Indie Talks

Riva: La confusione è una costante della vita | Indie Talks

E che mi dici del mondo, che sta succedendo?
Che mi dici degli altri, delle loro paure

E delle loro manie, se li faranno morire
Se serviranno a ricominciare oppure ad impazzire

Ascoltando i Riva emergono tutte le incertezze dei giovani d’oggi che sono immersi in un modo caotico, confuso e disordinato.

Anche nell’ultimo brano “Tu vedevi pioggia io vedevo solo fulmini” si percepiscono le difficoltà che ognuno di noi deve costantemente affrontare prima di trovare una giusta strada, rischiando di buttare via occasioni  e rimanere intrappolato nei ricordi.

RIVA X INDIE TALKS

Cos’è uno sbaglio?

Uno sbaglio è quando le tue azioni hanno conseguenze negative sul tuo percorso o su quello degli altri.

Ma bisogna anche perdonarsi, altrimenti diventi pazzo.

Per gli artisti è più facile trasformare la confusione in creativa?

No, credo che tutti possano sfruttare la creatività per mettere ordine nella propria testa: cucinare, ad esempio, è un grande atto creativo; oppure tenere un diario, disegnare.

Gli spazi immensi vi mettono ansia?

No, anzi, pace; prendere atto che c’è qualcosa di più grande di noi, che siamo una rotella minuscola dell’ingranaggio divino, rende consapevoli di ciò che puoi e non puoi controllare.

Avete mai maledetto la fortuna?

Al momento no. La cerchiamo.

Una canzone da mettere in loop quando scoppia la testa?

La Ritournelle di Sébastien Tellier.

Per cambiare le cose bisogna avere il coraggio di utilizzare un altro punto di vista?

Ovviamente sì, ma si deve, soprattutto, modificare una o più delle variabili, altrimenti rimani fermo per sempre.

Cuore o cervello: chi complica di più le cose e perché?

Personalmente il cervello mi dà molti problemi. Ultimamente scelgo sempre il cuore.

L’istinto è una risorsa o un pericolo?

L’istinto è una risorsa ma paradossalmente devi imparare a gestirla sennò combini un sacco di macelli.

Napoli è una città che ha saputo amarsi per difendersi dalle critiche degli altri?

Onestamente non so, e trovo difficoltà nel rispondere a questa domanda. Alcune critiche le comprendo, altre mi sembrano veramente gratuite.

 

Nicolò Granone

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