Pensavamo di averlo potuto perdere in orbita e invece Sabia è atterrato, dopo aver volato verso direzioni extraterrestri, portandoci, come souvenir dalla Via lattea, lo scintillante disco ANTIHYPE SUPERSTAR, pubblicato per La Clinica Dischi questo 2 ottobre.
Otto tracce indagano la distopia della digitalizzazione del quotidiano, patinate da un mood da disco music e synthpop: Sabia ha saputo riconfermare che per quanto l’hype può essere alle stelle, l’unico modo per rientrare sul podio delle superstar è essere in grado di produrre musica senza mai porsi dei vincoli, sperimentando generi e linguaggi insoliti che sembrano essere stati sussurrati dalle galassie.
Affascinati da comete e meteore e abbagliati dallo scintillio di ANTIHYPE SUPERSTAR non potevamo non intervistare Sabia per la sua ultima uscita.
Ciao, questo mix alla fine sta nel fatto che non pongo mai dei limiti particolari al mio modo di creare musica, cerco sempre di spingermi versi nuovi linguaggi musicali, mi piace sperimentare e alla fine mi ritrovo in una forma personale di esprimere queste varie contaminazioni.
Sono un grande fan di Jeff Lynne e tutto il percorso degli Electric Light Orchestra, per certi versi appunto ci sono dei rimandi a quelle sonorità. Per Antihype Superstar sarebbe figo un video surreale dove il protagonista che sta guidando su un’autostrada deserta si ritrova improvvisamente dentro i quadratoni luminosi dei vecchi dancefloor… Bel viaggione.
Dal conoscersi, dallo sperimentare continuamente, dal lasciarsi sorprendere da ciò che ci accade, trovare nel nuovo un modo per progredire insieme e conoscersi meglio, interiormente, anche quella è geografia.
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