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EL AURA: il noir argentino che non ti aspetti

El Aura

Regia di Fabian Bielinsky, anno 2005

Esteban Espinosa (Ricardo Darin), svolge il suo lavoro con grande perizia e cura. È un tassidermista (imbalsamatore di animali). Soffre di improvvise crisi epilettiche durante le quali sviene e quando riapre gli occhi si trova immerso in una luce nebbiosa che lo avvolge completamente. La sua patologia, che lo coglie d’improvviso, lo ha portato a sviluppare una memoria fotografica eccezionale per poter ricordare cosa stesse facendo, dove stesse andando, prima di piombare nel buio e risorgere nell’aura. Nel ventre e nella mente di quest’uomo alberga un istinto, un desiderio recondito, che aspetta l’occasione giusta per essere esaudito: commettere un crimine. Espinosa non cerca il momento adatto per agire, si lascia trasportare dagli eventi, che il fato ha riservato per lui.

Volete sapere dell’ altro? Potrei cercare di descrivere l’atmosfera del bosco della Patagonia, ma la parola cede il passo agli occhi. Potrei proporvi la visione di un capolavoro sconosciuto; è proprio questo che farò: El Aura. Probabilmente il maestro Bielinsky non ha mai conosciuto il significato della parola banalità, o forse la conosceva così bene da rendere ogni scena, frame, silenzio, un originale variazione della realtà stessa. Questo non è un film consigliato a un pubblico che si addormenta se non vede Vin Diesel sparare in canottiera, l’azione è poca, lo stupore e il piacere del mistero che si dipana sono grandi. L’originalità della storia si avverte dal primo minuto, aumenta durante il flusso degli eventi, culmina nel finale.

Il protagonista ci mostra un aspetto sconosciuto, una variazione d’autore della figura dell’ inetto passivo alla vita che gli scorre di fianco e trasmette con i suoi modi, la sua voce, il suo sguardo, una tonalità di grigio  densa e spessa. Via artifici barocchi per riempire la pochezza di storie dal tono filosofico, scene a effetto avulse dal contesto per fare sensazione. Qui c’è la semplicità colta di chi ha talento e realizza  la sua opera ponendo in preventivo che il guadagno non sarà tra le voci principali in elenco. Spero di avervi incuriosito e mi auguro guarderete il film.

E se vi dicessi che c’è Vin Diesel che spara in canottiera?

A cura di Giuseppe Madronte

Salvatore Giannavola

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