Brain Saga

BRAIN SAGA: “Siamo la voce della grande entità distopica” | Intervista

I BRAIN SAGA, progetto musicale indipendente con base a Milano, hanno da poco pubblicato il loro EP di debutto COMPUTERIZED VINTAGE MUSIC – Vol. I. Il progetto racconta un universo vintage dai tratti distopici, in cui una grande entità computerizzata genera musica e suoni, manifestandosi con sembianze umanoidi.

Le atmosfere sonore quasi lo-fi si rifanno ad un rock’n’roll di stampo anni ‘60, influenzato da new wave e psichedelia. Una sorta di surf rock versione dark. Il mondo dei BRAIN SAGA è caratterizzato da un non spazio in cui i loro brani rappresentano il tangibile, il concreto.

Ma chi sono i BRAIN SAGA e cosa ci vogliono comunicare? Soprattutto, i BRAIN SAGA esistono oppure sono solo il riferimento terrestre di qualcosa a noi ancora sconosciuta?

INTERVISTANDO I BRAIN SAGA

Come nasce l’idea di questo EP?

Computerized Vintage Music – Vol. I è la prima “trasmissione” di Brain Saga, quattro brani scelti per immergersi completamente in questo mondo e decifrarlo con i giusti elementi. È autoprodotto: siamo passati attraverso una minuziosa fase di ricerca stilistica seguendo una visione precisa e processando tanto materiale. La nascita e lo sviluppo della nostra musica sono totalmente guidati dall’atmosfera sonora.

Questi sono i suoni che sentiresti poggiando l’orecchio al confine dell’ambiente che raccontiamo: un mondo futuristico, lo-fi, dominato da incombenti edifici brutalisti e ampi spazi, bagnato da una perenne luce d’alba – o di tramonto, dipende dal punto di vista – e filtrato da una patina onirica. È qui che una grande entità computerizzata regna e trasmette l’idea che il futuro altro non sia che un passato modificato.

Volume I è il capitolo ideale per cominciare il viaggio e aprire questa saga, appunto.

Da cosa è partita la visione della musica vintage generata da un’entità computerizzata?

Essendo noi fan dell’immaginario fantascientifico vintage e della musica démodé, abbiamo messo insieme le cose, più o meno coscientemente. Il concetto, arrivato in maniera spontanea, ha dato senso alla musica e la musica ha dato senso al concetto. Questa chiave ci permette di parlare di cose molto vicine a noi, facendolo da una sana distanza e con occhio analitico.

La grande entità computerizzata genera musica randomica oppure segue una logica ben precisa?

Il “cervellone” è una matrice che esperisce, processa e infine trasmette i propri messaggi tramite suoni e musica, principalmente. Segue una rigorosa logica che può apparire insensata, ma è come il vicino strano e taciturno, bisogna solo capire come prenderlo, prima che lui prenda te.

Brain Saga

Non pensate che parte della musica prodotta al giorno d’oggi sia fin troppo generata dai computer?

Nel nostro caso, l’accessibilità dei mezzi ci ha consentito di realizzare quanto avevamo in mente completamente in the box, abbattendo i costi. Non è stato effettuato comunque alcun tipo di aggiustamento posticcio per “perfezionare” le performance. Ci sono le imprecisioni, ma sono proprio queste che rendono umane le cose, quindi più belle, almeno per noi.

In sintesi, finché la tecnologia aiuta a implementare la creatività, va bene. È quando la sostituisce del tutto che sorge un problema.

Chi sono i Brain Saga e perché ricorre (nel vostro nome e nell’EP) la suddivisione in più parti?

I Brain Saga sono le diverse sembianze con cui il cervellone si manifesta. Sono personaggi di un’altra realtà che guardano la nostra, come scienziati in laboratorio che osservano un esperimento di cui non capiscono l’esito, e questo esperimento sono le nostre vite. Si documenta un processo evolutivo, che si suddivide necessariamente in più fasi.

Cos’è il vintage nell’era dello streaming?

Tutto ciò che non è creato in funzione del momento storico corrente, con un pizzico di malinconia dei tempi andati e di slapback delay.

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