PH: Ufficio Stampa
Danu: “Quello che non succede ti fa pensare” | Indie Talks
Potevamo essere una bella storia, da raccontare agli altri quando ci si annoia, per dire che l’amore esiste ancora.
Così inizia il nuovo brano di Danu, e già dal titolo che riprende le prime due parole scritte nel testo si entra nel mondo dei se e dei ma, verso un luogo in cui l’infinito rimane sospeso tra rimpianto e desiderio. All’inizio di ogni relazione c’è una fase dove tutto può essere sia magico che pericoloso, in bilico tra un pensiero e quello che poi riporta alla realtà. A volte ci si affeziona anche, e così fa ancora più male.
È interessante il momento in cui dall’azione si passa alle domande, ed è lì che escono fuori dubbi senza risposte.
DANU X INDIE TALKS
“Potevamo essere”: quello che non succede a volte è peggio di ciò che finisce?
Credo di non essere ancora riuscito a darmi una risposta.
Emotivamente è sicuramente peggio quello che finisce, perché hai un vissuto su cui effettivamente rimuginare e piangerci su, fa sicuramente più male (ovviamente dipende da come finisce).
Quando una lunga relazione finisce ci sono dei motivi e quindi anche se fa più male al 90% era giusto che andasse così. Se lo guardi invece in ottica diversa, pensando magari al futuro, quello che non succede non ti fa soffrire quanto qualcosa che finisce, ma ti fa pensare al fatto che hai perso qualcosa che poteva essere, e quindi teoricamente perfetto. Certe conoscenze si stoppano senza neanche un vero motivo, ormai c’è così tanta scelta, tante possibilità, che perdi le persone senza neanche accorgerti.
Meglio sognare o accontentarsi?
Io sono il sognatore per eccellenza, credo che non avere un sogno renda la tua vita molto più anonima, poi è chiaro che ad un certo punto tu debba anche fare i conti con la realtà. Ma preferisco sognare che accontentarmi, sia nel lavoro che nell’amore.

Le app di dating creano facili illusioni?
Ogni tanto ne faccio uso anche io, e certe volte mi fermo a pensare “e se la ragazza che ho appena skippato poteva essere mia moglie?”.
Ho pareri contrastanti. Sicuramente sono un buon modo per conoscere persone nuove, soprattutto per chi è un po’ troppo timido per approcciare dal vivo. Però credo che siano delle piattaforme che possono in qualcuno causare dei grossi problemi di autostima collegati ai pochi match o a date andati male.
Probabilmente nella maggior parte dei casi creano illusioni, dovremmo imparare a prenderli per quello che sono, senza farsi troppe aspettative, e soprattutto essere sempre sinceri sulle nostre intenzioni con la persona che incontri.
Chi si somiglia si piglia o gli opposti si attraggono?
Chi si assomiglia troppo si annoia e gli opposti prima o poi si lasciano. Ci vuole una via di mezzo, magari tendente più verso la prima. È bello trovare una persona simile a te, che vede il mondo nello stesso modo, che abbia interessi in comune. Però è bello anche influenzarsi e stimolarsi a vicenda, e per questo servono anche tratti diversi, ad esempio nel carattere, qualcosa che tenga sempre viva la fiamma. Interessarsi a ciò che non hai in comune con il tuo partner è un bel gesto d’amore
Credi nel destino?
Non troppo, penso che il destino al 70% te lo crei tu con le tue scelte. Per esempio, se scrivo ad una ragazza per chiederle di uscire, e poi finisco per starci tutta la vita insieme, quello non è destino, dal momento che con quel gesto sono stato esclusivamente io a cambiare il mio futuro. Il 30% lo lascialo alle cose inaspettate, agli incontri casuali per strada, lì un pizzico di destino esiste! Penso che non tutto sia scritto ma anche che non tutto sia sotto il nostro controllo. Nel senso che le mie decisioni influenzano il destino, hanno un effetto reale, però poi non controllo tutto quello che entra nel sistema. Se tutti pensassimo che è tutto già scritto allora non ci dovremmo neanche concentrare a prendere una scelta.
Tre canzoni d’ascoltare quando un date non va come previsto?
Beh ovviamente “potevamo essere.”!! parla proprio dei viaggi mentali che ti fai quando finisce qualcosa prima che diventi qualcosa.
Poi ti direi “sad” versione stripped dei Lany, per me è proprio un pugno in faccia questo pezzo.
E per finire mi spaccherei “i romantici” di Tommaso Paradiso, per darmi una carica di speranza nel poter alla fine trovare qualcuno a cui dedicare una canzone d’amore così bella. I romantici alla fine vincono sempre.

Quali sono i piccoli problemi di una delusione amorosa?
Avere qualcosa di bello da raccontare e non poterglielo dire, passare in un posto dove siete stati insieme, dover iniziare a fare a meno di tutte quelle piccole cose quotidiane in cui era presente anche quella persona, tipo una serie tv iniziata con lei e lasciata a metà. Che non sono altro che l’insieme di un grande problema, la sua assenza.
Il vero indie nasce dalla nostalgia?
Non direi, in qualsiasi genere si può parlare di nostalgia. La differenza sono le frasi che usi per trattarla. Il vero indie nasce dalla volontà di raccontare cose normalissime con una sensibilità particolare. Lo si fa utilizzando immagini quotidiane, personali, vere, scrivendo in modo diretto, senza girarci intorno.
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