L’amore è un sentimento complicato perché vive senza regole e anzi quello che per qualcuno può essere giusto è sbagliatissimo per altri. Non esistono dei codici universali da utilizare a seconda di ogni occasione perché ogni cuore ha il suo diverso modo di battere.
Mèsa, con questo nuovo disco dal titolo “Romantica” s’immerge dentro rapporti instabili o duraturi che possono mutare da un momento all’altro distruggendo ricordi, ma allo stesso tempo creando nuovi impensabili legami.
Il cambiamento è un elemento che ci spaventa e incurioscisce, forse per questo che è impossibile sopravivvere all’amore e alle sue complicazioni. E poi, quando pensiamo che non ricapiterà mai più ecco che, come per magia, sentiamo ancora una volta le farfalle allo stomaco.
Per me la controindicazione principale nell’innamorarsi è il mal di stomaco: è lì che di solito sento nascere i problemi. Hai presente quando inizi a sentire la farfallina molesta che ti fa pensare?
Decisamente servono di più per conquistare: credo che il romanticismo debba essere spiattellato all’inizio, non è un qualcosa per farsi perdonare, ma per farsi innamorare. È per me qualcosa come scoprire le carte, dimostrare come si è veramente e capire subito se può andare o no.
Sì, bisogna chiedersi in generale se l’amore e le relazioni sono un’illusione che dopo un po’ svanisce quando passa quella magia iniziale. Se è uno è più cinico potrebbe pensare di sì, se crede nell’amore no. Fortunatamente per ora per me è un no!
Forse perché siamo meno visti. Perché c’è meno gente in giro, si vede di meno e ci sentiamo meno giudicati. Credo che buio ci faccia sentire più protetti.
La prima volta non si porta dietro tutte le delusioni che ci sono state le ultime. L’emozione c’è sempre, ma rispetto a quando ero un’adolescente le ultime volte che mi sono innamorata ho iniziato a farmi più domande cercando di razionalizzare la situazione: tutti dubbi che non ti poni quando ancora non hai preso batoste. Andrà a finire che a cinquant’anni ci metteremo a fare le liste dei pro e contro!
Decisamente, cambia perché si è coscienti di più cose: anche banalmente quando una storia finisce non lo sai quanto starai male, facciamo delle proiezioni che possono avversarsi oppure no, a volte cerchiamo di costruirci degli schermi per evitare di stare male anche se alla fine è inevitabile. Il punto per me non è il per sempre felici e contenti, l’importante è star bene giorno per giorno e progettare un passo alla volta.
Secondo me non c’entra il discorso di offrire di più per dimenticare la sofferenza precedente: ci vuole solo il tempo, che può esser molto di più di uno di quello che si spetta, ma prima o poi le cose passano. Io sono più per il guarire con calma.
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