PH: Jacopo Bucciantini
Abbiamo la tendenza di ragionare dando un senso fisico alla realtà che ci circonda tendendo a ragionare secondo schemi prestabiliti, sentiamo il bisogno di usare etichette e categorizzare tutto, dimenticandoci che il mondo è molto più complesso di quanto riusciamo a comprendere. Le relazioni non sempre vanno come vorremmo, le persone possono comportarsi non reagendo secondo le nostre aspettative e questa illusione ci provoca rabbia e distacco.
Leon Seti cerca di andare oltre questa dimensione umana, lasciandosi trasportare dalla magia e dalla bellezza della natura, iniziando un viaggio introspettivo che lo porta al di là, in una nuova direzione, totalmente astratta e ultraterrena.
“Grimoire” è l’inaspettato, il sogno e la follia, un percorso mistico da intraprendere senza programmare nessuna tappa.
“Grimoire” è un album molto speranzoso. Nonostante alcuni pezzi trattino di argomenti molto dolorosi, è come se fossero sospesi nella memoria, come se fossero ormai passati da tempo.
Costantemente. Purtroppo è per fortuna a volte non c’è nulla da fare. Io mi lascio trasportare.
Quelli familiari per me sono estremamente difficili da gestire. Faccio veramente fatica a capire come convivere con alcune situazioni. In generale, però, se qualcuno non mi piace non ci parlo.
Paura, un senso di libertà e del sublime.
Sempre. Altrimenti che fine è?
Forse è il contrario. In generale più si conosce l’universo, più aumentano le domande. Secondo me è molto umano cercare di darsi risposte.
Assolutamente no, sono molto confusionario e caotico nel mio modo di scrivere. A volte non so come faccio a finire le mie canzoni.
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