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80RAM: “Torniamo in pista con Calcare” | Intervista

Gli 80RAM si raccontano al grande pubblico con il loro nuovo singolo “Calcare“, pubblicato il 17 dicembre 2021. Calcare racconta le contraddizioni dell’animo umano, i conflitti che viviamo alla fine di un’esperienza importante, i momenti di up & down che caratterizzano le nostre esistenze e la voglia di portare in pista tutti i drammi o le preoccupazioni che ci affliggono.

Come indica il titolo stesso, Calcare racconta di come alcuni pezzi di vita possano lasciare residui a testimonianza di ciò che abbiamo vissuto, tanto leggeri e a tratti invisibili, quanto difficili da eliminare. un brano a metà fra nostalgico e contemporaneo che ci dimostra come la musica ci riporta volentieri alle sensazioni indimenticate del passato.

Perché tormentarsi o versare lacrime amare in solitudine quando si può andare in un club e buttarsi tutto alle spalle, fino a perdere i sensi tra le luci al neon e le strobo?

Gli 80RAM nascono a Roma nella primavera del 2020: Maurizio (voce), Riccardo (samplepad) e Andrea (synth), influenzati da artisti come The Weeknd, Depeche Mode, Franco Battiato e Paul Kalkbrenner.

Intervistando 80RAM

Pop d’oltreoceano e testi in italiano: come nasce questo connubio?

Il sound 80Ram mixa modernità e mood nostalgici, ci siamo divertiti ad utilizzare string pad contemporanei e bassi / arpeggiatori che strizzano l’occhio agli 80/90’s, facendo da ponte tra due epoche che si passano quasi 30 anni l’una dall’altra. I nostri ascolti musicali sono fortemente influenzati da quel decennio, sia da brani appartenenti all’ elettropop – new wave, quanto al rock o alla dance; è un dato di fatto che i decenni 80-90 siano stati fonte d’ispirazione da sempre per gli artisti di oggi e di ieri, per i loro eccessi fantasiosi, per la loro carica suggestiva e forza d’impatto visiva, per aver rappresentato un periodo spensierato, leggero, in cui sognare ad occhi aperti era possibile per tutti.

Qual è per voi il migliore anti-calcare esistente? Quale cura usate per eliminare i residui negativi?

Indubbiamente l’unico modo per staccarci da ciò che ci indebolisce è mettere energia vitale in ciò che si fa; amore, passione, tenacia, coinvolgimento e tensione verso un obiettivo sono elementi che shakeriamo e che hanno fatto la differenza soprattutto nei momenti di down. Per non parlare della musica, con la sua forza dirompente e la sua magia, forse è proprio lei ad essere sempre stata fino ad oggi la vera ancora di salvezza

Il 2021 è stato per voi un ottimo anno, in netta contrapposizione con molti artisti della scena live: cosa vi aspettate per il 2022?

Ci auguriamo con tutto il cuore che il 2022 sia l’anno della ripresa e della rinascita per noi tutti; stiamo producendo nuovi singoli che usciranno già da febbraio in poi, e abbiamo in calendario diverse date ed aperture in giro per i club romani (e non solo), oltre che ospitate radiofoniche anche fuori dalla nostra città.

Il nostro lavoro (e la nostra passione più grande) è essere sul palco e suonare i nostri pezzi, quindi ovunque ci sarà un pubblico pronto ad ascoltarci, noi saremo in prima linea.

80RAM: Perché questo nome e cosa rappresenta per voi? Come è venuta l’idea di iniziare un percorso insieme quando in molti abbandonavano?

Ci siamo ispirati alla Ram che in quanto memoria, conserva dati preziosi del passato e informazioni per il futuro, proprio come la nostra musica che guarda alle sonorità di ieri, lasciandosi contaminare da quelle di oggi e domani.
Oltre questo, RAM è l’acronimo dei nostri nomi di battesimo (Riccardo, Andrea, Maurizio);
insomma, era un chiaro segno del destino.

In apparenza potrebbe sembrare che il nostro progetto sia partito sono una “cattiva stella”, ma non è affatto così;
spesso ci si trova di fronte a un bivio, ovvero farsi condizionare dagli eventi o prenderne atto e ribaltare la situazione a proprio favore.
Noi abbiamo optato per la seconda scelta, ci siamo messi in gioco con tutti noi stessi suonando ovunque potevamo e producendo nuova musica, raccontando paure, timori, pezzi di vita, soluzioni di rinascita in un momento storico particolarmente duro e limitante.
Insomma, ciò che non uccide, fortifica.

Cosa manca alla musica italiana per competere “alla pari” con i colossi mondiali?

Forse un pizzico di sperimentazione in più, osare e spingersi un po’ oltre senza dover rinunciare ad una tradizione artistico-culturale che ci ha da sempre contraddistinti.
All’ estero hanno meno “etichette”, forse meno pregiudizi verso generi musicali nuovi o comunque proposti in una nuova veste;
un po’ di coraggio in più non guasterebbe, ne siamo certi.

Tomorrowland o Woodstock?

Tutti e due, ovvio. Non escludiamo nulla, siamo sicuri di ciò che proponiamo al pubblico e sarebbe una sfida entusiasmante arrivare anche a chi non ci ascolterebbe nemmeno da un altro continente. Tempo di fare i biglietti, e arriviamo

 

Vincent Hank

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