PH: Claudia Pasanisi
Solitamente quando arriva il periodo delle vacanze il mondo prova a mettersi in pausa, a tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi, facendo sparire ogni voglia di pensare a tutti i problemi.
Fare finta di niente però non è la soluzione ideale ed ecco perché gli Alan, provocano e si arrabbiano nel nuovo singolo “Andiamo al mare”, scagliandosi contro un mercato del lavoro caotico, usurante e perché no, addirittura malvagio.
Le ferie sono un diritto dell’essere umano, ma quando i soldi sono quelli che sono, diventa inevitabile rinunciare al piacere, concentrandosi solamente sul dovere. E così anche provare ad organizzare una piccola gita fuori porta, scappando via dai problemi diventa un percorso tortuoso e stressante arrivando al punto di pensare che non ne vale neanche neanche la pena.
I giovani, in particolare, sono sottopressione, costretti a lottare tra bollette, casa in affitto e sogni nel cassetto, mentre la società è pronta a chiudere tutto e godersi il sole dell’estate.
Il duo milanese degli Alan, composto da Alex Malaguti e Andrea Chirico, ci regala un tormentone legato alla realtà di tutti i giorni, pieno di rabbia e sacrificio.
È più uno sciopero morale contro un mercato del lavoro sempre più distorto e sfidante per ogni generazione. La modernità non è un nemico, il fatto di non volerne cogliere le opportunità però si.
Il lavoro conferisce dignità all’essere umano ed il meritato riposo è parte della riflessione che ognuno di noi dovrebbe mettere in pratica per ricaricarsi al meglio e meditare sul proprio operato. Il guaio è che molti non riescono più a concedersi il momento del riposo poiché sono troppo impegnati nel sopravvivere quotidiano e purtroppo, con il coltello alla gola, a qualcosa devono rinunciare.
Che il socialismo utopistico è impraticabile perché l’uomo moderno non è in grado di pensare coralmente ad i problemi che lo affliggono. Sarebbe deluso nel vedere che in fondo anziché evolverci verso una coscienza comune, ci siamo involuti verso un egoismo solitario ed infruttifero.
È sempre più difficile vivere di qualsiasi cosa. La musica, come ogni altro settore nel quale un professionista vorrebbe esprimere il proprio amore verso il mestiere, è diventata una fabbrica di frustrazione. Tanto impegno e pochi riconoscimenti. Ahimè non si può vivere solo di sogni.
Nelle relazioni, la cosa più barbara che possa accadere è che l’eccesso di confidenza porti ad esternazioni verbalmente violente. In persone che si conoscono da sempre in particolare, si tendono a dire cattiverie che non verrebbero mai proferite a sconosciuti. È amore quello? No, è l’esercizio di un ricatto morale
La consapevolezza che non tutto sia rosa e fiori è una chiave per vivere in maniera matura ciò che alle volte sembra insostenibile. Quando il sesso va a gonfie vele e la stanchezza non prende ancora le membra, tutto va alla grande. I problemi fortificano le relazioni perché la volontà di superarli passa da una visione completa è consapevole della vita.
Mutuo un pensiero di Caparezza quando viene affermato che i fautori di questo pozzo di oscurità siano proprio coloro che si dichiarano luminari.
Viviamo in un epoca di relativismo ed oscurantismo inestricabile che avrebbe necessità di una vera e propria rivoluzione culturale
Atteggiamento di distaccata indifferenza, di ostentato disinteresse, di disinvolta noncuranza, nel portamento e nei movimenti…
Prendi l'arte e mettila da parte, non serve sempre trovare un senso delle cose o…
"La fine dei vent'anniÉ un po' come essere in ritardoNon devi sbagliare stradaNon farti del…
Si può affermare, praticamente con certezza matematica, che domani ci sarà il sole. Potrebbe piovere…
"Il disco si apre con "Ascension" che funge da introduzione all'album: fatto da attese e…
Dalla provincia, Alessandro Forte scrive un disco che in realtà è senza confini, è universale…