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Itto: “Tutto naturale è il mio nuovo modo di vivere” | Indie Talks

“Siamo pesci piccoli nati controcorrente, scopriamo piano piano dove va”

Siamo animali, umani, che viviamo spesso come alieni in un mondo naturale, spesso in contrasto solo per ottenere finti vantaggi o perché siamo consumati dalla fretta e dalla ricerca spasmodica della comodità, al di là di giudizi morali o scelte sensate.

Itto in questo disco riscopre un nuovo stile di vita, più legato non solo alla terra, ma anche ai sentimenti e alla loro spontaneità, imparando ad accettare tutto quello che succede senza sentirsi obbligato a programmare o inseguire una felicità artefatta.

Il suo studio diventa il mondo, in giro tra Italia, Stati Uniti e Spagna ha vissuto paesaggi d’emozioni che ha impresso in musica, tutto senza la necessità di cercare di rendere tutto più bello con l’aggiunta di filtri, e questa sincerità si percepisce.

ITTO X INDIE TALKS

Qual è la tua natura di musicista?

Sono nato musicalmente come batterista più di 20 anni fa, ed ho creato le mie prime band punk rock in garage. A 15 anni mi sono poi approcciato alla chitarra, grazie a mio padre che mi ha insegnato i primi accordi, ed ho iniziato a scrivere canzoni country/folk in inglese.

Ho fatto tanti giri, ho scoperto il cantautorato italiano adottando uno stile sempre più “indie”, finché mi sonotrovato a vivere a Milano e lavorare come autore e producer su dischi pop mainstream. Ho seguito la corrente senza essere sempre pienamente consapevole di cosa stavo creando artisticamente.

Oggi sento di essere tornato molto vicino all’essenza che avevo quando ho cominciato, non sto più a Milano, ho le mie galline e sto riscoprendo il mio amato country.

Le emozioni sono la parte più animale dell’essere umano?

Non saprei dire perché spesso dimentichiamo che anche l’Uomo è un animale. Forse quello che più ci accomuna agli altri è l’istinto, l’intuizione che ci guida e dice cosa fare e dove andare ogni momento.

Le emozioni servono a dare un senso percepito a tutto questo.

Perché crescendo si perde spontaneità?

Per proteggere l’ego che inconsapevolmente abbiamo creato e rinforzato per tanti anni raccontandoci storie su chi siamo, ed ascoltando quelle che gli altri ci dicono su noi stessi. Il primo passo della mia vera crescita è stato capire che sono appunto solo storie, e (come diceva Alan Watts) non c’è nessun obbligo di essere la stessa persona che eri cinque minuti fa. Sto cercando ogni giorno di seguire di più il mio istinto, e sarà un percorso che dura tutta la vita.

PH: Ufficio Stampa

Milioni di pianeti e noi ci siam trovati qua. Come si trova il proprio posto nel mondo?

Smettendo di cercarlo e accettando il presente.

Il dolore è una parte della vita da comprendere per capirla meglio?

Non ho una risposta universale, perlomeno non una che aggiunga qualcosa a millenni di tradizioni spirituali dal Buddhismo alla via della croce. A livello personale mi ha aiutato a capire che la vita che vivevo non era la mia e mi ha portato a cambiare radicalmente tutto: dalla città in cui vivevo,alla musica che facevo, alle persone con cui passo il mio tempo e con cui condivido le energie.

Se fossi uno scienziato cosa ti piacerebbe scoprire?

All’università ho studiato medicina, che ho poi abbandonato al sesto anno perché incompatibile con la mia vita musicale. Negli ultimi anni ho riscoperto molto la mia passione per le scienze. Le mie curiosità più grandi riguardano la coscienza, da dove deriva e come funziona realmente.
Personalmente non credo sia una proprietà che emerge dalla materia (come spiega ma non dimostra il riduzionismo quasi implicito nelle scienze moderne) ma il contrario. In questo seguo grandi scienziati come Federico Faggin e Rupert Sheldrake.

PH Martina Caratozzolo

Perché nelle canzoni si trovano luoghi che conosciamo anche senza averli mai visitati?

Le belle canzoni, come i quadri o i libri, sono fatte di simboli che assumono un significato diverso per ciascuno di noi. Ci sembra di conoscerne le situazioni, i personaggi ed i luoghi perché si rifanno ad archetipi che in un modo o nell’altro sono sovrapponibili a quelli che abbiamo individualmente incontrato nelle nostre vite. Alla fine narrano tutte solo frammenti diversi della stessa storia, quello che Campbell e Jung definivano il viaggio dell’eroe, il Monomito della cultura umana.

Dove vorresti ballare a piedi scalzi?

In un mondo più semplice, in cui riconosciamo il nostro posto sulla Terra, nell’Universo e in cui, come umani, lasciamo collettivamente andare l’illusione dell’ego.

La primavera è la tua stagione preferita?

Sono sempre stato un grande amante dell’estate perché ci sono nato, perché adoro il mare e perché la scuola era chiusa. Cosa che mi sono portato dietro anche da adulto per tanti anni. Ora mi piacciono tutte le stagioni, ognuna ha qualcosa di grande da insegnare sui cicli della vita. La primavera è per antonomasia la stagione delle grandi rinascite, in cui la Natura si mette in mostra e dà il meglio di sé, per cui la amo molto.

Nicolò Granone

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