Milano 7 di Nicolaj Serjotti è un piccolo microcosmo dentro il quale è facile perdersi tra storie metropolitane in bilico tra distruzione e completa rinascita.
Questo album è l’ennesima dimostrazione di quanto le canzoni non siano solo un qualcosa composto da suoni e parole, ma un modo per vivere altre vite, facendo slalom tra sogni e ricordi che, quasi come per magia, riviviamo sulla nostra pelle anche se sono lontani anni luce dalle nostre esperienze più personali.
Talvolta i pensieri escono via dal nostro cervello andando a scatti come quando si versa il latte dal “Tetrapark”, mentre altre volte rinascono dandoci nuovi stimoli che possono farci raggiungere una nuova consapevolezza e la voglia di affrontare alcuni situazioni dentro le quali siamo immerse, da un altro punto di vista.
Cosa sei disposto a scegliere tra scappare o restare?
Più che altro sento il bisogno di immergermici.
Una risorsa. È un posto tranquillo che mi permette di staccare dalla fretta di Milano.
Lo scorrere del tempo su tutto direi. Dovremmo imparare a seguirne il flusso.
Credo di sì, i miei pensieri di solito non sono parole e lo diventano solo quando scrivo.
Sarebbe bello non abituarsi mai a niente, vivere sempre la novità.
Nessuno dei due, mi farebbe paura non averne.
Qualcuna, ma non più di chiunque altro.
Milano 7, però non da eremita. Sto bene qui con le persone che ho vicino.
Non so dirti, non seguo molto la scena indie italiana sinceramente.
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