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Giovanni Neve: “Sono le canzoni a trovare noi” | Intervista

Più che una chiacchierata, una serie di immagini in sequenza mixata. Giovanni Neve è un artista molto giovane, uno di quei cantautori che, attraverso la poesia, regalano fotografie di vita ben precise, offrendo nuovi spunti di riflessione a chi l’ascolta. Il suo singolo d’esordio “Camini” è uscito il 5 febbraio e, attraverso il racconto di una storia d’amore a distanza, assume diverse tonalità di rosso, azzurro e rosa intenso. Un po’ come i comignoli all’ora del crepuscolo.

Intervistando Giovanni Neve

Ciao! Sei giovanissimo, a che età hai incontrato la musica?

Ciao, penso che la musica ci sia sempre stata nella mia vita, non individuo un incontro, ma posso indicare persone che mi hanno messo in condizione di amarla. Penso a mia madre con le cassette dei Beatles e a mio padre con quelle di Celentano, poi man mano è diventata una scoperta sempre più personale ed ho deciso io che peso darle. La musica per me è da sempre un richiamo primordiale.

Come mai hai scelto “Neve” come nome d’arte?

La domanda me la stanno facendo in tanti e specifico sempre che il nome per intero “Giovanni Neve” è la traduzione di Jon Snow, noto personaggio a cui sono affezionato della saga fantasy Game of Thrones.

Poi chiaramente c’è anche un senso legato alla neve come precipitazione atmosferica. Ogni fiocco di neve è bellezza e fragilità, non esiste un fiocco di neve uguale all’altro e non ne esisteranno mai, così vale per noi, siamo belli ognuno a modo nostro.

Cosa hanno di speciale i camini?

Mi hanno sempre affascinato, sin da piccolo. Sono quasi dati per scontati ma un tetto senza camino dà sempre l’impressione che manchi qualcosa e le cose di cui si sente la mancanza sono sempre cose belle.

“Il cielo arrugginisce su un sogno a stelle e strisce”. Ci spieghi questa frase?

Richiamo la ruggine per dare ancora più rosso alle parole, per calcare il colore sulle immagini che cerco di disegnare nella testa di chi ascolta e soprattutto per pitturare e ritrarre bene quelle che ho nella mia. “Arrugginisce” si riferisce al cielo proprio per indicare che i giorni di autunno vengono consumati dal tempo, le ore di luce vanno diminuendo e tutto entra in simbiosi col fatto che due amanti sono lontani e uno di loro è negli States, per questo “sogno a stelle e strisce”.

“Camini” regala immagini ben precise, quasi irreali. Ti sei ispirato a dei paesaggi particolari?

Sì sì, chiaramente. Ho la fortuna di abitare in un posto dove i tramonti sono veramente surreali a volte e stare lì a fissarli in tutte le loro sfaccettature aiuta molto anche a guardarsi bene dentro. Mia nonna ogni volta che si accorge di un bel tramonto mi chiede “Sei andato là dietro?” per invitarmi a guardarli sul balcone dietro casa.

Qual è il rapporto musica/amore nella tua vita?

Senza la musica non avrei vissuto in un certo modo alcune vicende amorose e senza l’amore non avrei scoperto la musica. Ho la fortuna di aver vissuto sempre al massimo ogni storia d’amore e l’ho accompagnata con della musica meravigliosa, sempre adatta a come vivevo, per questo mi vien da pensare che non siamo noi a scegliere quale canzone ascoltare, ma tante volte le canzoni si fanno vive nella nostra vita.

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