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Musicultura, nuove storie dalla quarta serata di audizioni

Di Christian Gusmeroli

Quarta serata di audizioni per Musicultura al Teatro Lauro Rossi di Macerata.

Il percorso della rassegna dedicata alla nuova canzone d’autore italiana entra sempre più nel vivo e continua a offrire al pubblico uno spaccato ricco e variegato della scena emergente. Anche questa sera sei nuovi artisti salgono sul palco con le loro storie, i loro linguaggi musicali e le loro visioni, portando in scena modi diversi di intendere oggi la forma canzone.

Mirall presenta il suo primo brano. “La geometria del cosmo e dell’amore” è un titolo audace. La canzone è un viaggio introspettivo e la voce diventa uno strumento narrativo delicato, caldo e limpido. “Rien Ne Va plus” invece viaggia sempre nell’introspezione ma la voce qui è più graffiante per adeguarsi a uno stile musicale più rockeggiante. Si conclude infatti con una citazione di Vasco Rossi. La canzone ripete più volte “Gridalo alla luna…” la chiusa del brano è “può darsi porti fortuna”. 

LaMar, cantautore toscano, porta “Lontano dal cielo” un brano che parla di un minatore rassegnato a perdere la vita sottoterra, lontano dal cielo. “Sotterrato dal carbone… la mia vita vale zero”. “Assassino”, la seconda canzone, invece segue lo stesso stile musicale. Un misto country, non è un caso che il suo ultimo album si chiami “Maremma Far West”.

MilleAlice. Sto nel flusso” è il primo brano portato ma mi vorrei concentrare sul secondo.  “Io sono io” è una canzone che ci ricorda che non dobbiamo concentrarci troppo sull’individualismo “Io sono io che è come dire tutto e niente… forse meglio ancora se siamo tanti”. Sono giorni sempre più egoistici: è sempre bello sentire qualcuno che ci ricorda l’importanza di sentirsi una collettività.

Scuro, cantautore salentino che fonde pop, rock e musica elettronica. “Balla”, il primo brano proposto, conferma la sua biografia. Una perfetta sintesi della sua cifra stilistica. “Quarantanni” è la seconda canzone e no, non è una cover dell’omonima canzone dei Modena City Ramblers. Anche perché l’introduzione è “Non ho più quarant’anni”. L’esatto opposto dell’introduzione della canzone della band modenese. Due brani proposti davvero interessanti.

Mìvola canta “Luna”. La sua prima proposta la vede esibirsi chitarra e voce, e che voce mi sentirei di dire. E’ una cantautrice lucana molto giovane ma negli ultimi anni ha già aperto diversi concerti. “Due coltelli” è una canzone di un amore finito. “Essere soli è come avere due coltelli nella schiena e non sentirli più”. La canzone è sempre condita dall’intimità della voce delicata di Mìvola e dalla sua chitarra.  

Zerofiltro è un duo musicale partenopeo. “Bugiarda la vita” la loro prima proposta ed è parecchio interessante. Parla del disorientamento di una generazione che vive tra ansia, precarietà, provincia e una costante ricerca di un senso. “Ed ormai tutti i miei amici hanno la testa in mano a uno psicologo”. 

“Gelida serata” invece è uno dei brani più interessanti e intriganti sentiti in questa edizione finora. Consiglio a tutti l’ascolto di questo brano.

Vincono la serata i zerofiltro. Se mi è concesso un giudizio personale direi meritatamente. Nel complesso il cantautore che più ha trovato il mio gradimento è Scuro, ma la canzone “Gelida serata” merita parecchio.

Anche questa quarta serata aggiunge nuovi colori al mosaico di Musicultura. Sei artisti diversi per linguaggio, sensibilità e visione musicale che dimostrano ancora una volta quanto la nuova canzone d’autore italiana continui a muoversi tra ricerca, identità e bisogno di racconto. Il percorso verso le fasi finali prosegue, e dal palco del Lauro Rossi continuano ad affacciarsi possibili nuove voci della musica italiana.

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