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E cmqmartina si scrive tutto minuscolo | Intervista

Cmqmartina ha vent’anni è vive a Monza, poco importa se non è Milano. Cresciuta con Elisa e Celentano, ma poi alle medie, che alla fine non è molto tempo fa, ha scoperto i Beatles e subito dopo Franchino che l’hanno cambiata dentro. Ora ha tre singoli all’attivo, diverse playlist Spotify e più di trecentomila streams.

In attesa dell’uscita del nuovo disco, cmqmartina è in tour per l’Italia a far baldoria con i Rovere.

Il 12 Dicembre all’Hiroshima di Torino, ho avuto la fortuna di conoscere nuovi pezzi in anteprima e vi posso confermare che sono una figata.

La sua spensieratezza adolescenziale si fonda con sonorità tecno grazie alla collaborazione con il suo produttore Matteo Brioschi.

Nella scena italiana abbiamo bisogno di artiste come cmqmartina e siamo pronti a scommettere che il 2020 sarà l’anno della consacrazione.

INTERVISTANDO CMQMARTINA

Chi è cmqmartina oltre all’artista?

Oltre all’artista sono una ventenne qualunque e i seguenti fun facts su di me lo dimostrano: sto cercando ancora di capire come comportarmi da adulta, adoro tornare a casa tardi la sera per fare incazzare mia madre e mi piace pensare di andare in giro in bicicletta per salvare l’ambiente anche se la verità è che non ho ancora la patente perché mi hanno bocciato.

Come ti è venuta l’idea di mescolare la la tecno con testi cantautorali?

In realtà non l’ho ben capito nemmeno io. Il progetto all’inizio aveva uno stampo un po’ diverso, un po’ più sull’indie, se così si potevano definire. Poi lavorando sempre di più con il mio produttore, Matteo Brioschi, abbiamo sperimentato parecchio per poi arrivare a questo, i miei testi cantautorali e le sue produzioni di musica elettronica, che tra l’altro è uno dei miei generi preferiti.

Lasciami andare è una fuga da cosa?

Di fatto la libertà intesa come sentimento è sempre stata uno dei miei topic preferiti. Mi sento tanto legata tutti i giorni della mia vita a questa ricerca infinita di indipendenza e di emancipazione da tutto e da tutti e mi piace stare sola con me stessa. Non che non abbia bisogno di nessuno per sopravvivere, ho tanto bisogno di quelle quattro o cinque persone che amo e della loro approvazione, ma ho un estremo bisogno dei miei spazi per assaporare purezza e libertà.

“Fammi un bel sorriso, come quello della foto”. Dove hai scattato la tua preferita?

Faccio parecchie foto nonostante non abbia alcuna competenza, sono proprio poco capace. Mi piace farmi fare foto di gruppo ma non amo farmi fotografare da sola. Comunque, vi allego una delle foto a cui sono più affezionata, l’ho scattata in mezzo alle montagne con tre delle persone che preferisco. Eravamo stanche, tra le montagne, dopo ore di camminata. Ma eravamo felici.

Ci puoi anticipare il titolo dell’album?

Sarò molto sincera. Se lo avessi scelto, ve lo direi. Ma purtroppo non esiste ancora, ho solo qualche idea in mente.

Come definiresti questo 2019?

Quest’anno è stato indubbiamente uno dei migliori della mia vita. Tra gioie e dolori eh, non è stato mica una favola, ma mi sono sentita viva come non mai.

Quali sono tre voci femminili che ci consigli?

Allora sicuramente Elisa, la butto lì. Magari i primi dischi, che sono stati essenziali per me. Poi c’è un’artista francese di cui mi sono innamorata, si chiama Vendredi sur Mer e fa musica elettropop. Infine i Gomma, band post-punk guidata da una voce femminile che io adoro, si chiama Ilaria.

Sei in tour con i Rovere. Qual è la loro canzone dove è fondamentale “alzare sta cazzo di radio” ?

Sono in tour con i Rovere e mi sto divertendo di brutto. Amo in particolare un loro pezzo che si chiama Silenzio, che paradossalmente, quando l’ascolto da sotto il palco in presa bene la interpreto come un urlo liberatorio e incazzato.

ASCOLTA CMQMARTINA NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAG

Nicolò Granone

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