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IL CAIRO: “Mi sento il Mediterraneo cucito addosso” | Indie Talks

Se questa lunga e torrida estate sembra non finire mai allora lasciamoci cullare ancora dalle onde di “Maxi Gusto”, disco pubblicato da Il CAIRO lo scorso giugno e portato in giro durante il tour.

Il mare ha un potere terapeutico, permette di far respirare i sentimenti, anche quando la spiaggia è affollata di gente che prova a nascondere stress e frustrazione sotto al sole, bruciandosi la pelle insieme ai cattivi pensieri.

IL CAIRO ha incentrato questo ultimo progetto su luoghi che si affacciano sull’acqua salata, tuffandosi dentro emozioni fragili e instabili che a volte sbattono contro gli scogli mentre altre riescono a trovare il loro equilibrio seguendo la corrente della vita.

IL CAIRO X INDIE TALKS

Che luogo è il Mediterraneo?

Considero il Mediterraneo come il mio liquido amniotico, il luogo dove sono stato immerso ancora prima di respirare. Sebbene io sia nato a Milano ho passato intere estati al mare, sulle coste del Mediterraneo, da nord a sud. Mi sento il Mediterraneo cucito addosso, negli immaginari, negli odori, nel gusto, in tutto.

Sott’acqua anche i pensieri pesano di meno?

Assolutamente sì, l’acqua è un luogo fuori dal tempo e fuori da ogni preoccupazione per me.

Che Maxi Gusto ha il mare?

Ne ha parecchi: il pesce crudo, l’ombra dei pini marittimi, le creature che lo abitano, i ghiaccioli che si sciolgono, le partite a carte. E mille altri gusti che non riuscirei a scrivere in mille pagine.

PH: Ufficio Stampa

“Ma dov’è andato il tempo, passato sullo scoglio”? La fine è sempre un pugno nello stomaco?

Spesso lo è, ma a volte è anche una liberazione. Ad ogni fine può corrispondere un inizio.

Quale animale marino ti piace essere?

Un capodoglio. Essere capace di immergersi fino a 3000 metri di profondità.

Tre perle musicali che potremmo aver perso in questa torrida estate?

Mondo Rosso – Generic Animal (strappa il cuore)

V – Unknown Mortal Orchestra (magico)

Fase Luna – LA Priest (psichedelico)

Hasta Luego: sei sperduto da qualche parte, su di un isola deserta, di cosa hai davvero bisogno?

Senza ombra di dubbio di una chitarra.

Di cosa parleresti se avessi l’occasione di osservare il mare d’inverno con Loredana Bertè?

Dell’assolo di synth sull’outro di “In alto mare”.

Le vacanze sanno di promesse e bugie, sei d’accordo con questo pensiero?

In realtà non troppo. Promesse di sicuro, bugie non credo. Siamo noi che a volte viviamo le vacanze e l’estate come un momento passeggero, un tradimento o una bugia. L’estate ci sarà per sempre, va e viene ma ci aspetta come un’amica fedele. Se fosse sempre estate non proverei la malinconia, la nostalgia, due sentimenti per me imprescindibili per vivere la vita veramente.

PH: Ufficio Stampa

 

Nicolò Granone

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