PH: Gionassi
Speakeasy: “Ringraziamo i difetti perfetti” | Indie Talks
“Nati Inciampati” è un titolo che dice già tanto, ed esalta una certa vocazione al dolore e alla caduta. Quello degli Speakyeasy però non è un martirio all’altare del rock o un salto nel vuoto per provare a riuscire a salvarsi, nel modo più folle possibile. Queste canzoni hanno un anima profonda che lottano contro la realtà del quotidiano, a volte con rabbia mentre altre accettando gli errori come esperienza. I protagonisti di queste storie sono giovani che ogni giorno portano avanti delle piccole battaglie, per arrivare alla sera e ricominciare il tutto la mattina dopo.
Quando cado prendo fiato, questo è il messaggio. Perché nonostante tutto ci sono sempre mille possibilità per rimediare i propri sbagli e andare avanti, riuscendo a conquistare quella redenzione simile alla felicità.
«NATI INCIAMPATI è il nostro primo album. Per il titolo dobbiamo ringraziare una nostra amica che quando ha usato questa espressione è risuonata dentro di noi prepotentemente. Perché è un po’ la condizione a cui siamo sottoposti tutti, no? Inciampare è un aspetto necessario della condizione umana: serve a farci riprendere fiato, a vedere le cose da un’altra prospettiva, a fermarci, a chiedere aiuto quando non riusciamo a rialzarci da soli, a capire che un errore non è la fine dell’universo. E questa condizione stride con quello che il mondo ci chiede al giorno d’oggi: precisione, velocità, performance, risultato, numeri, perfezione. In un mondo del genere, noi rivendichiamo il diritto di poter inciampare, di poter sbagliare, di non avere le idee sempre chiare, di tentennare quando abbiamo un dubbio, di prenderci il nostro tempo. Perché magari un giorno un inciampo diventerà lo slancio con cui prenderemo il volo.»
Questa bellissima fragilità rende forte il concetto del disco, ed esalta una band che alle paure, risponde mettendoci cuore, sentimento e sincerità, senza tradirsi assolutamente.
INTERVISTANDO SPEAKEASY
Più si nasconde il dolore, più fa male?
Sicuramente più si cerca di tenersi dentro il dolore, così come altre emozioni come rabbia e tristezza, più fa male, a volte anche solo il gesto di parlare con qualcuno di quello che non ci fa stare bene, può alleggerirci da questo peso. La musica può essere un grande veicolo di sfogo sia per chi la scrive e la suona, sia per chi la ascolta.
Quanto pulsa di sangue questo disco?
È stato concepito in maniera molto viscerale, di istinto, abbiamo provato ad esprimere in parole nostre la crescita a 360 gradi, di quegli aspetti che ci hanno cambiato, resi più grandi e consci di quello che ci succede attorno, nel bene e nel male.
Il talento più grande di George Best era essere se stesso. Anche voi nel vostro modo di porvi artisticamente portate questa libertà e forza?
No. Vorremmo essere ancora più liberi e consci della nostra forza, è proprio per questo che è nata una canzone come George Best. Un inno che ci ricorda come ogni giorno potremmo essere più liberi.
Deludono più le aspettative degli altri o quelle fatte sugli altri, magari senza sapere?
Le aspettative degli altri possono essere un peso sulle spalle a volte ma credo che sia peggio quando qualcuno su cui avevi delle aspettative ti delude, perché è un po’ come se la fiducia che avevi in una persona sia stata malriposta.
Ci sono sogni che muoiono di gelosia?
Non credo che i sogni siano gelosi. I sogni sono benzina. Se un sogno finisce, è perché è diventato realtà o perché non era abbastanza forte da sopravvivere al lavoro quotidiano che richiede un album come questo.

La verità è un pugno nello stomaco necessario, che allo stesso tempo può servire a reagire?
Può sicuramente aiutare a reagire, ma prima la verità deve essere capita e accettata come tale, altrimenti si finisce per continuare a sbagliare e ripetere sempre gli stessi errori
Bisogna essere sempre pronti agli urti della vita perché….?
Tutto può succedere, ma è anche sbagliato vivere con l’angoscia di dover essere sempre preparati al peggio, la giusta dose di consapevolezza può tenerti in piedi anche dopo gli urti più forti.
Si cerca sempre di trovare dei difetti, ma cosa vi rende fieri di essere la vostra generazione?
La nostra generazione sta ereditando un mondo in fiamme, bisogna essere orgogliosi di chi come noi crede ancora nei sogni e nell’esigenza di voler trasmettere qualcosa ai nostri coetanei e alle prossime generazioni.

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