A cura di Camilla Baldini
Elia Pivotto, 34 anni, metà veneto e metà sardo, cresce in una piccola provincia del vercellese. Musicalmente nasce e si evolve nella bella Torino. Si approccia al mondo della musica a 16 anni quando prende in mano per la prima volta un chitarra, capendo però che la sua vocazione principale è il canto.
Deciso più che mai a far sentire la sua musica inizia a lavorare da solo e a tirar fuori dal cassetto quel sogno di sempre, e proprio qui arriva il primo brano a cui ha lavorato e che decide di far uscire per farsi conoscere, “ Il sogno del coniglio”, brano selezionato da Indie Italia Mag per essere ascoltato nella selecta di Spotify che racchiude i migliori progetti emergenti dell’indie italiano insieme ai”classici” degli ultimi 20 anni.
IMMUNE è tutto ciò che sono trasformato in musica, tutto ciò che ho bisogno di esprimere e comunicare ma che nel quotidiano non ho la possibilità di farlo, allora lo trasformo in melodie. Non è nato da un momento all’altro è sempre stato dentro di me e dopo varie delusioni e fallimenti con altri progetti e persone mi sono ritrovato da solo e con tanta voglia di fare. E così ho iniziato a creare chiuso nel mio piccolo studio. E come un fiume sono uscite queste canzoni di cui ora sto presentando la prima che è “il sogno del coniglio”
Più di che cosa mi ha spinto la domanda giusta è cosa mi mancava. L’esperienza, che ho appreso negli anni suonando insieme ad artisti e musicisti diversi, l’approccio con i live che si impara appunto con l’esperienza e il coraggio. A volte le persone hanno bisogno di superare delle barriere interiori e sentirsi pronti.
Non è successo niente, semplicemente i Posidonia erano un “drago a tre teste”, non c’era un vero leader, anche se io ero il frontman della band, si decideva in comune essendo tutti dei creativi e le troppe idee portavano un pò di caos, non c’era una linea precisa da seguire e forse i compromessi non bastavano per riuscire a dare un identità vera e propria alla band.
Elia è quello che si sente ora nella mia musica, quello che ho sempre voluto fare e che ho cercato di portare nei Posidonia ma mescolato alle idee di altre persone non prendeva forma. Ora ho il pieno controllo delle mie idee e le esprimo al massimo senza vincoli e la creatività fluisce senza intoppi.
Si, il filo rosso siete voi, siamo noi, racconterò di emozioni, di sogni e i vizi, di strade di provincia e città luminose , cose che appartengono a tutti e che sicuramente a qualcuno sembrerà parlare di se. Questo è il mio scopo. Raccontare vite, fatte di quotidiano noioso, di storie d’amore forse finite male forse mai iniziate che poi in fondo è anche un pò la mia vita. Ritrovarci tutti in qualcosa da condividere in silenzio o nel frastuono più potente
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