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Sinistri Corti: “Amici nella protesta e nella musica” | Intervista

I Sinistri corti sono più che un semplice gruppo punk rock demenziale nato per caso nel 2018. Sono 5 amici.

Con l’atmosfera che sembra provenire direttamente da una sala prove e testi che mettono in discussione ogni regola con una certa goliardia, provano a trascinare chi li ascolta in un mondo di pura disobbedienza sonora.

“Il trono della plebe”, disco uscito il primo maggio, è una protesta scherzosa che in realtà mette in evidenza alcune contradizioni di un mondo e di una società perfetta all’apparenza, ricca allo stesso tempo di fragilità e contradizioni. La musica così diventa occasione per far festa, brindare alla distruzione ed essere partecipi in prima linea per provare a cambiare le cose con un po’ di sano rock.

INTERVISTANDO SINISTRI CORTI

Il progetto Sinistri corti nasce da rabbia e voglia di criticare un sistema con parecchie lacune?

No. In realtà il progetto è partito quasi per caso come un gioco che poi piano piano si é evoluto, sia musicalmente che nelle tematiche dei testi, mantenendo sempre ed ovviamente lo spirito goliardico con cui vogliamo continuare ad esprimerci.

Il vostro album “Il trono della plebe” è uscito il primo maggio, è stata una casualità?

In realtà si. E stata solo una questione di tempi tecnici tra registrazione e stampa.

Quanto siete rock?

Dipende da cosa si intende per rock. Sicuramente quando siamo insieme a divertirci sparando cavolate o a suonarle siamo delle rocce.

PH: Ufficio stampa

Suonando insieme e facendo musica si possono combattere questi “Tempi stronzi”? Com’è la vita di questa band?

Ogni generazione ha avuto i suoi “tempi stronzi” , addirittura ogni persona, questi sono i nostri. Sicuramente stare insieme tra amici è una buon modo per tirare fuori un bel sorriso.

Per rispondere alla seconda parte della domanda, questa band è come una famiglia, un ecosistema perfettamente bilanciato (non si sa come) ,funziona…punto. questione di chimica come la relazione con la tipa che ti piace, ci piacciamo, ognuno di noi dà il meglio di sé per gli altri.

Ascoltate e cercate ispirazione all’estero o siete fan della musica italiana?

“Ndo cojo cojo” nel senso ad ognuno di noi piacciono cose simili ma allo stesso tempo distanti tra loro

Quali sono le controindicazioni del vivere in Italia oggi?

Può causare nausea e flatulenza. In caso di sintomi persistenti rivolgersi al proprio medico di base. Per le controindicazioni leggere il libretto illustrativo. Ma sto libretto chi ce l’ha?

PH: Ufficio stampa

Che rapporto avete con il potere?

È un tipo.

La società ha mai provato a farvi sentire come uno zero?

La canzone in questione parla della “guerra tra poveri” per un pezzo di pane in piu. Però ho appena preso l’aumento in busta quindi moderiamo i toni.

Inventatevi una Fake News che potrebbe sconvolgere la scena musicale?

Pupo in realtà si leccava il dito.

PH: Ufficio stampa

I social sono anestesia per il pensiero?

Ovviamente si ma quella canzone  non parla necessariamente  dei social. Si  lascia all’ascoltatore libera interpretazione. Così magari la spiega anche a noi.

L’ignoranza alla fine è un modo come un altro per scappare dai problemi e non voler interrogarsi su domande complicate?

Assolutamente no, anzi la canzone dice proprio il contrario. La canzone parla proprio dell’ignoranza dilagante tanto da poter ballare sui problemi.

 

Nicolò Granone

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