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SANTACHIARA: “Volete la tessera del Minimarket?” | Indie Talks

Si può immaginare un album come uno scaffale con diverse canzone nascoste al suo interno, alcune sistemate in prima fila mentre altre bisogna un attimo scoprirle ascolto dopo ascolto, sicuramente una situazione migliore rispetto alla realtà nella quale rischia di esserci sovrapposizioni tra artista arte prodotto e mercato.

Santachiara con una certa dose di provocazione, chiama il suo disco “Minimarket” e si mette a vendere creando prodotti che non esistono per sponsorizzare i nuovi brani, attivando una creativa azione di guerriglia marketing sotto casa.
Ho voluto usare le stesse regole imposte dal mercato per ingaggiare il pubblico, ma spostando tutto in uno spazio più umano, il minimarket appunto, che con la sua diversità di prodotti riflette perfettamente la varietà di suoni e generi che compongono questo disco

Dalla mercificazione e logiche capitalistiche si arriva  invece a dare un senso ai sentimenti, emozioni e stati d’animo vissuti negli ultimi anni che trovano il loro sfogo nelle varie tracce del disco.

SANTACHIARA X INDIE TALKS

Entrando in un Minimarket  quale canzone ti piacerebbe sentire?

Probabilmente “cane e coda” se sto preso a bene e “nessuno” se mi girano

Fare la spesa che genere di musica è?

Dipende dal giorno, ma in generale direi un mix di cose quindi forse “crossover”

A quali acquisti inutili sei affezionato e perché?

Non sono particolarmente affezionato ad acquisti inutili, gli adesivi forse sono la cosa più inutile che mi piace comprare. 

Mi permettono di portare i ricordi dovunque e poi mi piace il design. 

Ti mettono ansia le date di scadenza?

Prima molto, adesso poco e raramente.

PH: ufficio stampa

Meglio il risparmio o la comodità?

Comodità tutta la vita

L’online ha cambiato di più la musica o il commercio?

Sicuramente il commercio della musica. 

PH: Ufficio Stampa

Il mercato cerca degli artisti brand?

Il mercato cerca artisti nuovi da brandizzare più che altro. 

Se il prodotto non è catalogabile è difficile trovargli uno scaffale.

Che valore ha l’arte oggi?

Sempre altissimo, è l’unica cosa rimasta inconsumabile e forse l’unico mezzo attraverso il quale qualcuno può esprimersi liberamente.

Nicolò Granone

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