Molte storie ti lasciano qualcosa dentro di te dopo aver finito di leggerle, ma tra moltissimi romanzi thriller letti , pochissimi come il romanzo di Carrisi ha saputo provocarmi emozioni tanto contrastanti quanto reali.
Se doveste chiedermi, qual è il più grande pregio del romanzo, sarebbe: “La capacità dell’autore di lasciare continuamente di stucco il lettore”.
Ho sempre commesso l’errore di snobbare gli scrittori italiani, soprattutto quando parliamo del genere thriller.
Ebbene, non lo farò più.
Il romanzo è un continuo susseguirsi di rivelazioni e sorprese,e il numero di colpi di scena stupisce e lascia il lettore piacevolmente interdetto.
Superate le prime pagine non sono più riuscito a staccarmi dal libro.
Le tecniche d’indagine dei criminologi e della polizia scientifica sono davvero ben descritte e non fanno altro che conferire maggior realismo ai fatti narrati.
Il ritmo è davvero frenetico, non c’è un attimo di pausa.
I personaggi sono davvero ben caratterizzati , affascinanti e non banali. Ognuno di loro avrà una parte da recitare, fino alla fine. Una nota a parte per la protagonista, Mila, e per Il Dottor Gavilla. Davvero ben riusciti nella loro caratterizzazione.Vi sapranno sicuramente stupire.
L’autore fornisce poco a poco al lettore tanti piccoli tasselli di un mosaico geniale. Attraverso gli occhi della protagonista verrete catapultati in vari luoghi, ben descritti , ma geograficamente non definiti .
Lo stile è semplice e diretto, e la descrizione psicologica criminale che intervalla i momenti più frenetici del romanzo, frutto della grande esperienza di Carrisi in questo campo, ti permette di riflettere sui motivi che muove una persona apparentemente normale,a compiere gesti estremi e deprecabili.
Il finale? Superbo.
Cari lettori, se posso darvi un consiglio, leggetevi il romanzo e immergetevi nella storia.
Una volta entrati, non fidatevi di nessuno, nemmeno dell’autore.
“Tutti abbiamo un lato oscuro , Tutti abbiamo un segreto”.
Signor Carrisi,
Chapeau.
Consigliatissimo.
A cura di Simone Riggi
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