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Cassio: “Mamma”, la ribellione degli abbracci | Indie Talks

La frase “la mamma è sempre la mamma” è vero non passa mai di moda, però è un po’ scontata per introdurre il nuovo brano di Cassio, dedicato proprio alla figura del genitore e al suo farsi portatrice, anche inconsapevolmente, delle sofferenze del figlio.

Meglio concentrarsi sui comportamenti che vivono dentro questo rapporto. Diventa quindi necessario empatizzare con l’adulto, anche se in certe occasioni, specialmente durante alcuni periodi della vita capita di cercare lo scontro invece che l’abbraccio.

Cassio, sia nel testo che nel video, riscopre l’indole del bambino e forse la semplicità di un periodo felice che si è perso con il tempo, portandosi via non solo i ricordi, ma anche una Livorno che non c’è più. La nostalgia del cambiamento trovo conforto dentro il rapporto con la madre, che dopo periodi di marachelle e preoccupazioni, si riallinea in amore, rispetto e gratitudine.

Una canzone sincera e tenera, che però Simone (Cassio artisticamente e non all’anagrafe) ha voluto dedicare a sua madre, anche se forse lei ancora non lo sa, ne  ha ancora ascoltato il brano. Questa goffa tenerezza ci fa emozionare.

CASSIO X INDIE TALKS

Qual è stata la recensione di mamma al tuo nuovo brano “Mamma”?

Mmmh… non lo so. Non ne ho parlato con lei. Mi vergogno.

Ci sono dei segreti che non le hai ancora confidato?

Minchia. Tantissimi…

Quando si è piccoli si legge la storia della buonanotte insieme, tu cosa vorresti raccontarle della tua vita d’artista?

NIENTE.

Partendo da una stazione insieme dove ti piacerebbe portarla?

Sai che non lo so?

La porterei… ovunque.

Lei mette il becco sulla tua vita sentimentale, anche se l’amore è da scemi?

No, non molto. A volte ci prova ma, la blasto.

Crescendo diventa inevitabilmente cercare un distacco?

Succede, ma non perché io lo cerchi. Perché  si cresce.
Un genitore rimarrà sempre un genitore, e io rimarrò sempre un figlio.
Ma… un bambino diventerà un uomo, e quindi si creerà per forza una distanza.
Il che non vuol dire che non ti vorrai più bene.
Anzi.
Vorrà dire che il rapporto maturerà, diventerà un rapporto più adulto.
Spero.

PH: Mattia Zoppellaro

Perché si può avere paura degli abbracci?

Beh fanno paurissima gli abbracci.
L’abbraccio è un momento talmente intimo e ti rende così fragile, è un tipo di contatto atavico, un tipo di contatto talmente profondo che… fa paura.
Forse fa paura nella misura in cui non ti senti apposto o ti senti di avere qualcosa di cui tormentarti.

La musica dei tuoi genitori è cambiata rispetto alla musica di oggi?

Grazie al cielo sì.

Siete mai stati ad un concerto insieme?

Sì, siamo stati ad un concerto insieme. L’ho portata a vedere Antonellone Venditti.
Ciao Antonello.

PH: Mattia Zoppellaro
Nicolò Granone

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