promettersi di darsi millemila baci non è neanche una cosa così folle, anzi è un modo per non smettere mai di credere in una relazione.

Stabilire dei traguardi, anche irraggiungibili, può diventare un metodo per far vivere sempre la fiamma della passione, senza dar peso a tutte le fragilità che rendono questo sentimento così leggero e imprevedibile.

“Passeranno millemila anni e mai noi”

(Nicolò Granone)

HU –  8-

 

Le giornate da morire

“Le giornate da morire” a differenza di quel che può far apparire il titolo, non sono per niente giornate negative. Sono in realtà quegli attimi di vita in cui ci ricordiamo chi siamo davvero. 

Distratti dai doveri e dalle pressioni a cui ogni giorno il mondo ci sottopone, spesso ci dimentichiamo del nostro vero io. Che viene fuori nei momenti di noia e nelle giornate vuote della nostra vita. 

Il mondo ci ha sempre fatto credere che il tempo speso a non adempiere ad un qualunque obiettivo di vita, sia tempo sprecato. Questo ci ha portato a credere di non essere mai all’altezza, di star gettando via la nostra vita. Ma in fondo, come ci ricordano i Balto, “noi siamo il nostro tempo perso”.  Perché è proprio lì, in quei brevi momenti di pausa dalla pesante realtà, che ci sorprendiamo riscoprendoci fragili.

(Filippo Micalizzi)

Balto ft. Cara Calma: 8,5

 

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