PH: Paola Zerbini
Popa: “Invecchieremo come le moda che costruiremo” | Indie Talks
L’altra sera prima di uscire ho sfruttato la tecnologia e mi sono divertito a chiedere all’intelligenza artificiale possibili abbinamenti di outfit, e la cosa che mi ha incuriosito sono state le varie combinazioni proposte, ognuno con il suo perché. Forse l’essere umano preferisci il consenso, piuttosto che difendere il suo essere, anche fuori da certi schemi.
La moda è qualcosa che fa parte del gusto comune o è soprattutto anche la capacità di farsi notare, distinguendosi dal contesto. Popa ha creato un suo stile, un modello di riferimento che strizza l’occhio anche all’eleganza e al fascino delle sciure milanesi, che girano la città senza farsi troppi problemi difendendo la loro idea di apparire.
Popa costruisce un universo coerente e riconoscibile, in cui ogni dettaglio, dai cappotti beige alle luci stroboscopiche, contribuisce a definire un’estetica precisa, elegante e ironica. Un racconto che parla di solitudine e desiderio, di identità e trasformazione, di quella tensione continua tra il restare e il partire.
Nel nuovo album “Nuda Proprietà” c’è anche una riflessione sull’estetica della vita, è sul fatto che sia importante seguire un proprio modello interiore, con la consapevolezza che nulla sarà eterno, a tutti toccherà invecchiare e quindi bisogna cogliere il tempo e le sue occasioni. Non c’è davvero una malinconia di fondo, anzi c’è una libertà che crede sempre in una nuova possibilità, anche quando agli altri sembra scaduta.
POPA X INDIE TALKS
Ti fa paura invecchiare?
No, anzi. Non vedo l’ora. Spero che con l’età arrivi finalmente anche a me un minimo di saggezza.
C’è sempre tempo per scoprire?
Sì. Per esempio, l’esperienza del clubbing a Riccione.

C’è un artista della generazione precedente alla tua che inviteresti a ballare?
Andrei a ballare con i Boney M.
Sono meglio gli outfit estivi o quelli invernali?
Invernali. Adoro i maglioni di lana, anzi, adoro essere coperta dalla testa ai piedi. Amo i cappotti pesanti con i bottoni intrecciati in pelle, che faccio scorrere tra le dita mentre mangio un risotto caldo. Collant color panna, scarpe abbinate alla borsa con stampa coccodrillo e due orecchini d’oro pesanti. Uno scudo, insomma.
Perché siamo vittime delle mode?
Perché ogni volta che apriamo l’armadio ci ritroviamo a dire: “I have nothing to wear”.

Quando nasce una canzone ci lasci sempre qualcosa di tuo?
Sempre. Qualche anno della mia vita, un ricordo, uno stato d’animo, un punto di vista.
Nuda proprietà parla anche di un senso di responsabilità personale e collettiva?
Nuda proprietà parla dello zeitgeist degli ultimi anni: ambizioni, sogni, viaggi e amori impossibili, tutti avvolti da una malinconia urbanistica.
Quale slogan ha la tua musica?
“Dance like Cicciolina, prendo il tram e faccio prima”
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