SCAR: “Sono vivo anch’io per la prima volta” | Indie Talks

PH: Ufficio Stampa

SCAR: “Sono vivo anch’io per la prima volta” | Indie Talks

Ci sono domande che non cercano una risposta giusta, ma una risposta sincera. Sono quelle che ti costringono a fermarti, a guardarti dentro e a dare un nome a cose che spesso viviamo senza pensarci: l’attesa, gli addii, il tempo che passa, l’amore, gli errori, la paura di scegliere e il fascino di tutto ciò che ancora non esiste.

Queste non sono verità universali. Sono il modo in cui, oggi, provo a dare un senso a quello che si vive, la maggior parte delle volte senza sapere le conseguenze o cosa ci sarà dopo.

SCAR con il suo album Esordienti 1994 ci ricorda il valore dell’inesperienza, specificando che non è per forza un difetto, ma una possibilità di scoperta.

SCAR X INDIETALKS

Qual è il fascino della scoperta davanti alle nuove occasioni?

La bellezza di pensare a tutto ciò che può essere e che ancora non è. Per me che fatico a vivere il momento senza considerare i 10 finali alternativi di qualcosa .

Quanta fatica prova l’attesa?

L’attesa è qualcosa in potenziale. Io farò sempre altro piuttosto che aspettare, preferisco non farmi prendere dal peso e piuttosto farmi cogliere impreparato quando arriva finalmente il momento.

C’è una cosa normale di cui da giovani ci si accorge solo invecchiando?

Che tutto cambia e niente resta uguale mai, la caducità dell’amore, dei sentimenti in generale. È normale che accada, bisogna mordere il frutto prima che marcisca.

PH: Ufficio Stampa

Come cantava Gazzelle perché ci arriveremo stanchi ai nostri primi trent’anni?

Perche i 29 precedenti li spendi con l’affanno a capire chi sei e cosa vuoi, spesso arrivando ai trenta senza ossigeno , solo per capire che hai tipo altri 40 anni buoni da occupare con la stessa cosa, i 30 sono una linea immaginaria voluta dagli altri.

Un’altra volta è un concetto talvolta metafisico?

Il domani e una nuova possibilità , spesso non esistono, trascendono la realtà perché diventano sogno e desiderio, quindi si.

L’estate e l’inverno hanno qualcosa in comune, anche se sembrano essere due sentimenti e due stagioni opposte?

Sono entrambe estreme, io stesso do troppo calore a certe persone, e sono troppo freddo con altre, sono praticamente una stagione. In generale presentano due facce di quella che può essere una giornata e alterano la percezione della realtà. Una notte d’inverno è diversa da un giorno d’estate.

Si può sempre imparare dagli errori?

Si impara sempre qualcosa dagli errori, molte volte sono cose mai fatte, perché magari sai di non poterle fare. La sensazione dopo aver fatto qualcosa di sbagliato, ti insegna tanto, solo che a volte non è possibile tornare indietro quindi certe volte una lezione può valere un rapporto umano.

Gli addii sono una cosa che odi?

Non li odio, sono porte su possibilità infinite e mettono un punto alle cose. Cos’è che necessitando di finire, per lasciare spazio ad altre cose belle. Sarebbe riduttivo vederli solo come momenti tristi.