Neofascismo: Viaggio nell’Italia Nera

07.07.2016

È morto Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, finito in coma dopo essere stato picchiato da un ultrà della Fermana che ieri aveva aggredito, prima verbalmente parlando di «scimmie africane», poi strattonandola, la sua compagna di 24 anni, nel centro di Fermo»

1.06.2016

Accoltellano migranti poi scappano: aggressione shock sul lungomare di Salerno. E’ finita in un lago di sangue una rissa tra giovani campani e un gruppo di richiedenti asilo scatenata da un cellulare sparito: prima le accuse, poi dopo le ingiurie sono scattati i coltelli che hanno lasciato in terra un 18enne africano.

6.05.2015

Il mese scorso è stato denunciato per istigazione al razzismo un ragazzo ventenne di Caltanissetta, Gianluca Lipani, amministratore del sito web di bufale sugli immigrati SenzaCensura.eu. Molte delle notizie pubblicate erano inventate di sana pianta. Il giovane, interrogato dalla polizia, ha affermato di non avere pregiudizi contro gli immigrati, ma di volere soltanto ottenere più visualizzazioni per il suo sito e così aumentare i proventi derivanti dai banner pubblicitari.

12.07.2016

ROMA, 12 NOV – Nuova aggressione ai danni di uno straniero nei pressi del parco di viale Morandi a Tor Sapienza, quartiere alla periferia di Roma teatro delle violente proteste negli ultimi giorni. Lo si apprende dagli operatori del centro d’accoglienza. “Non è un nostro ospite, ma ha trovato riparo qui fino all’arrivo dell’ambulanza – spiega un’operatrice – Ha raccontato di essere stato aggredito e derubato nel parco da un gruppo di italiani”. Il giovane è arrivato nella struttura con il volto insanguinato.

Questi sono solo alcuni dei recenti episodi di razzismo verificatisi nel nostro paese. La crisi economica, l’aumento della povertà e  il fenomeno dell’immigrazione hanno determinato un aumento sostanziale delle manifestazioni di xenofobia in Italia e in Europa in cui i governi nazionalisti, forti del consenso di un popolo ormai disorientato, con post, cinguetti e interviste hanno riportato in auge becere e scellerate ondate di razzismo. Nuove espressioni di fascismo serpeggiano nella moderna società italiana del 2016.

Non vi abbiamo convito?  Scopriamo insieme cosa si nasconde dietro la coltre nera del neofascismo italiano.

Il reato di apologia al fascismo

« quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista. »

Questo è quanto riportato nel testo della Legge n. 645/1952  che sanziona il reato di apologia al fascismo. L’ordinamento italiano condanna chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

La norma prevede sanzioni detentive per i colpevoli del reato di apologia, più severe se il fatto riguarda idee o metodi razzisti o se è commesso con il mezzo della stampa. La pena detentiva è accompagnata dalla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Sì, ma almeno all’epoca di Mussolini….

Quante volte avrete sentito pronunciare questa frase? Tante, forse troppe. Ma ciò che sorprende di più è che la maggioranza di coloro che producono tali esternazioni, non ha mai vissuto in quegli anni, o comunque se c’era, era impegnato in attività che non implicassero il coinvolgimento della sfera politica: studiare, giocare a calcio, lavorare nei casi peggiori.

Sorge quindi un dubbio… Stiamo forse dimenticando le brutture e le colpe di una classe dirigente che ha governato il nostro paese dal 1922 al 1945?

