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Pixel: “La fatica di rincorrersi su strade diverse” | Intervista

Pixel è un progetto fondato da Andrea e Paolo Pischedda che nasce dall’esigenza di raccogliere speranze, delusioni e malinconia come se il nostro mondo si fosse disintegrato in piccoli pezzettini. Per rincorrere i propri sogni bisogna trovare la forza e il coraggio di ricostruire, cercando di inseguire sempre i propri sogni.

Per diventare vincenti non si deve temere di andare contro tutto e tutti, senza dimenticare che tra perdenti ci si può non solo consolare, ma anche aiutare per essere più forti.

Il nuovo singolo “Aerospaziali parla di distanza incolmabili e di persone che si rincorrono sbagliando direzione, senza riuscire a trovare mai un punto d’incontro. Questa canzone nata dopo aver visto una coppia che ha scelto, dolorosamente, di prendere due strade per continuare a camminare, raffigura storie che non avranno mai un lieto fine.

INTERVISTANDO PIXEL

“Aereospaziali” parla di distanze. Quando si capisce di essere troppo lontani?

Quando inizi a sentirti distante da tutto anche quando in realtà non lo sei. “Aerospaziali” nasce appunto con l’intento di raccontare questo. Infatti il pezzo parla di due persone che si rincorrono senza mai trovarsi, come il continuo girare in orbita intorno a un pianeta. Quante volte ci è successo di rincorrere delle persone che in realtà non ci vogliono? Questo toglie il focus su cose e persone molto più importanti.

Questo continuo rincorrere persone che così importanti evidentemente non sono, ti fa sentire lontano da tutto, nonostante tu possa avere tante persone intorno che ti vogliono bene. 

La nostra attitudine cambia a seconda delle persone con la quale la condividiamo?

Assolutamente sì. Puoi avere una tendenza ad avere un’attitudine più positiva o più negativa, ma sarà sempre condizionata da chi ti sta intorno. Tuttavia la cosa importante è comunque cercare di rimanere sé stessi e di non farti influenzare troppo dalle vite altrui. 

Cosa vi aspettate dal prossimo lunedì?

Dal prossimo lunedì ci auguriamo di riuscire a vivere più intensamente le nostre giornate. Perché per come siamo caratterialmente facciamo fatica a vivere con intensità, a relazionarci con troppe persone e ad avere una visione della vita apparentemente triste.

Inoltre ci auguriamo il meglio per il nostro percorso artistico e per tutte le persone che ci seguono e che ci vogliono bene. Anche se scontato, speriamo anche che ci sia un po’ più di pace nel mondo. 

PH: Giuseppe Parisi

Gli astronauti hanno tempo per innamorarsi?

Nel nostro immaginario artistico vediamo gli astronauti come persone diverse dalla gente comune, più simili a degli alieni o a degli estranei. Gli astronauti certamente hanno tempo di innamorarsi, ma forse non hanno tempo di costruire qualcosa di stabile nell’ambito relazionale. Questo non solo nell’amore, ma anche con le persone.

Noi durante il nostro vissuto ci siamo sentiti moltissime volte estranei al mondo e inadeguati. Questo ci ha portato a vedere la figura degli astronauti come gente diversa da noi.

Secondo voi si ascolta più musica quando si è tristi o felici? Gli artisti vivono la stessa situazione quando scrivono canzoni?

Personalmente crediamo che quando si è tristi si tende ad ascoltare maggiormente musica triste per enfatizzare la propria situazione. C’è anche chi preferisce usufruire di musica allegra nei momenti più spensierati, ma crediamo che le canzoni migliori nascano da momenti di grande sofferenza. Gli artisti non sempre vivono la stessa situazione quando scrivono canzoni, puoi anche raccontare una cosa triste senza averla mai vissuta in prima persona. A noi capita di scrivere le canzoni in diversi momenti della nostra quotidianità, ma siamo sempre attratti maggiormente dalle “sad vibes”.

I fallimenti possono diventare successi?

Alcune volte sì. A volte un fallimento può essere allo stesso tempo un successo se questo ti fa crescere personalmente e artisticamente. Lo stesso fallimento dopo la botta iniziale, dà anche stimoli in più per migliorarsi e cercare di puntare sempre più in alto. 

Le fotografie rendono eterno il passato?

A nostro parere sì, perché in una foto viene immortalato un preciso momento o attimo. Quando guardiamo una vecchia foto ci ricorda l’esatto momento di quel tempo passato.

È come una sorta di macchina del tempo, ed è la forma più bella per custodire un ricordo.

In che mosaico della scena italiana possiamo inserire Pixel?

Partendo dal fatto che Pixel è un’idea ed è chiunque voglia essere un pezzettino di un mosaico da completare, possiamo inserire questo progetto nella nuova scena Indie-Pop, nonostante i nostri primi lavori siano molto distanti da quelli attuali e andavano ad abbracciare generi e stili completamenti diversi come l’Hip-Hop. 

ASCOLTA PIXEL NELLE PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAGAZINE

https://open.spotify.com/playlist/6hsETzcjCY7R3krHUePwMl?si=15881d5886994448

https://open.spotify.com/playlist/3wTjkWyaYQxky8BHNA6JmK?si=81a7692db514420a

 

 

Nicolò Granone

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