Classe 1993. Per Giulia Bellanzoni, in arte Onnie, il canto è stata la salvezza. In seguito ad un incidente che l’ha costretta a letto per mesi, Giulia ha cominciato a cantare per se stessa, e oggi anche per tutti noi. Il suo ultimo singolo “Resto qui” parla delle paranoie che tutti noi viviamo nelle relazioni oggi, nell’era di Whatsapp e dell’assenza di vera comunicazione. Onnie è un’artista a tutto tondo, di stampo internazionale. Si è diplomata in canto, danza e recitazione e no, non intende scegliere una tra le tre. Alla base di ciò che fa e come vive c’è spontaneità, talento e voglia di reagire a tutto ciò che la vita le pone davanti.
Ciao! Il mio nome d’arte è nato con non poche difficoltà e per me ha un grande significato. Cambiare il mio nome mi sembrava quasi “contro natura”, come se non fossi io. Così ne ho scelto uno che mi facesse sentire a casa: “Onnie” è l’anagramma di Ionne, il nome della mia nonna materna. Mi è piaciuto subito come nome, soprattutto per il grande significato che ha per me.
Le avversità nella vita siano necessarie per una crescita personale, in tutti i campi. A volte ci succede qualcosa di traumatico che fa pensare di aver perso tutto, e invece secondo me è proprio da lì che ci si può reinventare, si può evolvere e trovare la forza di agire ancora, magari in un modo completamente diverso. Per me la musica è stata questo, una rinascita.
Tutto. Scrivo di quello che so e di quello che vivo mettendomi completamente a nudo. Credo di essere una ragazza che ha sempre cercato di sembrare forte ed indipendente, invece dentro di me c’è una ragazza che sogna, che ha paura. La canzone parla degli amori moderni: siamo un po’ tutti dentro a queste dinamiche, ecco perché ho deciso di mostrare il mio lato più fragile, sentivo che in tanti avrebbero compreso.
È innegabile che la tecnologia sia sempre più invadente nelle vite di tutti. Certo è più semplice e veloce parlarsi, ma proprio per questo a volte si preferisce farlo dietro ad un telefono piuttosto che di persona. È un’illusione. Le relazioni vere sono altre e quando sento i miei nonni parlare del loro amore, un po’ mi rattrista perché sento che noi, quell’autenticità lì non l’abbiamo mai provata.
Per tanto tempo mi hanno chiesto: “ma quindi tu cosa fai nella vita? Canti? Balli? Sei un’attrice?”. La verità è che io voglio essere tutto ciò che mi va di essere. All’estero funziona così già da anni, puoi essere una cantante ed anche attrice e nessuno storce il naso. Sono positiva nel pensare che piano piano la mentalità stia cambiando anche qui in Italia perché il talento non manca ed ognuno dovrebbe potersi esprimere nelle forme che crede.
Credo che questo genere abbia una forma di espressione molto particolare. Mi sono appassionata all’Indie perché credo sia molto intimo nel modo di esprimersi e nella scrittura. Per me l’Indie non è catalogabile, non è definito, mai banale. La maggior parte delle canzoni Indie che ascolto, le ascolto perché è semplice immedesimarsi e sentire l’emotività dei brani.
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