PH: Paola Zerbini
L’altra sera prima di uscire ho sfruttato la tecnologia e mi sono divertito a chiedere all’intelligenza artificiale possibili abbinamenti di outfit, e la cosa che mi ha incuriosito sono state le varie combinazioni proposte, ognuno con il suo perché. Forse l’essere umano preferisci il consenso, piuttosto che difendere il suo essere, anche fuori da certi schemi.
La moda è qualcosa che fa parte del gusto comune o è soprattutto anche la capacità di farsi notare, distinguendosi dal contesto. Popa ha creato un suo stile, un modello di riferimento che strizza l’occhio anche all’eleganza e al fascino delle sciure milanesi, che girano la città senza farsi troppi problemi difendendo la loro idea di apparire.
Popa costruisce un universo coerente e riconoscibile, in cui ogni dettaglio, dai cappotti beige alle luci stroboscopiche, contribuisce a definire un’estetica precisa, elegante e ironica. Un racconto che parla di solitudine e desiderio, di identità e trasformazione, di quella tensione continua tra il restare e il partire.
Nel nuovo album “Nuda Proprietà” c’è anche una riflessione sull’estetica della vita, è sul fatto che sia importante seguire un proprio modello interiore, con la consapevolezza che nulla sarà eterno, a tutti toccherà invecchiare e quindi bisogna cogliere il tempo e le sue occasioni. Non c’è davvero una malinconia di fondo, anzi c’è una libertà che crede sempre in una nuova possibilità, anche quando agli altri sembra scaduta.
No, anzi. Non vedo l’ora. Spero che con l’età arrivi finalmente anche a me un minimo di saggezza.
Sì. Per esempio, l’esperienza del clubbing a Riccione.
Andrei a ballare con i Boney M.
Invernali. Adoro i maglioni di lana, anzi, adoro essere coperta dalla testa ai piedi. Amo i cappotti pesanti con i bottoni intrecciati in pelle, che faccio scorrere tra le dita mentre mangio un risotto caldo. Collant color panna, scarpe abbinate alla borsa con stampa coccodrillo e due orecchini d’oro pesanti. Uno scudo, insomma.
Perché ogni volta che apriamo l’armadio ci ritroviamo a dire: “I have nothing to wear”.
Sempre. Qualche anno della mia vita, un ricordo, uno stato d’animo, un punto di vista.
Nuda proprietà parla dello zeitgeist degli ultimi anni: ambizioni, sogni, viaggi e amori impossibili, tutti avvolti da una malinconia urbanistica.
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