Musicultura (Terza serata Audizioni) altre sei storie sul palco del Lauro Rossi

Musicultura (Terza serata Audizioni) altre sei storie sul palco del Lauro Rossi

Di Christian Gusmeroli

Terza serata di audizioni per Musicultura al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Dopo i primi dodici artisti passati sul palco nelle serate precedenti, altri sei protagonisti si alternano davanti al pubblico con l’obiettivo di conquistare un posto nelle fasi finali della rassegna dedicata alla nuova canzone d’autore italiana.

Dea Culpa e Ciao Sono Vale100 giorni”, il brano presentato dalle due artiste, unisce una sensibilità cantautorale a sonorità più contemporanee. Purtroppo, per problemi tecnici, la performance non si è sentita molto bene per chi seguiva da casa attraverso lo streaming. Più fortunata invece l’esecuzione di “Pelle viola”, altro brano proposto dal duo. Va sottolineato il fatto che il progetto nasce dall’unione di due realtà distinte. Entrambe le artiste hanno un percorso da soliste ed è la prima volta che si esibiscono dal vivo insieme. 

Kresta e la sua Hit” che lui stesso spera che non sia una hit come più di una volta ripete nel testo. Un pezzo ironico e dissacratorio sull’attualità e anche, probabilmente, sull’industria musicale. “Gallo pazzo”, altro brano selezionato, conferma la propensione dell’artista a muoversi in un mondo che fonde rap, rock ed elettronica e lo rende molto interessante. Non banale nei contenuti che in entrambi i pezzi attingono al sociale e al politico. 

Daniela Spalletta presenta “Rosa” e non è il classico brano cantautorale, ma essendo anche una vocalista, si impegna in un’esibizione che mescola poetica e sperimentazione vocale. In certi passaggi non ho potuto fare a meno di pensare ad Antonella Ruggiero. Il secondo brano è un pezzo in dialetto siciliano, non è il primo di questa edizione, dal titolo “L’amurusanza”. Musicalmente le influenze sono jazz e barocco.

Dieci che con Per Roma” fa una dedica particolare alla sua città. “Tanti auguri” la seconda proposta. La scuola romana di nuova generazione, di cui si parlava già ieri, la si respira anche oggi. I mondi rievocati sono quelli di Gazzelle. Frasi semplici, immagini urbane, nostalgia sentimentale.

Carillon è il nome dell’artista e anche il nome del primo brano portato. “Carillon” è chiaramente un brano autobiografico ed è sicuramente il modo migliore per presentarsi al pubblico in sala che magari l’ascolta per la prima volta. “Amen” è invece un brano molto più crudo. Una canzone piena di rabbia, dolore e consapevolezza. Una voce graffiante e sicuramente meritevole del vostro ascolto.

Giovanni Toscano era uno di quegli artisti che avevo selezionato di attenzionare in questa edizione. “Emma” è una canzone sull’amore e sulle occasioni perdute, del capire troppo tardi il valore di un amore. Quando oramai è perduto. “A volte” è il brano che chiude la terza serata. Un brano che ribalta il significato di canzone d’amore. “Vorrei che tu fossi un’amica e che non ci fosse un letto”. Parla della fatica di una relazione e del voler cercare qualcosa di meno impegnativo. Un testo che passa dalla voglia di stare lontano e di essere indipendente da una persona ma al contempo racconta quanto sia difficile dimenticare i suoi occhi. Sicuramente un tema atipico per una canzone che non può che attirare attenzione. Continuo ad affermare che siamo in presenza di un artista che merita una particolare attenzione.

Vincitore di serata, sempre su decisione del pubblico, viene proclamato Giovanni Toscano. Con poca sorpresa.

Anche questa terza serata aggiunge nuovi tasselli al mosaico di questa edizione di Musicultura. Sei artisti diversi tra loro per linguaggio, sensibilità e visione musicale, ma uniti dalla stessa esigenza: trovare nella canzone uno spazio autentico di racconto.