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Brunacci: Il cantautore della porta accanto | Intervista

Brunacci è il personaggio che racchiude in tutto e per tutto l’anima di Paolo Brunacci: ragazzo di 19 anni aretino, l’amico con cui fumare una sigaretta, con cui dividere una bottiglia di vino; Brunacci è semplicemente l’immagine di sé stesso raccontata tra le corde di una chitarra.

“Spesso mi chiedono come faccio a scrivere una canzone. La verità è che non ci vuole molto a tirar fuori qualcosa che ti ossessiona, è sufficiente scrivere quello che pensi senza pensare a cosa scrivere”.
Brunacci, che fin da piccolo si poneva domande cui non riusciva darsi delle risposte, ha trovato nella musica l’opportunità di esprimersi in modo chiaro e diretto. Quella che prima era una valvola di sfogo è diventata, crescendo, una passione. Brunacci ha sempre cantato ciò che per lui era più importante: la vita al di là delle apparenze.

E’ uscito venerdì 4 dicembre Ombrello Giallo, il nuovo singolo di Brunacci, inserito in New Music Friday Italia e Generazione Z. Ombrello Giallo non è altro che la coscienza di Brunacci che si consola. È stato cambiato, migliorato e perfezionato, pur sempre mantenendo il senso che, fin dal primo secondo, gli ha dato vita.

Questa canzone racconta una visione personale dell’amore, anche se cerca indirettamente di essere di conforto a chi, in questo testo, potrebbe ritrovare se stesso e le sue paure. La melodia accattivante viene utilizzata come mezzo per trasmettere un messaggio, che rimane disponibile all’interpretazione personale di chi ascolta.

Intervistando Brunacci

Se avessi un ombrello giallo indistruttibile, lo useresti per proteggerti da cosa?

Bella domanda. Non credo vorrei un ombrello indistruttibile che mi protegga, o se anche lo avessi non penso lo userei.
Sono convinto del fatto che certe volte sia necessario trovare il coraggio di affrontare ciò che ci terrorizza di più, senza prefissarsi limiti, senza retrocedere mai ma anzi guardare oltre.

Tutta la mia canzone è incentrata sulla paura di non trovare nessuno a me affine, la “persona giusta”. Proprio per questo qualche mese fa avrei sicuramente detto che l’ombrello mi sarebbe servito per ripararmi da quella solita sensazione di solitudine che mi porta a sentirmi smarrito. Ad oggi non so ancora cosa mi riservi la vita, ma so che l’unico modo per combattere la solitudine è chiudere l’ombrello ed uscire fuori anche sotto la pioggia.

Brunacci sembra proprio il cantautore “della porta accanto”: raccontaci chi è per te Brunacci e poi raccontaci chi sei.

Chi sono? Io sono Brunacci, prima di tutto un ragazzo con una forte passione per la musica. Non esiste infatti nessuna maschera del me-cantante: nelle mie canzoni non nascondo nessun sentimento né alcuna emozione e proprio per questo la mia spontaneità diviene sinonimo di autenticità.
Non è la prima volta in cui vengo definito come il cantautore “della porta accanto”, e devo dire che non mi dispiace per niente l’idea di poter essere così vicino al mio pubblico, di raccontargli di me ed essere ascoltato, proprio come chiunque farebbe con il proprio vicino di casa.

In pochi giorni sei entrato in alcune delle migliori playlist su Spotify. Ti aspettavi questo successo mentre scrivevi “Ombrello Giallo”?

Inutile dire che non mi aspettavo assolutamente di entrare in determinate playlist, e proprio per questo sono rimasto doppiamente sorpreso.
Non è stata una canzone facile.
C’è stato bisogno di un’analisi introspettiva per scriverla e per questo è rimasta da parte molto tempo.
Un giorno poi, ho sentito il bisogno di riprenderla in mano e farla parlare per me. Credo che questo sia stato il suo vero successo.

Hai già fatto uscire tre singoli nel 2020, quali sono i tuoi prossimi progetti?

Ho molti progetti, ma se da una parte non voglio anticipare nulla, dall’altra è tutto ancora così incerto ed è anche bello che sia così, ma sono comunque sempre più motivato a continuare a scrivere.

Domanda marzulliana: vivere per amare o amare per vivere?

Certamente amare per vivere, così da rendere l’amore non lo scopo della vita ma la ragione della vita stessa.

Vincent Hank

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