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Eugenio In Via Di Gioia: Come ci si rialza dopo una caduta? | Intervista Indie Italia Mag

Non so se vi è mai capitato, ma è bello poter trovare la chiave di volta per identificare in tutto un qualcosa di positivo.

Questo è l’atteggiamento dei vincenti, capire i propri errori e farne un punto di forza, così da sfruttarli al meglio.

Gli Eugenio In Via Di Gioia sono dei maestri in questa categoria: memorabile la loro esibizione a Sanremo nel quale da favoriti hanno dovuto lasciare il palco dell’Ariston in circa otto minuti, sconfitti da Tecla. Da amante dei percorsi tenaci, ho deciso di prendere parte ad una delle tappe del loro mini-tour nelle librerie Feltrinelli per vedere con miei occhi come si faccia a rialzarsi dopo una grande caduta e toccare con mano l’aura degli Eugenio.

Gli Eugenio in Via di Gioia in tre parole?

Sole, Cuore, Amore.

Il sole, per la natura, il cuore per la passione per quello che facciamo, ed amore, ovvero l’amore tra noi quattro.

Come è stato portare Tsunami su un palco come quello dell’Ariston?

Bellissima esperienza, all’inizio abbiamo avuto paura di dover far capire chi fossimo in soli tre minuti.

E nonostante tutto ci siamo riusciti: quel palco da molta visibilità, siamo arrivati a persone cui, senza Sanremo, non saremmo mai arrivati.

Spesso si critica i programmi tv, dove si dice che non servono a crearsi una reale audience, ma per noi non è stato così.

Probabilmente anche il fatto di essere stati eliminati subito ha fatto si che si interessassero molti più ascoltatori.

Siamo soddisfatti penso si sia capito abbastanza quello che abbiamo voluto comunicare.

Da chi è partita l’idea di andare a Sanremo?

Tutto è partito da Eugenio, ci ha iscritti lui, noi non volevamo avendo già tutta una programmazione molto ricca ed è stato un passo molto “coraggioso” da parte nostra, anche perché ne è scaturito tutto un lavoro molto impegnativo dietro.

Qual è stato l’evento più divertente che avete vissuto alla settimana del Festival?

Forse suonare con Barbarossa, ma anche partecipare a L’AltroFestival con i The Jackal, M¥SS KETA, Savino e molti altri.

Ci ha dato una visione molto più naturale di ciò che sta dietro a questi grandi eventi e personaggi, in realtà molte volte è la televisione a gonfiare fatti accaduti ed a farli diventare “drammatici”.

“Ho Perso” sta diventando, nonostante sia del 2014, una hit dopo i recenti fatti accaduti: come state affrontando la sconfitta?

Guarda, ci scontriamo sempre con molte situazioni durante la vita, ma ogni volta cerchiamo un’opportunità di riscatto.

Può andare male molte volte, ma sta a te poi cercare di risolvere e migliorarti.

 

Avete dei progetti futuri dopo questo mini-tour in Feltrinelli?

Si!

Abbiamo 4 date in giro per l’Italia: a Torino ed a Bologna dove siamo già soldout ed a Milano e Roma dove sono rimasti ancora pochi biglietti.

In più abbiamo il progetto “Lettera al Prossimo”, campagna iniziata a fine Settembre e durata dieci giorni, dove i nostri fan hanno partecipato attivamente ed hanno raggiunto la somma per piantare nella foresta di  Paneveggio, in Trentino, un migliaio di alberi di abete rosso, da cui poi a fine vita verranno realizzati gli strumenti Stradivari.

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