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Potena: “Murakami apprezza le canzoni tristi” | Intervista

I cantautori hanno il vizio e la virtù di guardare la realtà con occhi diversi, cercando di scorgere un frammento di poesia in ogni panorama o situazione. Anche Potena, non fa eccezione, anzi nel suo disco “Lo sbarco sulla luna” mescola la realtà con l’immaginazione con l’intento di raccontare storie e rapporti, provando a portare un po’ di magia, lasciandosi dunque trascinare dall’ispirazione.

Nel brano Murakami ad esempio immagina lo scrittore giapponese rapportarsi con la vita di tutti giorni, cercando nell’arte un luogo sicuro dove rifugiarsi per esprimere tutta la sua sensibilità.

Potena usa le canzoni come diario dove descrivere le proprie esperienze e condividere con l’ascoltatore i sentimenti, eliminando ogni sovrastruttura possibile, lasciandosi trasportare dal rumore del suo cuore.

INTERVISTANDO POTENA

Quanta verità c’è dentro le tue canzoni?

Se parli di autenticità dei miei testi ti rispondo 100%, perché le mie canzoni nascono dalle esperienze di vita, anche se non necessariamente in prima persona, ma comunque filtrate attraverso i mie occhi e le mie orecchie. Se parliamo di verità in senso assoluto, come dogma,  ti risponderei con una autocitazione del mio brano Due Fratelli :”la verità è che nessuno lo sa la verità qual è”.

“Lo sbarco sulla luna” che viaggio è?

Parlando del mio ultimo disco è un’altra tappa del mio viaggio musicale intrapreso molti anni fa e che passa attraverso la passione per la musica rock, blues, soul, jazz e indie pop per approdare ad un mio stile, che però è sempre in divenire, mai statico.Se fai riferimento al brano che da il titolo al mio album è un viaggio attraverso le promesse non mantenute e l’incapacità di assumere le proprie responsabilità nelle relazioni interpersonali. È l’eccessiva leggerezza che porta l’altro a volare via verso nuovi lidi, la fragilità umana che ci può portare a commettere errori difficilmente riparabili, ma senza essere definitivi.

Esistono promesse facili che poi, non si sa bene perché, diventano bugie?

La bugia a mio avviso è quando la promessa non mantenuta non viene riconosciuta e ammessa come tale e quindi porta inevitabilmente ad una perdita di fiducia.

Realtà e poesia spesso vivono di scontri?

Dipende se la poesia è radicata nella realtà o prende le distanze da essa, per permettere una fuga dal mondo un distacco emotivo da ciò che ci circonda. Questo può dipendere dallo stato d’animo e dalle contingenze ma anche dalle intenzioni di chi scrive.Nel mio singolo “Murakami” penso che realtà e illusione si mescolino tra loro e spero che da ciò possa nascere e arrivare agli ascoltatori un po’ di poesia.

A Murakami piaceranno le canzoni tristi?

Come grande autore letterario, penso che apprezzi tutte le sfaccettature umane, i sentimenti in generale, sia positivi che negativi. Quindi, essendo un appassionato di musica, apprezzerà anche canzoni in tonalità Minore.

Con che aggettivo descriveresti la vita?

Imprescindibile.

Qual è il più grande difetto degli esseri umani?

È difficile rispondere, però ritengo sia l’intolleranza, perché da questa scaturiscono tanti altri gravi difetti.

ASCOLTA POTENA NELLA PLAYLIST DI INDIE ITALIA MAGAZINE

https://open.spotify.com/playlist/6hsETzcjCY7R3krHUePwMl?si=c531fffbe85441f4

Nicolò Granone

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