Selton: il Brasile a Milano e tanta buona musica

Può una canzone essere triste e allo stesso tempo capace di irrorare allegria contagiosa intorno a sè?

Con i Selton, tutto questo diventa possibile…Ritmi distesi, chitarre e percussioni euforiche. Una voce inebriante che accompagna il tutto, come una mano gentile pronta a condurre l’ascoltatore in altri mondi, in altri luoghi.

Questa band è la massima espressione del cosmopolitismo musicale e la loro storia parla da sé: quattro ragazzi di Porto Alegre  che  dopo anni  si ritrovano a Barcellona, dove decidono di fondare una band.

Le categorie, in questi casi,  servono a poco perchè si sgretolano al primo ascolto. La loro musica è qualcosa di diverso e di difficile catalogazione, una sorta di danza esotica che  si fa soave accompagnatrice e misteriosa musa. Coltiva odori e sapori lontani, accarezza l’ascoltatore con delicatezza, facendogli quasi l’occhiolino.

  

I Selton vivono e lavorano a Milano e sono una delle realtà più interessanti del nostro panorama musicale indipendente. Riavvolgendo il nastro riemergono dall’archivio tre album : “Banana à milanesa” (2008), “Selton” (2010),  “Saudade” (2013) e “Loreto Paradiso”(2016)

Hanno collaborato,tra gli altri, con il grande Enzo Jannacci e con Dente. La loro è una musica  armoniosa e confortante, un mix di chitarre gentili dove la voce del cantante Ramiro Levy è il giusto accompagnamento per i ritmi ovattati della band.

Ho apprezzato particolarmente: “Anima leggera”, “Buoni propositi”, “Across the sea” e “Piccola sbronza”.

Ascoltando e riascoltandoli più volte ho ritrovato un bisogno necessario che pensavo fosse assopito dentro di me ma che grazie alle loro note leggere pare essersi ritrovato: il bisogno di ballare. Leggero. Pulito. Infantile e puro.

Di Leonardo Scapin

Link per l’ascolto gratuito dei Selton:

Salvatore Giannavola

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