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Hera: “Il Duca Bianco” esprime il mio lato più camaleontico | Intervista

Il 23 febbraio 2021, Hera pubblica “Il duca bianco”. Hera nome d’arte della performer Pamela Placitelli, è un progetto nato nel 2016. Hera ha una produzione musicale che strizza l’occhio a sonorità internazionali che permette all’artista di farsi conoscere anche all’estero con concerti in Svizzera, Inghilterra e New York. Il 2017 esce su tutte le piattaforme digitali l’EP “Inside Me”, un racconto musicale introspettivo in cui ripropone alcuni dei successi che hanno segnato la sua storia musicale.

Il 2018, invece, è l’anno di “My Christmas Gift”, lavoro che vanta la complicità musicale di Emiliano Begni (Rossana Casale) Luigi Mattacchione (armonica solista per il M.stro Ennio Morricone), Stefano Spallotta (Amii Stewart). Il 2019 è la volta di “Christmas Eve”, singolo originale in lingua inglese. Il 10 luglio 2020 pubblica “Elettromagnetica”, singolo in lingua italiana che cattura l’interesse del settore musicale indipendente .

L’8 dicembre 2020 è il momento di “Escape Room”, composta a quattro mani con lo Staff di Canzoni Inedite, brand dell’etichetta romana Cantieri Sonori. Il 23 febbraio 2021, Hera pubblica “Il duca bianco”.

INTERVISTANDO HERA

Per questo brano hai preso ispirazione dalle camaleontiche trasformazioni del “Duca Bianco” Bowie. Nella sua carriera ha vissuto innumerevoli “momenti”: come ti immagini, artisticamente parlando, tra dieci anni?

Iniziamo subito con una bella domanda! Tra dieci anni mi vedo nel pieno della maturità artistica, mentre godo della sua bellezza tra un concerto e un nuovo testo da scrivere, carica di adrenalina nell’attesa che esca il mio ultimo lavoro discografico.

Di cosa parla “Il Duca Bianco”? Come è nata la composizione e la stesura del testo?

“Il duca bianco” è una canzone dal carattere deciso e moderno, nata in una fredda mattinata di dicembre. Il testo affronta una tematica molto delicata, la dipendenza affettiva… posso solo dire che una volta entrata in studio di registrazione l’argomento si è fatto strada da solo e la sinergia tra parole e musica è stata immediata, tanto che in pochissime ore avevamo già una prima stesura del brano. A quel punto della composizione ci fu abbastanza chiaro che avremmo potuto impreziosire il suo sound con l’intervento musicale di uno strumento dal profilo passionale ed avvolgente.

Personalmente ho subito pensato al fisarmonicista Gianluca Pica, musicista di Renzo Arbore per l’Orchestra Italiana e noto solista in tutto il mondo ( trasmissioni RAI, Mediaset ed emittenti straniere) che non ha esitato un momento nel confermarmi disponibilità ed entusiasmo.

Hai portato il tuo progetto anche fuori dall’Italia? Cosa ti ha colpito, confrontandoti con altre realtà?

Mi hanno colpito la cura ed il rispetto per gli spazi dedicati agli artisti, oltre alla particolare attenzione per i musicisti italiani. Probabilmente quello che manca nel nostro Paese negli ultimi anni, siamo diventati superficiali e distratti. Abbiamo un patrimonio culturale che tutto il mondo ci “invidia”, dobbiamo solo tornare a valorizzarlo.

Sappiamo che hai un EP in lavorazione: hai voglia di anticiparci qualcosa?

Certo, sono felice di dare ai vostri lettori un’anteprima! Le tracce avranno un filo conduttore, ovvero la produzione dai tratti estremamente moderni con suoni disegnati e personalizzati; inoltre ogni singolo verrà identificato con un fiore, esattamente com’è stato per “Escape Room” e “Il Duca Bianco” rappresentati da un fiore di loto e una rosa rossa.
Abbiamo capito come la sperimentazione sia nella tua musica e nelle tue corde: quali artisti italiani ed internazionali contemporanei ci consiglieresti di ascoltare?
E’ proprio così, mi piace curiosare, ascoltare musica dei più svariati generi e sfruttare il web per lasciarmi ispirare/contaminare.

Ultimamente ascolto molte playlist Indie internazionali e nazionali, oppure mi diverto a scovare nuove proposte su youtube, per cui vi consiglierei di fare lo stesso.
In particolare amo dare il mio contributo a sostegno delle auto produzioni e dei visionari che in questo momento cercano di dare voce ai propri “pensieri”! Se si potesse viaggiare con serenità vi consiglierei di fare un giro in metro a New York, passeggiare nei quartieri di Londra, Roma, Lisbona o qualsiasi altra città… siamo davvero tanti e desiderosi di dire la nostra.

Hai collaborato con musicisti e produttori di livello internazionale: quale è stata la collaborazione che ti ha lasciato di più?

Sicuramente quella per la produzione del mio Ep natalizio “My Christmas Gift”, uno scrigno prezioso che racchiude le collaborazioni musicali più significative degli ultimi anni.

Vincent Hank

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