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“Ti voglio urlare”: la dichiarazione d’amore di una generazione | L’ultimodeimieicani

L’ultimodeimieicani è una band genovese nata quasi per caso, durante i tempi del liceo, dall’incontro tra  Lorenzo Olcese, Pietro Bonuzzi, Beniamino Parodi,  Stefano Pulcini e Rachid Bouchabla, che molti di voi conosceranno già per essere uno degli Ex-Otago.

Oggi, dopo una lunga attesa è uscito Ti voglio urlare, il primo album ufficiali pubblicato con la collaborazione di Pioggia Rossa Dischi e registrato al Green Fog studio insieme a Mattia Cominotto (ha lavorato, tra gli altri, con i  Tre Allegri Ragazzi Morti e Od Fulmine)

Questo disco, arriva a due anni di distanza dalla pubblicazione del primo Ep, In moto senza casco, che dopo aver fatto cantare i vicoli genovesi, ha portato la band in giro per l’Italia.

Ti voglio urlare è stato anticipato da alcuni singoli come Pensione a vent’anni lanciato con una petizione su Change.org. Ciao che racconta il triste momento dei saluti con la persona amata, fino all’ultima. Cosa vuoi cambiare che s’interroga su quanto sia difficile cambiare il mondo se  prima non riusciamo neanche a essere soddisfatti di noi stessi.

Questo nuovo lavoro, oltre a segnare una maturazione artistica del progetto, nasce dall’esigenza di esternare uno stato emotivo e usare la musica come valvola di sfogo. Amori, paranoie, relazioni e società trovano qui lo spazio perfetto per salvarci dalla solita routine, che  spesso riusciamo a sopportare solo abbassando la testa.

INTERVISTANDO L’ULTIMODEIMIECANI

Com’è nato il nome L’utimodeimieicani?

Il nome L’ultimodeimieicani è nato una sera in cui cercavamo un qualcosa che ci rappresentasse, un amico ad un certo punto tira fuori questo nome e subito ci è piaciuto. Da una parte sdrammatizza la pesantezza che a volte si trova nei nostri testi, dall’altra descrive perfettamente tutte quelle volte che ci siamo sentiti soli contro tutto. 

La paura di stare bene che domani ci sarà cantante in cosa vuoi cambiare. Come ve lo immaginate il vostro futuro, sia come band  sia come giovani?

Questa è la nostra grande difficoltà, se ci riuscissimo ad immaginare il domani sicuramente ci sarebbero meno domande che  invece continuiamo a farci senza saper rispondere. Probabilmente sparirebbero tutte le paranoie che abbiamo e saremmo liberi da tante paure. Intanto pensiamo ad ora, domani si vedrà.

Ti voglio urlare esprime più rabbia o amore?

Ti voglio urlare non è rabbia sicuramente, vuole essere uno sfogo di tutte le paure, le fragilità e i fallimenti che si incontrano nell’avere la nostra età oggi. Sicuramente l’amore c’è in questo disco, essendo un racconto di ciò che viviamo tutti i giorni, la sfera affettiva ha una certa importanza, ma non c’è solo quello.

A quale politico vorreste far ascoltare Pensione a 20 anni?

Quando l’abbiamo fatta uscire c’era Di Maio come ministro del lavoro e avevamo, per gioco, indirizzato a lui la petizione di change.org. La verità è che vorremmo la ascoltassero tutti e prendessero il buono di quella provocazione. Sicuramente non abbiamo tutti le stesse possibilità, ma sarebbe giusto che tutti fossero nelle condizioni di affacciarsi nel mondo del lavoro, riuscendo a sviluppare le proprie potenzialità nel periodo della formazione.

Che rapporto avete con Genova e con il suo Provincialismo?

Con Genova abbiamo un rapporto tutto sommato buono, poi c’è da dire che non è una città che offre molto. Non diremmo che è provinciale, ma di sicuro  in molti hanno degli atteggiamenti che noi definiamo provinciali. Spesso si fanno cose che sono sconnesse tra loro a livello ideale, ad esempio quanti ormai vanno in  chiesa e poi votano Lega?

Noi cerchiamo nel nostro piccolo di essere coerenti con noi stessi.

La vostra Gelato che gusto ha?

Sicuramente il gusto della delusione. Parla di un momento difficile dopo la fine di una storia lunga, ma dall’altra parte invita a godersi i gusti della vita. Tutto ciò che ci capita, che sia positivo o negativo, ci fa essere ciò che siamo e in fondo ci lascia un segno, come diceva sempre un professore di filosofia “l’esperienza è come il maiale, non si butta via nulla”. In fondo è questo il significato di Gelato, la cosa divertente è che non si sa mai a che gusto è.

In una vecchia intervista avete detto che fare indie è un po’ da presi male. Per smentire questa tesi ci consigliate la canzone più allegra che avete scritto?

Allora dobbiamo ammettere che forse siamo indie ahahah. La canzone più spensierata dell’album diremmo  che è sicuramente Provincialismo.

ASCOLTA L’ULTIMODEIMIEICANI NELLA PLAYLIST UFFICIALE DELLA COMMUNITY DI INDIE ITALIA MAG

Nicolò Granone

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