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Quando il sole cala s’illumina Loser | Intervista

“Quando il sole cala” è il primo album di Loser, artista che unisce sonorità indie e rap raccontando rapporti intimi fatti d’amore e amicizia. La notte illumina le fragilità delle persone che sono costrette a confrontarsi con se stesse, guardandosi dentro. In questo modo chi ha un animo d’artista può elaborare esperienze e sentimenti usando la creatività per arrivare ad una nuova visione della vita.

Loser ha il coraggio di fare mente locale, toccando tasti privati, in maniera delicata, ma forte allo stesso tempo, con la consapevolezza e la voglia di emergere attraverso le canzoni.

Questo disco diventa quindi un momento per confrontarsi con la realtà del quotidiano, cercando diversi punti di vista all’apparenza personali che però allo stesso tempo possono essere condivisi con chi ha vissuto esperienze comune, diventando sfogo e appoggio per chi è alla ricerca di speranza o coraggio.

INTERVISTANDO LOSER

La scelta di chiamarti Loser nasconde una voglia di rivincita?

Esattamente, ha un doppio significato, uno legato alla voglia di rivalsa verso il mondo, per spiegare l’ altro devo necessariamente raccontare una storia: da piccolo ero sempre quello che perdeva, in qualsiasi gioco facessi, il mio migliore amico dell’ epoca iniziò a chiamarmi “perdente” per sfottermi, da allora non l’ho più lasciato.

Quando il sole cala diventa più facile dialogare con i propri pensieri?

Quando il sole cala succedono tante cose, alcuni riescono a dialogare con se stessi, altri si rifugiano nelle coperte, la cosa certa è che siamo dannatamente veri, ed è il momento in cui l’ essere umano cresce come persona.

PH: Borraccino Giovanni

Se la solitudine diventa una scelta acquisisce tutto un altro significato. Che rapporto hai con te stesso? Le canzoni e lo scrivere i testi sono elementi che ti aiutano a esplorare alcuni aspetti della tua emotività?

La musica è la mia migliore amica, la mia psicologa, devo tutto a lei.

Durante i lunghi periodi di cambiamento della mia vita ho perso rapporti, luoghi e cose, lei è sempre rimasta.

Scrivere aiuta a esplorarmi, aiuta a crescere.

“Buio” e “Luce”, presenti nel tuo disco sono collegate e rappresentano due facce della stessa medaglia?

Sì. Non c’è buio senza luce, non c’ è luce senza buio, nel mio disco come nella vita penso siano sempre strettamente collegati, tocca a noi decidere in quali delle due fasi si vuole vivere.

Hai descritto la scena musicale come un mare. Quale potrebbe essere quindi il tuo stile di nuoto?

Sembra banale come risposta, ma lo stile è quello libero, per il semplice motivo che mi piace spaziare molto tra i generi, dall’hip hop all’ indie, adoro sperimentare.

L’atterraggio è più importante della caduta?

L’atterraggio è tutto ma è importante cadere perché serve per capire come atterrare. 

Come il buio e la luce sono facce della stessa medaglia, nella vita c’è bisogno di cadere.

Hai mai avuto la sensazione di dedicare la giusta canzone alla persona sbagliata?

Spesso, tante tracce non escono per questo motivo, rimangono ferme sul pc per anni, come lo è stato questo disco, finché non succede qualcosa per cui diventa doveroso lasciarle libere.

PH: Borraccino Giovanni

 

Nicolò Granone

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