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Matilda: “Ma con un filtro tutto può davvero migliorare?” | Intervista

Il mondo non è perfetto, ma se tutto va a puttane prendiamo il telefono e facciamo una bella storia Instagram. Può sembrare paradossale, ma molto spesso ognuno di noi cerca di mettere un filtro su ciò che vede, per migliorare la realtà che sta vivendo.

Matilda, giovane spirito punkrock esordisce entrando a gamba tesa nel mercato musicale, con “Bleah”, brano rabbioso che si scaglia contro la società di oggi, dove anche se qualcosa fa schifo è meglio girare gli occhi e dire che va tutto bene.

I concetti espressi nella canzone diventano ancora più efficaci nel videoclip ufficiale, popolato da strani personaggi che senza volerlo si trasformano in stereotipi che lasciano da parte i propri ideali per inseguire solamente soldi e facile successo.

Matilda, ha la coscienza che non è tutto oro quello che luccica, ma invece di rimanere ferma a guardare preferisce entrare nel grande gioco del mercato musicale, provocando.

Il suo sound aggressivo va dritto al punto e noi ci auguriamo di sentirla sempre così combattiva evitando la tentazione di  di diventare parte del sistema.

INTERVISTANDO MATILDA

Classe 97, donna, rocker, Matilda hai scelto di esordire nel mercato musicale entrando a gamba tesa con un brano come “Bleah”, sicuramente non hai paura di scontrarti con pregiudizi e stereotipi?

Diciamo che il messaggio che porto con questo brano è talmente importante per me che l’ultimo dei miei timori è quello di essere giudicata male. Spero di agire per il bene comune e se qualcuno non lo dovesse capire va bene lo stesso, non sono un’obbiettrice di coscienza. I pregiudizi e gli stereotipi ci accompagneranno sempre purtroppo ma sta a noi decidere che peso dargli.

Secondo te cerchiamo di applicare i filtri dei social anche nella vita reale?

Credo che viviamo in un mondo dove si cerca di ritrarre solo ciò che è bello.

La nostra identità è basata su qualcosa che non esiste realmente. Questo crea invidia, sconforto, ansia e malessere. Conta di più l’apparire anziché essere.

Siamo troppo influenzati da ciò che gli altri pensano piuttosto che da ciò che è giusto per noi, distaccando sempre di più l’attenzione da quello per cui è davvero importante lottare.

Qual è il personaggio del video che ti fa più tenerezza e perché?

Lo studente e lo scienziato se la contendono molto bene. Perché il primo è il nostro futuro. Usciamo dal liceo con la voglia di diventare qualcuno, la volontà di fare carriera con una passione specifica e la società ci taglia le gambe ancora prima di iniziare. Bucando i nostri sogni e la nostra intraprendenza.

Il secondo invece ci offre la sua sapienza, conoscenza e abilità a favore di un miglioramento universale per poi essere sfruttato a favore del guadagno e della creazione di oggetti di distruzione.

Tutto ha un prezzo?

In questo caso mi piacerebbe citare Oscar Wilde della sua famosa frase che rimane tutt’ora molto contemporanea: “Oggi la gente conosce il prezzo di tutto e il valore di nulla.”

PH: Bianca Balconi

Distruggere è più facile di costruire?

Assolutamente sì, ci vuole molto tempo per costruire qualcosa e un attimo per distruggerla.

È giunta l’ora di dire basta a?

A tutti quegli atteggiamenti futili, tossici e soffocanti che non portano nulla di buono e genuino nella nostra vita quotidiana.

Cosa devono capire i giovani?

Che siamo il futuro, che unendo le nostre forze possiamo lottare per ciò che è giusto. Solo così potremo contrastare il vecchio ordine fondato sul privilegio di pochi e sull’ingiustizia verso i deboli.

PH: Alessandro Galli

“Matilda” di Harry Styles o preferisci di più il brano degli alt-J?

Ammiro molto Harry Styles e la sua evoluzione così estroversa però “Matilda” degli Alt-J mi ha accompagnato nella mia infanzia e ha un valore affettivo particolare per me, assieme a “Matilda Mother” dei Pink Floyd.

 

Nicolò Granone

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