  • Sistematico ricorso alla violenza contro gli avversari politici, sedi e organizzazioni, da parte di bravacci legati ai ras locali;
  • Torture, olio di ricino, umiliazioni, manganellate contro gli oppositori che spesso perdevano la vita a seguito delle violenze;
  • Circa 500 i morti causati dalle spedizioni punitive fasciste fra il 1919 e il 1922;
  • Don Giovanni Minzoni, fu assassinato in un agguato da due uomini di Balbo, nell’agosto del 1923. Nel giugno 1924, Giacomo Matteotti venne rapito e assassinato con metodo squadrista, e il gesto sarebbe stato esplicitamente rivendicato da Mussolini nel gennaio dell’anno successivo. Piero Gobetti, minato dall’aggressione subita nel settembre 1924, morì due anni dopo, in esilio. Giovanni Amendola deceduto per le ferite riportate in un’aggressione fascista subita nel luglio 1925;
  • Con la nascita dell’OVRA (Organizzazione per la Vigilanza e la Repressione dell’Antifascismo) venne razionalizzata la persecuzione degli antifascisti, con tutti i mezzi, legali e illegali. Anche l’omicidio politico in paese straniero;
  • Lo strumento ufficiale della repressione fascista fu invece il Tribunale speciale per la difesa dello Stato.
  • Nel 1926, che stabilì, tra l’altro, la pena di morte per chi anche solo ipotizzava un attentato alla vita del re o del capo del governo. Le condanne a morte furono 42;
  • Il regime fascista consegno circa 10.000 ebrei nelle mani dei nazisti;
  • Deportazione degli oppositori politici e di centinaia di migliaia di soldati che, dopo l’8 settembre, preferirono rischiare la vita nei campi di concentramento in Germania piuttosto che aderire alla Rsi.

 

Il mercato dell’oggettistica: cimeli, uniformi, foto e riviste

Fermacarte, busti col faccione di Mussolini, calendari magliette con immagini e slogan; c’è un mercato, per nulla sommerso, che ancor’oggi, in Italia è alimentato dalle richieste di oscuri collezionisti che tra mercatini e shop online muoiono dalla voglia di stringere tra le mani insulsi souvenir, paccottiglie, cimeli appartenuti all’epoca fascista o che semplicemente ne ricordano i fasti.

Per esempio, il portale  Soligostore offre una vasta gamma di prodotti: dalla carta intestata dei moschettieri del Duce, alle foto originali Mussolini ferito,  fino alla mitragliatrice giocattolo “Folgore” alla modica cifra di 600 euro.

Cattura

Sul sito Mymilitaria, invece, l’oggettistica è organizzata in categorie: medaglie, distintivi, documenti e autografi, manifesti, uniformi, accessori e fregi, libri, riviste e giornali, cartoline speciali, cartoline & foto originali, repliche & reducistica.

Il deputato dem  Arlotti, nel discorso a supporto della proposta di legge per la soppressione delle attività di vendita di oggettistica legata al fascismo, afferma:

«Il fenomeno della vendita di oggetti riportanti simbologie o immagini del Fascismo ha raggiunto proporzioni e livelli ormai inaccettabili. Gli esercizi commerciali sono cresciuti numericamente nel corso del tempo. Il volume di affari che ruota intorno a tali prodotti ha raggiunto proporzioni sempre più consistenti». 

Last-minute Dux guest house

Che ne dite di un bel weekend a Predappio, provincia di Forlì, precisamente in zona Cimitero Monumentale di San Cassiano?

Su TripAdvisor c’è un’intera pagina dedicata alla condivisione di esperienze e di opinioni di utenti che si sono recati alla tomba del Duce.

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Il Governo Renzi e l’antifscismo

Secondo quanto riportato da  AdKronos,  sono due ad oggi, targate entrambe Pd, le proposte di legge che si propongono di mettere fine ai ‘nostalgici’ del Duce.

Il deputato dem Emanuele Fiano ha depositato alla Camera una proposta di legge per inserire il reato di apologia di fascismo nel codice penale, previsto dal 1952 solo in legge, con la legge Scelba.

C’è poi la proposta di legge presentata dal deputato Pd riminese Tiziano Arlotti insieme ai colleghi romagnoli Marco Di Maio ed Enzo Lattuca, con cui si propongono modifiche alla legge Scelba del 1952 per punire la produzione, distribuzione, diffusione e vendita di oggetti raffiguranti immagini o simbologie del disciolto partito fascista.

La galassia del movimento nero, sempre più in crescita negli ultimi anni anche a causa dell’ondata di proteste e del lungo periodo di crisi economica, è molto più complesso di quello che si pensi. Attorno ai semplici movimenti  (Casapound e Forza Nuova, il primo guidato da Gianluca Iannone, il secondo da Roberto Fiore) ruotano una miriade di centri sociali, palestre, movimenti, associazioni studentesche.

