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OCEANO MARE DI ALESSANDRO BARICCO (la recensione)

 

<< C’è qualcosa di malato in questo posto. Non te ne accorgi?  I quadri bianchi di quel pittore, le misurazioni infinite del professore Bartleboom …e poi quella signora che è bellissima eppure infelice e sola, non so…per non parlare di quell’uomo che aspetta… quel che fa è aspettare Dio sa cosa, o chi… E’ tutto… è tutto fermo un passo al di qua delle cose. Non c’è niente di reale, lo capisci questo?>>

 

Oceano mare non è semplicemente un romanzo. Piuttosto è un naufragio, un viaggio alla ricerca della  salvezza, una scoperta continua e molto intima. Questo capolavoro, pubblicato per la prima volta nel 1993 da Alessandro Baricco, solleva il lettore dal mondo reale e lo accompagna, a volte quasi con frenesia e violenza, alla scoperta di sensazioni nuove e di pensieri leggeri. E’ diviso in tre parti: Locanda di Almayer, Il ventre del mare, I canti del ritorno. Attraverso questa suddivisione l’autore scandisce un tempo che in realtà non esiste nel mondo che ci presenta e proprio per questo rende ancora più piacevole la lettura.

 Tutti i personaggi presentati diventano protagonisti, occupano uno spazio proprio all’interno del racconto e alla fine si ricongiungono quasi come le tessere di un mosaico. Apparentemente non hanno nulla in comune ma in realtà tutti sono alla ricerca di qualcosa. C’è un pittore, Plasson, che non fa altro che dipingere tele lasciandole bianche, cercando gli occhi del mare per iniziare il proprio dipinto; il professore Bartleboom che prende le misure di ogni oggetto per poter scrivere l’Enciclopedia dei limiti ; una donna bellissima, Madame Deverià, condannata a passare tutto il tempo della propria vita in un luogo scelto dal marito per farle scontare la pena dell’adulterio; una bambina troppo sensibile, Elisewin, che cerca di scappare dalle braccia della paura per curare la propria “malattia”;  un prete, Padre Pluche, che guidando la bambina alla scoperta della vita perde la propria strada. Padre Pluche scrive preghiere che sono quasi conversazioni con Dio,  fra queste: “Preghiera per uno che si è perso, e dunque, a dirla tutta, preghiera per me”.

Il protagonista del secondo libro, Il ventre del mare, è Adams, un uomo che vive l’esperienza del naufragio e perde la donna amata. Adams si scontra con la vita e si reca alla Locanda di Almayer per trovare pace e giustizia. I suoi occhi sono profondi come il mare che ha inghiottito il suo futuro. In questo secondo libro è chiaro il riferimento dell’autore al dipinto  “La zattera della Medusa del pittore romantico francese  Théodore Géricault.

Infine, nella locanda c’è una settima stanza in cui si trova un uomo che non esce mai.

Alessandro Baricco è riuscito a racchiudere tutti i pensieri, le sensazioni, i malesseri e i desideri dell’uomo in un’opera immensa, senza limiti spaziali o temporali.

A cura di Carla Giammusso

Salvatore Giannavola

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