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Elex: Le Pietre di una “metafisica e cinica in continua dialettica” | Intervista

Il 4 novembre è uscito “Pietre”, il secondo singolo di Elex in featuring con ATARDE e ne abbiamo voluto parlare con l’artista in un’intervista affatto scontata.

All’anagrafe Eleonora, Elex è una cantautrice classe 2003 che mixa tradizione (Abba, Queen, Scorpions, Bee Gees, passioni del padre) e cantautorato italiano contemporaneo. Prende parte alla scena musicale la prima volta nel 2021 con Pezzi Dischi, con cui escono “Anestetici”, “Anime Perdute” e “Piazzale del Verano”.

Sarà Celestopoly a produrre il primo singolo più pop, “Aria”, che, insieme a “Pietre”, rappresenta il primo step da cui prende il via un nuovo percorso per la giovane cantautrice.

E, a proposito di “Pietre”, di cosa parla il nuovo singolo?

Riconfermando l’anima electro-pop che avevamo già sentito nel brano precedente, questa volta Elex ci parla di un risveglio.

Dalla classicità, dal Mito della Caverna di Platone  – “Mostrami quel modo per svegliarmi senza che tutte le luci mi spengano gli occhi” -, la cantautrice ci porta nel mondo spesso un po’ caotico e più doloroso di quanto tendiamo a ricordarci, che è quello di una ragazza di 19 anni che deve lottare contro le sue ombre.

“Affondare tra le pietre per me significa sprofondare tra quei pensieri pesanti, taglienti, duri come pietre appunto, che mi gettano in uno stato emotivo distrutto e che mi “spezzano la testa. Penso che ognuno di noi abbia le proprie pietre, i propri demoni ricorrenti che ci buttano giù, ci affondano e ci trascinano nell’oscurità.”

PH. Pietro Bernocchi

INTERVISTANDO ELEX

“Pietre” è il tuo secondo singolo e ci hai detto che è ispirato a quelle situazioni in cui ci si sente circondati da pensieri pesanti e distruttivi. Come esci tu da queste “pietrose” sabbie mobili? La musica per te è una valida cura?

Ahi, domanda difficile.

Quando ero più piccola uscivo di casa e mi facevo passeggiate chilometriche, mentre ora anche se spesso queste sabbie mobili mi inghiottono totalmente, leggo oppure scrivo. A volte pensieri buttati giù a caso diventano la base per una canzone nel momento in cui vado in studio, a volte restano sul mio quaderno magico, ma in ogni caso utilizzo la scrittura per esorcizzare questo malessere.

“Aria” e “Pietre” sono due concetti che, nell’immaginario collettivo, appartengono a due sfere diverse, la terra e il cielo. Qual è il rapporto tra i due brani?

I brani sono molto diversi sia per sonorità che per momento in cui sono stati scritti, ma in entrambi ricorre questo concetto dei pensieri che mi fanno male o che si insinuano e si insediano dentro di me e non mi permettono di decidere diversamente. Insomma il concetto dell’egemonia della mente sulla mia volontà.

Com’è stata la collaborazione con ATARDE? Sappiamo che avevate già lavorato insieme in “Asfalto bollente”

Leo è uno degli artisti con cui scrivo meglio e con cui sono cresciuta di più, quindi la collaborazione è stata fluida e naturale. Ci trovavamo entrambi in studio da Winniedeputa che ci ha fatto sentire un beat piuttosto figo e abbiamo iniziato a scrivere ognuno per conto suo e poi abbiamo unito le idee.

Elex e Atarde

Se potessi presentare Elex e la sua musica ai nostri lettori, come la definiresti?

Metafisica e cinica in continua dialettica.

Cosa ci auguriamo per “Pietre”?

Che spacchi i culi di tutti.

 

Benedetta Fedel

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