I numeri: sedi aperte, web radio, redazioni

Secondo quanto riportato da Carmine Gazzanni su Linkiesta.it, i numeri continuano a crescere, aiutati dal clima sociale in cui viviamo: sedi aperte per tutto lo Stivale15 librerie, 20 pub, 8 associazioni sportive, una web radio con ben 25 redazioni in Italia e 10 all’estero, una web tv, un mensile («Occidentale») e un trimestrale («Fare Quadrato»). E migliaia i tesserati in giro per l’Italia. Questi sono quelli attribuiti a  Casapound.

Forza Nuova, invece, sembra un movimento alla deriva ( voci dagli addetti ai lavori) aggrappato ormai solo al suo leader Fiore. Costretto a sopravvivere anche a livello economico, molto diverso da Casapound. Clericale,innanzitutto. L’opposto,insomma,del movimento politico che vi abbiamo illustrato precedentemente.

Ci sono, nella “galassia nera” altri gruppi più piccoli ma non per questo meno significativi : “Alba Dorata”, “Movimento Fascismo”, “Destra Nazionale di Gaetano Saya” e molti altri.

Ma non è finita qui. Spesso, infatti, è il calcio ad essere usato come traino e pretesto per costruire, poi, una rete di violenza. E così ecco che tra gli ultras continuano a spopolare i gruppi di estrema destra. Secondo alcuni dati del Viminale  infatti, nel campionato di calcio appena trascorso, sono stati schedati  ben 403 gruppi ultrasTra questi, 155 manifestano un orientamento politico. E 93 sono di destra (un esempio è quello dell’Hellas Verona).

 Uno sguardo all’Europa

30.01.2016

Un centinaio di neonazisti dal volto coperto con cappucci e passamontagna neri ha compiuto un raid nel centro di Stoccolma, aggredendo immigrati e distribuendo volantini in cui si incita la popolazione ad attaccarli e in cui si minacciano i loro figli. La notizia, riportata oggi da vari media, si riferisce a ieri sera ed è accompagnata anche da un video amatoriale che mostra alcuni degli xenofobi che marciano nella stazione ferroviaria principale della capitale svedese. Secondo il giornale svedese Aftonbladet, i volantini distribuiti dai manifestanti ieri sera contenevano lo slogan “Adesso basta!» e se la prendono con i «bambini nordafricani che vagabondano per le strade», minacciando di infliggere loro «la punizione che meritano».

Il video: Gazzettadiparma.it

Il ritorno dell’ideologia neonazista ha fatto capolino negli anni ’90, nelle zone dell’est Europa, dove in alcuni stati dell’ex Unione Sovietica (per esempio la Polonia) si sono formati gruppi di destra nazionalisti. E sempre questi han portato alla disgregazione della Jugoslavia, dove Milosevic parlò della supremazia dell’etnia serba e generò un effetto domino in tutte le altre componenti dell’ex paese balcanico (bosniaci, croati, sloveni, kosovari, macedoni).

Nell’est Europa il nazionalismo sta prendendo molto piede (per molti la patria conta di più della propria famiglia).

L’incremento di questo tipo di estremismi, rossi o neri che siano, è una spia d’allarme di un fenomeno che ci fa capire che nel nostro continente qualcosa è saltato definitivamente: quando l’uguaglianza è boicottata, quando le differenze sociali anziché assottigliarsi diventano più evidenti e quando l’equità è solo una parola data al vento, l’estremismo è la soluzione più ovvia ed accessibile.

Connotato inizialmente da demagogia e qualunquismo, sfocia successivamente in intolleranza e violenza, bruciando tutto ciò che tocca come un fuoco che divampa.

La storia ci insegna a dubitare e a diffidare dagli estremismi più vari: fascismo,nazismo e comunismo hanno portato solo dolore e morte nel nostro continente e nel resto del mondo.

Articolo realizzato da Salvatore Giannavola e Leonardo Scapin

 

 

 

 

 

 

 

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