PH: Martina Platone
Miglio, nelle sue canzoni non ha paura di esplorare le sue fragilità e quelle della società di oggi, dove tutto può cambiare da un momento all’altro, con certezze e promesse che magari abbiamo ascoltato tutti i giorni, ma da un momento all’altro cadono a terra sgretolandosi in mille pezzi.
L’essere umano è senza dubbio vittima dei suoi pensieri e del tempo che passa, con il passare dei giorni che ci lascia per sempre il ricordo, talvolta impercettibile, di momenti che sono durati giusto qualche istante.
Miglio,con il suo cantautorato post moderno e crudo è l’esempio di una generazione d’artisti che ha scelto di rappresentare la realtà di oggi in maniera diretta, lasciando da parte finte sovrastrutture che possono essere più popolari, ma sicuramente meno vere.
Forse sì ma poi è un lavoro da fare anche con se stessi, certe condizioni te le crei tu.
Credo che in qualche modo contribuiscano anche gli altri a questa condizione, ma più che dipendere da altre persone vorrei vederla come una connessione inevitabile con gli altri, accadono delle cose che ci fanno bene e che sono state create automaticamente da altre persone.
Possono alimentare le paure ma possono anche spingerci a fare di più, a fare ancora meglio.
Dipende da come lo guardo. Il futuro non è prevedibile e questa cosa mi ha sempre affascinata. So che tante cose che fanno parte della mia vita diventeranno ancora più belle con il tempo, nel futuro sarà bellissimo viverle e guardarle crescere, inevitabilmente però ci sono aspetti che invece mi creano disagio e mi turbano.
Sì certamente, mi ricollego a ciò che ho appena detto sopra.
Mi capita spesso di guardarmi dentro e cadere, finisco in mezzo a un po’ di pensieri tutti miei, ci faccio dei gran giri e a volte si dissolvono da soli, altre volte invece restano lì e non ti lasciano per un po’.
Assolutamente sì. Tutto dipende da come si usano. Sono ottimi strumenti di divulgazione e promozione, la vita privata cerco di tenerla il più possibile fuori dal mondo digitale, preferisco condividere scatti di luoghi che visito o canzoni che ascolto, pezzi di libri che leggo ma senza spingermi troppo oltre.
Perché gli esseri umani spesso causano danni, pensando egoisticamente o in maniera non attenta verso gli altri e verso i luoghi e le cose che li circondano, pensando sempre che si tratti di “sciocchezze, piccolezze”.
Molto. Spesso ci ritroviamo davanti alla fragilità, nostra e degli altri. Io sto cercando di imparare a gestire la mia e ad accogliere quella degli altri, delle persone che amo e che a volte soffrono, si perdono, si spezzano. Tutto può essere fragile, le persone, la natura e i luoghi che abitiamo. Se siamo noncuranti verso ciò che ci circonda poi tutto ritorna indietro, si sgretola.
Non lo so, non l’ho mai fatto quindi non ho esperienze dirette e personali al riguardo. Ho sentito i racconti degli altri, per qualcuno è difficile e per qualcun altro non lo è.
È tutto molto personale e singolare.
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