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La Sonda Cassini | Intervista Indie Italia Mag

A cura di Alessandra Ferrara

Suoni dolci, leggeri, con tocco di giusta malinconia, la loro missione nello spazio dell’indie-pop italiano è appena decollata. La Sonda Cassini sarà pronta a sfidare e sopravvivere nell’universo in cui inizia a gravitare? Scopriamolo insieme!

È necessario, allora, conoscere i coraggiosi astronauti a bordo capitanati da Riccardo Pasquarella artista romano che insieme a Giordano Tricamo, Andrea Colicchia, Federico Ciancabilla si cimenterà nell’ardua impresa della conquista del nostro esercito di alieni indie.

Tuta, casco da astronauta e anche la nostra missione alla scoperta di questo quartetto può partire.

INTERVISTANDO LA SONDA CASSINI

Come la sonda Cassini nella sua memorabile missione spaziale temete di attraversare gli insidiosi anelli di Saturno, dove in questo caso il pianeta è il panorama indie italiano che è sicuramente in gran fermento?

Con le idee grande entusiasmo e volontà. Il gran fermento è sempre una cosa buona, mischia le carte e cambia le regole quindi sapendo dove si vuole arrivare basta seguire la proprio rotta in totale libertà, che tanto gli schemi sono saltati da tempo ormai.

Il tema dello spazio sembra essere una delle vostre caratteristiche peculiari, come si può osservare dal video del vostro progetto. Pensate che lo spazio sia più una condizione mentale o fisica? Potremmo definirlo il leitmotiv del vostro progetto?

Si, certo è il nostro filo conduttore e crediamo appartenga ad entrambe le categorie, la mente è uno specchio e un simbolo dell’infinito che rappresenta l’universo. È anche condizione fisica perché è proprio nel suo infinito che riusciamo a percepire noi stessi. E comunque fa bene sentirsi a volte delle caccole a confronto dello spazio, altrimenti avremmo fatto i ministri dell’interno.

“In fondo l’anima altro non è che un piacevole limite per poi scomparire e poi riapparire” credo sia una delle frasi più dure e profonde del vostro primo singolo “79”.  Vedete il mondo intorno a voi pieno di limiti insuperabili o pensate ci sia sempre una via d’uscita?

C’è sempre una via di fuga, un piano B.

Ed è anche di questo che parlano le nostre canzoni, sentiamo forte il dubbio che ciò che vediamo con gli occhi sia l’unica realtà. Perciò crediamo che ci siano altri livelli e altri modi di percepire e sentire le cose, le persone, i sentimenti ed i mondi che ci circondano.

Ed è proprio il pensare che l’anima sia un limite da superare per poter vedere ció che forse è più difficile percepire.

Chi sono i loro a cui vi riferite nel testo di “79” con il bellissimo gioco di parole con oro, direttamente collegato al titolo del pezzo che ne richiama il numero atomico “E’ tutto loro quel che luccica e non è sempre l’oro che significa ..di più”?

Diciamo che con quel “loro” intendiamo un modo di pensare ed agire che vede nel possesso e nel potere l’unico modo per poter affrontare la realtà. Che solo attraverso l’avere si possa essere liberi dimenticando l’essere, i sentimenti e le persone per ció che sono realmente: un fine e non un mezzo.

Concedeteci un piccolo spoiler, quando uscirà il vostro prossimo singolo? Abbiamo voglia di partecipare anche noi alla vostra missione!

Ok vi diciamo il titolo del nostro prossimo pezzo che faremo uscire tra 1 mese, più o meno. “In Caso di Emergenza Rompere il Velo”. Accompagnato anche questo da un video. Grazie mille per il vostro supporto. Ad Maiora.

Ascolta La Sonda Cassini nella playlist Spotify di Indie Italia Mag

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Salvatore Giannavola

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